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Comunali 2020, Ghezzi rilancia l'ipotesi delle primarie. Maestri: ''Futura si chiarisca le idee''. Cattani: ''Non è una nostra iniziativa''

Una condivisione che rischia di far saltare (ancora una volta) il banco del centrosinistra. Lucia Maestri, segretaria del Partito democratico, prova a gettare acqua sul fuoco, mentre prende posizione anche Piergiorgio Cattani, presidente di Futura

Di Luca Andreazza - 04 gennaio 2020 - 20:00

TRENTO. Il centrosinistra prosegue le manovre in vista delle elezioni amministrative del 2020. Corteggiato ormai in maniera abbastanza evidente, il Patt tergiversa ancora e intanto Paolo Ghezzi, consigliere provinciale in quota Futura, condivide su Facebook e lancia una petizione per le primarie: "Continuerai a farli scegliere...O finalmente sceglierai. Trento capitale merita un sindaco, una sindaca speciale. E una scelta popolare".

 

"Il 3 maggio 2020 ci saranno le elezioni per il Comune di Trento. La nostra speranza e il nostro impegno civile - si legge nella petizione - ci dicono che la città capoluogo può scegliere di proseguire sulla strada che anticipi un futuro di civiltà e partecipazione, solidarietà e inclusione, lavoro e diritti, ecologia vivibilità e intraprendenza. Ma come elettrici e elettori del campo del centro e della sinistra siamo molto preoccupati per l’impasse che sembra caratterizzare le forze politiche della costruenda coalizione, ancora una volta impegnate in tatticismi di difficile comprensione".

 

Un metodo, prima ancora dei nomi. "Le ultime due tornate elettorali - viene scritto - hanno dimostrato i rischi insiti in questo modo di procedere, le cui conseguenze funeste sono oggi sotto gli occhi di tutti: un crescente clima d’odio, lo smantellamento di molte delle eccellenze del nostro territorio, lo svuotamento dell’Autonomia, la mancanza di progettualità e visione. Davanti a questo scenario riteniamo che l’individuazione del prossimo candidato sindaco o candidata sindaca non debba rimanere confinata alle sole segreterie dei partiti".

 

Una condivisione che rischia di far saltare (ancora una volta) il banco del centrosinistra. E Lucia Maestri, segretaria del Partito democratico, prova a gettare acqua sul fuoco. "Non è stata chiusa alla possibilità delle primarie, anche se i tempi tecnici per prevedere questa procedura sono abbastanza stretti. Il tavolo di coalizione ha deciso di comune accordo di congelare questa ipotesi per riuscire prima a definire la coalizione".

Non è, infatti, un mistero che il Pd, attraverso anche la mediazione dell'Upt, cerchi di ricucire con le Stelle alpine. I dem sono sempre rimasti cauti per non forzare eccessivamente e mandare una trattativa a rotoli. Grandi passi in avanti si sono registrati negli scorsi giorni e ora si rischia di tornare indietro.

 

"C'è un percorso che merita rispetto e pazienza. La priorità - aggiunge Maestri - è quella di chiudere la coalizione e avere tutti i protagonisti intorno al tavolo, il prossimo vertice di lunedì 13 gennaio può essere decisivo. In questo caso Futura avrebbe bisogno, però, di fare sintesi interna. Se Ghezzi spinge per le primarie disconosce e scavalca gli stessi rappresentanti della forza politica che partecipano in modo serio e costruttivo ai lavori, quali Vanni Scalfi e Claudia Merighi".

 

Voglia di primarie che non sono tramontate in casa Futura. "Come avevo detto prima di Natale - commenta il presidente Piergiorgio Cattani - le primarie per la scelta del candidato sindaco di Trento potevano essere una via di coinvolgimento e di apertura alla cittadinanza in una decisione così importante. Al tavolo della coalizione molti però si sono detti contrari a questa proposta di Futura che comunque non era stata completamente scartata come aveva peraltro detto anche il consigliere Giorgio Tonini".

Adesso arriva però questa iniziativa. "Evidentemente - conclude Cattani - si tratta di alcuni cittadini interessati che sostengono l'idea delle primarie. Questo non può che fare piacere anche se non è un’iniziativa partita da Futura. Per definire la nostra posizione ci incontriamo la prossima settimana in un’assemblea riservata ai soli associati. Penso che Paolo Ghezzi come cittadino e come consigliere può mettere sulla sua pagina Facebook quanto crede, questa è una sua facoltà".

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