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Bilancio provinciale, indebitamento da 300 milioni e si punta sul risparmio dei privati: ''Necessario eccezionale sforzo di coesione da parte di tutti gli elementi del sistema-Trentino''

Al via l'iter per il bilancio, diverse partite aperte e tra le novità la creazione di tre fondi per stimolare l'intervento privato nel supportare infrastrutture ritenute strategiche a livello provinciale. Il presidente Fugatti: "Manovra espansiva"

Di Luca Andreazza - 12 November 2020 - 11:00

TRENTO. E' iniziato l'iter per la manovra di bilancio del Trentino, documento che si trova a fronteggiare una diminuzione delle entrate fiscali per il -10,2% del Pil in questo 2020, che si traduce nell'ammanco di mezzo milione di euro. 

 

Si passa da 4,91 miliardi nel 2020 a 4,41 miliardi nel 2021, poi 4,09 miliardi nel 2022 e 4,10 miliardi nel 2023. L'idea è quella di mobilitare le risorse private per tamponare il calo di risorse. Il tentativo della Provincia, spiegato dal presidente Maurizio Fugatti, è quello di avviare un ciclo espansivo: diverse le azioni previste da piazza Dante.

 

I rapporti con lo Stato. Si cerca di ottenere anche per il 2021 il ristoro per la perdita di gettito causato dal crollo del Pil: ripetere l'operazione di quest'anno, il Trentino ha ottenuto 382 milioni, si aggiungono poi i 117,8 milioni di trasferimenti per le spese generate da Covid, il sostegno per la cassa integrazione, i crediti di imposta e altri interventi vari. Un altro filone è quello di intercettare gli arretrati: 400 milioni di crediti a favore della Provincia.

 

"E' un tema - dice il governatore - che portiamo avanti con Bolzano. Non ci sono garanzie e sarebbero finanziamenti straordinari. Se non dovessero arrivare, comunque riusciamo a implementare una buona manovra finanziaria. Vogliamo attivare anche tutte le fonti esterne al territorio: risorse europee, statali e private".

 

Intanto nel 2021 si parte da 4.408,8 milioni di euro. "La base da cui partire - aggiunge Fugatti - per gestire le competenze dell’Autonomia ma anche per far fronte ai maggiori oneri connessi al Covid-19, in particolare nel settore della scuola, della sanità e dei trasporti. Per superare questa fase e avviare un nuovo ciclo espansivo al netto degli andamenti della pandemia, è necessario pertanto un eccezionale sforzo di coesione da parte di tutti gli elementi del sistema-Trentino". E' già piuttosto chiaro che tanto si gioca sull'assestamento di bilancio del prossimo luglio.

 

"Una finanziaria costruita in modo adeguato - commenta l'assessore Achille Spinelli - raggiunge tutti i settori e segue il percorso avviato in questo 2020 per uscire dalla crisi causata dal coronavirus e normalizzare la situazione. Ci sono meno risorse, ma si mobilitano soldi aggiuntivi. Sono confermati inoltre alcuni interventi fiscali: l'addizionale regionale Irpef a zero per redditi fino a 15 mila euro, sono riviste alcune agevolazioni Irap e invariate quelle che riguardano l'Imis". 

 

Sono diverse le partite aperte: i 32 progetti del Recovery fund che potrebbero apportare 2,2 miliardi e 165 milioni per la "transizione verde". Ci sono poi i fondi Fse e Fesr dell'Unione europea che valgono intorno ai 200 milioni. C'è anche il ricorso all'indebitamento per 300 milioni di euro. Ci sono poi interventi fiscali. "L'addizionale Irpef - prosegue Spinelli - resta a zero per i redditi fino a 15 mila euro, riviste alcune agevolazioni Irap, invariate quelle introdotte per l'Imis".

 

Si parte con un altro annuncio, cioè quello di acquistare le quote altoatesine di Mediocredito Trentino Alto Adige, i tempi dopo molti proclami sembrano maturi e sono stati stanziati 22 milioni di euro. I finanziamenti esterni dovrebbero essere incentivati dai bond (già attivi in altre Regioni) e dalla creazione di tre fondi: un fondo crescita multicomparto, un fondo immobiliare e un fondo alberghi. Tutti in fase di costruzione e confezionamento.

