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Coronavirus, ipotizzati 4 scenari per il rientro a scuola a settembre. Accessi e uscite scaglionati, ok a mensa e intervallo. Ma concretamente sembra esserci ancora poco

L'assessore Mirko Bisesti ha delineato i 4 possibili scenari per un rientro a scuola. "Contagio basso" e "Basso grado di contagio (situazione di attenzione)", "Medio grado di contagio (ritorno del virus)" e "Un alto grado di contagio", in quest'ultimo caso ci sarebbe una recrudescenza di Covid-19 e quindi un probabile ritorno al lockdown

Di Luca Andreazza - 17 luglio 2020 - 13:43

TRENTO. Sono quattro i possibili scenari previsti per il rientro tra i banchi a settembre per insegnanti, studenti e personale della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, formazione professionale e scuola dell'infanzia. Tanta attesa ma alla fine sembra essere stato pianificato ancora pochino per un settore fondamentale del Trentino. Le slide presentate sono belle, le linee di massima tracciate e già conosciute ma concretamente non sembrano emergere grandissime indicazioni. "Gli insegnanti possono chiedere di effettuare un tampone prima di ritornare in servizio", dice Antonio Ferro, dirigente del Dipartimento prevenzione dell'Apss

 

Sono circa 70 mila gli studenti della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, formazione professionale che il 14 settembre ritornano a scuola e le lezioni si concluderanno il 10 giugno 2021. Qualche giorno prima, il 3 settembre 2020, toccherà agli alunni della scuola dell'infanzia, circa 14 mila bambini che rientrano negli istituti fino al 30 giugno 2021 (Qui articolo). In materia asilo nido, competenza dell'assessora Stefania Segnana, non sembra esserci ancora nulla.

 

L'assessore Mirko Bisesti ha delineato i 4 possibili scenari per un rientro a scuola. "Contagio basso" e "Basso grado di contagio (situazione di attenzione)", "Medio grado di contagio (ritorno del virus)" e "Un alto grado di contagio", in quest'ultimo caso ci sarebbe una recrudescenza di Covid-19 e quindi un probabile ritorno al lockdown

 

"Nel caso di totale assenza del virus - spiega l'assessore - si proporrà un'offerta formativa a regime ordinario, con ridotte misure di igiene e sicurezza. Nello scenario attuale, basso grado contagio, sarà garantita l'offerta formativa in presenza con misure di attenzione e prudenza (igienizzazione, sanificazione e distanziamento). Nel caso di ritorno importante del coronavirus sarà attuato un modello didattico integrato in presenza e didattica a distanza: questa ipotesi dovrà in ogni caso salvaguardare le categorie più fragili degli studenti". In caso di "serrata" ovviamente la didattica a distanza diventerà giocoforza protagonista unica e verranno in questo senso definite delle apposite linee guida. 

 

Definiti i principali punti delle linee guida tra accesso e uscita dagli istituti scaglionati e con procedure definite; educazione fisica e attività pratiche con distanze maggiorate; ok a mensa e intervallo ma con le dovute precauzioni; aerazioni frequenti dei locali; igienizzazione e sanificazioni costanti; la temperatura per accedere deve essere inferiore a 37,5 gradi e uso della mascherina solo per gli spostamenti. I gruppi di classi vengono dimensionati (stabili e con distanza di sicurezza), ma non vengono fornite indicazioni di numeri e dati, criteri di suddivisione e capienza, ma anche eventuali fabbisogni in base ai territori, certamente eterogenei. Si sa solo di un 10% in più.

 

Per fronteggiare la necessità di un maggior numero di ore per garantire il tempo scuola la Provincia intende portare avanti due azioni: agli insegnanti in servizio verrà chiesta una nuova proposta contrattuale per il 2020/2021 che garantisca una rimodulazione con più attività docente a contatto diretto con gli studenti. Viene anche prevista un'integrazione dell'organico di circa 500 unità. Ma anche in questo caso si conosce poco sulle intenzioni di orario e le funzioni delle nuove figure assunte.

 

Sono stati individuati poi alcuni punti chiave sulla base dei quali si è in fase di programmazione del nuovo anno scolastico. Non sembrano esserci grandi certezze, ma sul tavolo ci sono piani di apprendimento individualizzati e straordinari di recupero; risorse straordinarie per fronteggiare l'emergenza; patti educativi tra scuola, famiglia e territori e flessibilità per adattarsi alla realtà in continua evoluzione. E ancora bambini, studenti, docenti, famiglie e personale scolastico dovranno attenersi al protocollo salute e sicurezza; garanzia del tempo scuola (non sarà ridotta l'offerta scolastica); piano straordinario di formazione del personale scolastico con Iprase; tavoli di confronto e azioni di monitoraggio; consolidamento delle esperienze maturate nei mesi del lockdown grazie all'utilizzo di tecnologie digitali.

 

Capitolo risorse. Ci sono 45 milioni in assestamento di bilancio: 33 milioni sono destinati ai docenti, 5 milioni al personale Ata, 4 milioni per i bisogni educativi speciali e 3 milioni per l'acquisto di arredi e attrezzature. Per quanto riguarda l'edilizia scolastica è prevista un'integrazione ai budget comunali per coprire gli investimenti straordinari necessari per mettere in sicurezza le strutture. Una ventina di milioni ma non vincolati. Non è dato sapere quanto e tempi, mentre settembre non è così lontano. 

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