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Bilancio provinciale, duri i sindacati: ''Mancano idee e visione. La Giunta esca dal suo isolamento e dalla campagna elettorale''

E' un giudizio duro, quello dei sindacati, per quanto riguarda le azioni che la Provincia intende portare avanti per agevolare la ripresa del territorio. Grosselli (Cgil), Bezzi (Cisl) e Alotti (Uil): "Non si tiene conto del lavoro e anche sul fronte delle tanto sbandierate opere pubbliche non si va molto in là del consueto elenco di interventi"

Di L.A. - 12 novembre 2020 - 20:20

TRENTO. "Mancano idee strategiche e una visione del Trentino per il prossimo futuro". Così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), sulla manovra finanziaria che la Giunta provinciale si appresta a varare. "La finanziaria è inadeguata a fronteggiare la crisi economica e sanitaria imposta da Covid-19".

 

E' un giudizio duro, quello dei sindacati, per quanto riguarda le azioni che la Provincia intende portare avanti per agevolare la ripresa del territorio (Qui articolo). "La legge di stabilità per il 2021 così come il bilancio sul prossimo triennio non prevedono interventi in grado di stimolare la crescita economica e l’occupazione. E non è solo una questione di risorse insufficienti visto che arriveranno nelle casse di piazza Dante sia le risorse in compensazione dallo Stato per il mancato gettito sia una quota parte del Recovery fund".

 

I sindacati Cgil, Cisl e Uil ritengono che il bilancio non tenga abbastanza conto dei riflessi occupazionali. "In questa fase - proseguono le parti sociali - non ci sono stanziamenti per far fronte all’impatto enorme che la disoccupazione avrà sul nostro mercato del lavoro non appena verranno sbloccati i licenziamenti. E sono state previste politiche industriali in grado di sostenere il recupero di produttività e competitività del nostro sistema economico. Siamo nel pieno di un’emergenza sanitaria: chiaro a tutti il ruolo centrale che in questa partita deve essere svolto dalla sanità territoriale. A tutti tranne che all’Esecutivo che non prevede risorse adeguate per rafforzare il sistema di prevenzione potenziando l’assistenza territoriale, la prossimità nelle cure e la medicina di base, la domiciliarità e la telemedicina".

 

Una manovra che evidenzia per le parti sociali alcune contraddizioni. "Il Trentino è ancora indietro come dimostra la difficoltà a fronteggiare la ripresa dei contagi - evidenziano Grosselli, Bezzi e Alotti  - ma purtroppo si discute ancora di una sanità fondata sugli ospedali senza vedere che il presente e il futuro sono nella centralità della prevenzione sanitaria diffusa, in totale contraddizione con il piano provinciale per la salute 2015-2025".

 

Criticità anche in materia sviluppo economico. "Si decide di non decidere - dicono Cgil, Cisl e Uil -  rimandando a un prossimo futuro la gestione di alcuni nodi critici che affliggono il Trentino a cominciare dalla mancata riforma dell’assetto istituzionale che impedisce di fatto la riorganizzazione degli enti locali e delle loro funzioni. E anche sul fronte delle tanto sbandierate opere pubbliche non si va molto in là del consueto elenco di interventi. Nessuna individuazione di priorità e soprattutto nessun intervento sul fronte della manutenzione e messa in sicurezza del territorio, della sostenibilità ambientale e della prevenzione del dissesto idrogeologico; ambiti di intervento strategico anche per migliorare la nostra agricoltura e rendere più competitiva la nostra offerta turistica".

 

Altra nota dolente le politiche per il lavoro. "Le promesse di un rafforzamento dell'Agenzia del lavoro con il potenziamento delle risorse umane dei centri per l’impiego sono sparite nel documento finanziario. Difficile - continuano Grosselli, Bezzi e Alotti - immaginare come verrà affrontata la crisi occupazionale senza risorse umane e economiche".

I sindacati insistono ancora una volta sulla necessità di avviare un confronto ampio sulla definizione di alcune priorità strategiche per far ripartire il Trentino su basi solide. “La Giunta continua a non decidere - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - a non fissare alcuna priorità limitandosi a interventi spot, senza alcuna visione. E’ necessario invece fare scelte coraggiose anche con l’apporto di competenze e professionalità presenti nei vari ambiti della nostra comunità. Anche per questo abbiamo chiesto un incontro urgente alla Giunta: serve una vera cabina di regia anticrisi e un patto per lo sviluppo tra tutte le parti sociali”.

 

La richiesta è quella di scelte coraggiose. "Scatto che si aspettano anche le imprese - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - come emerge dal documento del Coordinamento imprenditori. Su diverse questioni sindacati e aziende dimostrano di avere visioni molto vicine. La Giunta esca dal suo isolamento e cominci a costruire insieme alle parti sociali. La pandemia ha cambiato tutto. L’esecutivo non può rimanere arroccato su posizioni di parte, deve cambiare rotta per la crescita della comunità e soprattutto di quelle aree periferiche sulle quali si sono spese tante promesse in campagna elettorale".

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