 

"I dati di Bankitalia - spiega Paolo Nicoletti, dirigente generale della Pat - mostrano che i risparmi privati è cinque volte il bilancio annuale della Provincia. L'idea è di inserire queste risorse in circolo per per il finanziamento di infrastrutture considerate strategiche". Il trentino che investe sul Trentino. "Possiamo garantire il risparmiatore sulla sicurezza dell'investimento - evidenzia Fugatti - ma non sulla redditività migliore rispetto alle altre azioni di soggetti finanziari. E' un scommessa per il sistema che cerca di sviluppare il territorio".

 

I tre fondi dovrebbero incentivare la ripresa del territorio alle prese con la crisi Covid. "Il Fondo crescita - continua Spinelli - è rivolto alle piccole e medie imprese, quello immobiliare punta sulla rigenerazione urbana tra Trento e Rovereto con impatto sociale tra abitazioni a canone moderato e studenti, mentre per gli alberghi l'ottica è nelle Olimpiadi invernali 2026 per la riqualificazione delle strutture ricettive".

 

La Pat ha poi messo sul tavolo 5 milioni per l'innevamento programmato e l'avvio della stagione invernale, così come 1 milione sul comparto termale (Qui articolo). Stanziati 250 mila euro per gli operatori dello spettacolo. "E' una prima azione, poi il capitolo verrà rimpinguato nel 2021", conclude l'assessore Mirko Bisesti.

 

 

Situazione e misure avviate nel 2020

La manovra di Bilancio adottata dalla Provincia, naturalmente, ha alle spalle una serie di azioni straordinarie già avviate quest’anno, dopo l’inizio dell’emergenza generata dal Coronavirus. Fra queste, nella prima fase:

- il sostegno alla liquidità delle imprese, attraverso il Protocollo siglato con le banche territoriali e i Confidi, che ha avviato operazioni che hanno già interessato complessivamente circa 5000 operatori economici per oltre 400 milioni di euro. Tenendo conto delle domande raccolte l'obiettivo è arrivare a 500 milioni;

- le misure urgenti per il sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dei settori economici (fra cui il posticipo del versamento della prima rata Imis);

- la legge “Riparti Trentino”, contenente un ampio ventaglio di interventi per sostenere il reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro e aiutare le imprese a superare questa fase, compresi gli effetti provocati dal lockdown (circa 150 milioni di euro).

A ciò è seguito l’assestamento di Bilancio, orientato da un lato a coprire le minori entrate previste in seguito alla crisi, e dall’altro a garantire la possibilità di realizzare nuovi investimenti, in chiave espansiva, ed a rinforzare l'offerta nei servizi più colpiti dalla pandemia, in primo luogo scuola e sanità .

Per quanto attiene ai rapporti finanziari con lo Stato nel 2020, il ristoro per la perdita di gettito dovuta al calo del pil ammonta a 380 milioni di euro, a cui si sommano i trasferimenti statali previsti a copertura delle nuove spese generate dal Covid, per 117 milioni circa. Un ulteriore elemento da considerare è rappresentato dagli aiuti diretti erogati a cittadini e imprese come la cassa integrazione, i crediti di imposta e così via.

 

La manovra di Bilancio 2021-2023

Con i circa 4.400 milioni di euro stimati, e fermo restando il concorso agli obiettivi di finanza pubblica nazionale, la Provincia si fa carico di finanziare l’ingente mole di competenze legislative e amministrative che le sono state trasferite e delegate nel tempo: dalla scuola alla sanità, dal welfare agli aiuti alle imprese, dai trasporti alla gestione delle infrastrutture e così via.

La manovra si propone di avviare un processo volto a:

- accrescere la selettività e l'efficacia degli incentivi alle imprese, favorendo la crescita della competitività, l' innovazione, l'internazionalizzazione;

- semplificare e rendere più eque le politiche in favore della famiglia, anche alla luce delle misure varate dallo Stato;

- valutare ed implementare possibili miglioramenti da apportare al sistema di finanziamento degli Enti locali, in particolare per il sostegno di specifici servizi, in relazione alla capacità di autofinanziamento dei Comuni.

 

Fonti di finanziamento esterne

Nell’ambito delle fonti di finanziamento esterne, da cui derivare nuove risorse da immettere nel sistema, è previsto il “lancio”, anche con il supporto di Cassa del Trentino, di tre specifici fondi – Fondo crescita (multicomparto), Fondo Immobiliare (per la rigenerazione urbana) e Fondo Alberghi –  con il coinvolgimento di investitori qualificati (CDP, Laborfonds, Invimit) ma anche dei singoli risparmiatori.

