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I sindacati contro la Giunta: “In piena crisi si pensa a una manovra recessiva, non c’è un euro per lavoro e ripresa economica”

La Giunta Fugatti bocciata dai sindacati: “L’esecutivo naviga a vista, senza nessuna programmazione è come se a Piazza Dante non si rendessero conto della situazione”. E sui 100 milioni di debito promessi per il prossimo anno: “Nient’altro che una bufala”

Di Tiziano Grottolo - 06 novembre 2020 - 11:28

TRENTO. “In piena crisi economica la Giunta provinciale si prepara a varare una manovra recessiva”, un’accusa pesante quella mossa dai sindacati nei confronti dei vertici provinciali che in questi giorni stanno discutendo la prossima manovra di bilancio. “Invece di prevedere investimenti per far ripartire economia e lavoro, l’Esecutivo gestisce l’emergenza socio-economica come se fosse normale amministrazione, senza alcuna programmazione e gestendo tutto giorno per giorno. Evidentemente in Piazza Dante non hanno compreso la gravità della situazione in cui si trova il Trentino”, puntano il dito Cgil Cisl e Uil.

 

La dura presa di posizione da parte dei sindacati è arrivata al termine dell’incontro in videoconferenza con il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori Achille Spinelli e Mirko Bisesti: l’argomento era appunto la prossima legge di stabilità e il bilancio 2021-2023. “Di fronte alla crisi più grave dall’ultimo Dopoguerra – affermano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – la Provincia continua a rimandare le scelte e non mette in campo nessuno strumento valido per far ripartire la nostra economia. Dopo ogni sessione di bilancio ci viene detto che le risorse si troveranno in quella successiva, così ancora una volta la manovra per il 2021 non prevede alcuna vera significativa politica anticiclica e nessuna vera scelta strategica”.

 

Amarezza anche per i 100 milioni di euro di debito promessi per il prossimo anno ma che a quanto pare non arriveranno: “Nient’altro che una bufala – tagliano corto i sindacati – quelle risorse ad oggi non ci sono”. Da quanto trapela parte delle risorse per sostenere lavoro e famiglie potrebbero arrivare solo da eventuali avanzi di bilancio degli anni precedenti, mentre non sembrano prossimi alla partenza gli strumenti di finanziamento pubblico/privati “dopo mesi di discussione non sono ancora operativi e non si sa neppure quando lo saranno”.

 

Insomma, secondo i sindacati, il quadro generale è piuttosto sconfortante con la manovra che si limita a ritoccare leggermente l’Irap e l’Imis per le imprese ma non amplierebbe l’esenzione dell’addizionale regionale Irpef, prevedendo, come unica nota positiva, 100 milioni di investimenti in sanità. Ma anche su questo capitolo Cgil, Cisl e Uil vogliono vederci chiaro: “Non si capisce se sono risorse anticipate su fondi statali e in ogni caso, non è chiaro se si tratta di investimenti strutturali o una una tantum legata all’emergenza che sarebbe solo risorse dovute visto al rischio sovraccarico sui servizi sanitari”.

 

Di fatto ai sindacati non piace l’impianto della manovra, costruito su una serie di interventi spot, legati alla risposta immediata all’emergenza: “La Giunta sostiene che in questa fase non si può programmare. È paradossale: proprio questo è il tempo per definire priorità e riforme che guardano oltre l’emergenza per permettere al Trentino di rialzarsi dopo questo tsunami. Invece nulla, è come se a Piazza Dante non si rendessero conto della situazione e avessero deciso di navigare a vista”.

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