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Coronavirus, la Cgil: “La sottovalutazione del rischio ha provocato un aumento dei contagi, ora la Giunta inverta la rotta altrimenti sarà una catastrofe”

Dalla recente manovra finanziaria, alla ripartenza, passando dall’emergenza sanitaria sono tante le criticità rilevate dalla Cgil, il segretario Grosselli comunque tende la mano alla Giunta: “Siamo ancora in tempo a progettare il futuro insieme, per il bene del Trentino”

Di Tiziano Grottolo - 01 maggio 2020 - 06:01

TRENTO. “Le attività economiche vanno riaperte su questo siamo tutti favorevoli” ci tiene a fare delle precisazioni il segretario generale della Cgil Andrea Grosselli che proprio non ci sta a passare per “il rompiscatole” di turno o nei panni di chi è buono a mettere i bastoni fra le ruote: “Alla Giunta di proposte ne sono state fatte tante ma nel disegno di legge per far ripartire il Trentino non ne è stata accolta neanche una”.

 

Il riferimento però va oltre l’incomprensione, le sigle sindacali infatti sono convinte che nei loro confronti ci sia un pregiudizio di fondo, e di questo Grosselli se ne dispiace: “Il Trentino è sempre stato forte della capacità di unire e tenere insieme i diversi interessi in un disegno comune ma questa Giunta – fin dall’inizio osserva il sindacalista – si è caratterizzata per una logia della polarizzazione”. Una sorta di divide et impera così prima ci sono gli stranieri contro gli italiani, chi abita nelle valli e quelli delle città, lavoratori pubblici contro lavoratori privati e poi i sindacati contro le organizzazioni sindacali, una logica che, sottolinea, Grosselli “viene utilizzata anche in questa fase di emergenza”.

 

“La manovra che fra pochi giorni approderà in consiglio ne è un esempio lampante – prosegue – la Giunta ha scelto di stare solo da una parte, varando un ddl privo di equilibrio”. Da parte sua la Cgil sarebbe persino d’accordo con la logica di sostenere le imprese, soprattutto in questo momento difficile, ma al contempo vorrebbe che un’attenzione particolare fosse riservata anche ai lavoratori in particolar modo a quelli più esposti: “Nella proposta avanzata dalla Giunta per i lavoratori ci sono solo risposte parziali e inefficienti, se Bolzano sul piatto mette 30 milioni per famiglie in difficoltà e lavoratori dipendenti Trento ne metterà forse 5”.

 

Ma se Fugatti ha preferito concentrare le risorse in un solo ambito, quello delle imprese, i sindacati reclamano un maggior coinvolgimento: “Ripeto – ribadisce Grosselli – non siamo contrari ad aiutare le imprese ma bisogna pensare anche a famiglie e lavoratori altrimenti per loro diventa difficile guardare al futuro soprattutto se si sentiranno abbandonati”. Fra le critiche maggiori che i sindacati rimproverano alla politica vi è sicuramente quella circa l’assenza di un progetto sul lungo periodo “non si può continuare a navigare a vista, ad oggi non conosciamo ancora i progetti della Giunta ma forse è perché non ci sono proprio, nel frattempo sono stati commessi una serie di errori”. A partire dalla gestione dell’emergenza sanitaria “la sottovalutazione del rischio da parte della Giunta – punta il dito Grosselli – ha provocato un aumento dei contagi”.

 

Una situazione che oggi si ripresenta: “Le attività economiche vanno riaperte, bene, ma dobbiamo dare una risposta anche ai tanti imprenditori e lavoratori che potenzialmente potrebbero tornare al lavoro e uscire dall’incertezza economica ma per fare questo serve una strategia sanitaria che al momento non vediamo”. Secondo la Cgil è in questa direzione che Fugatti dovrebbe investire le risorse a disposizione: “Il primo obiettivo dev’essere quello di tenere sotto controllo i contagi perché se riparte l’epidemia poi bisogna richiudere tutto e questo non possiamo permettercelo, e tanto meno possono farlo imprenditori e lavoratori che stanno affrontando una fase difficilissima”.

 

Il sindacato ricorda il lavoro svolto fin qui e guarda al bicchiere mezzo pieno: “Quando ce ne è stata data la possibilità il nostro contributo lo abbiamo sempre dato e il confronto ne tavoli di lavoro è stato la maggior parte delle volte costruttivo”. Ma il tempo stringe e per uscire dallo stallo è necessario superare gli steccati ideologici tanto che il segretario della Cgil tende la mano alla Giunta: “Siamo ancora in tempo a progettare il futuro insieme, per il bene del Trentino, altrimenti andremo incontro a una situazione economica e sociale molto complicata”.

 

Proprio a voler sottolineare il fatto che solo con il contributo di tutti si potrà uscire da questa fase la Cgil ha deciso di dedicare il 1° maggio a tutti i lavoratori che sono rimasti in servizio durante l’emergenza, partendo dai sanitari ma senza dimenticare il settore delle pulizie, il comparto degli alimentari e più in generale tutti i lavoratori che hanno contribuito a tenere in vita il sistema produttivo dell’Italia. “Per la festa del lavoro saremo davanti all’ospedale Santa Chiara – afferma Grosselli – proprio per ricordare a tutti dove eravamo e dove non dobbiamo tornare”.

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