Sempre per quanto riguarda la mobilitazione di risorse esterne alla finanza provinciale, le fonti principali individuate dalla manovra di Bilancio sono le seguenti:

- Recovery Fund: sono state trasmesse al Governo 32 proposte progettuali per un volume complessivo di 2.033 milioni, a cui si aggiungono interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico e per la “transizione verde” per complessivi 165  milioni;

- Indebitamento: la leva del debito sarà utilizzata per il finanziamento di opere pubbliche, già programmate e da programmare, in relazione agli eventuali ulteriori spazi di debito assegnati alla Provincia a valere sul Recovery Fund o ricavabili sul bilancio provinciale;

- Fondi strutturali 2020-2027: dalle prime stime il volume di risorse di provenienza europea per la programmazione provinciale è pari indicativamente a 200 milioni, inclusa la quota a carico della Provincia. A ciò si aggiungono le risorse previste sul PSR;

- Finanziamenti statali ed europei: si fa riferimento qui a specifici fondi nazionali, come avvenuto per i 120 milioni assegnati alla Provincia per la realizzazione di progetti di investimento in vista delle Olimpiadi 2026. 

- Poste arretrate con lo Stato, per le quali la Provincia ha in corso la trattativa con il Governo. 

 

Principali novità previste dalla manovra

Fra le principali novità contenute nella manovra di Bilancio 2021-2023 abbiamo:

- agevolazioni tributarie: si rivedono alcune agevolazioni e  si recuperano risorse da destinare ad interventi mirati in favore di imprese e cittadini. In particolare,  l’addizionale regionale all’Irpref resterà a zero per redditi fino a 15mila euro; verranno invece  riviste  alcune agevolazioni relative all'Irap (conferma aliquota base ridotta al 2,68%; conferma aliquota zero per le nuove imprese; aliquota 1,5% per imprese che incrementano l’occupazione di almeno il 5% e di almeno 1 unità), mentre per quanto riguarda l'Imis le agevolazioni restano invariate;

-  Misure per favorire l'avvio della stagione turistica invernale: a causa delle incertezze relative alla stagione turistica, si prevede la possibilità di concedere contributi a parziale ristoro dei costi sostenuti dagli operatori economici per l’innevamento programmato; prevista inoltre la concessione di contributi agli operatori economici che assumono, entro il 31 dicembre 2020,  per la stagione invernale 2020-2021, un numero di dipendenti adeguato rispetto a quello dei dipendenti assunti nell'anno 2019;

- Settore termale: si prevede la concessione di contributi a favore degli operatori del settore termale a parziale  copertura della perdita di fatturato subita nei primi nove mesi dell’anno 2020;

- Fondo per lo spettacolo: viene riproposto anche per il 2021 un fondo a sostegno degli operatori economici e degli artisti del mondo dello spettacolo;

- Misure nel settore finanziario per sostenere lo sviluppo del sistema economico locale: per favorire il rafforzamento del sistema creditizio provinciale, è prevista l’acquisizione di quote di partecipazione del capitale sociale detenute da altre pubbliche amministrazioni nella società Mediocredito Trentino-Alto Adige spa (22  milioni); la Provincia  promuoverà inoltre la partecipazione di imprese e cittadini al finanziamento di infrastrutture strategiche provinciali, anche attraverso la costituzione di appositi strumenti finanziari, nel rispetto della normativa nazionale in materia (bond provinciale);

- Long term care: prevista la concessione di contributi per favorire l’adesione a forme assicurative che garantiscano una rendita in caso di non autosufficienza;

- Canoni ambientali: ampliate le tipologie di interventi a cui possono essere finalizzati  i canoni ambientali versati dai concessionari delle grandi derivazioni a scopo idroelettrico, includendo anche progetto che hanno effetti positivi sul paesaggio;

- Aree produttive: ridotte le sanzioni connesse al mancato assolvimento degli obblighi di edificazione in capo agli assegnatari di aree produttive;

- Semplificazione: previsti infine nuovi interventi per la semplificazione degli adempimenti burocratico-amministrativi.

Proseguiranno inoltre gli impegni già assunti, fra cui quelli riguardanti l’attualizzazione dell'assegno unico (maggiorato del 15% alla voce “sostegno al reddito”), la realizzazione delle opere pubbliche già finanziate e la conclusione dei bandi già avviati per i diversi settori economici (170 milioni).

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