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Manovra anticrisi, i sindacati contro Fugatti: ''Non gli interessano famiglie e lavoratori, risorse pubbliche usate in chiave elettoralistica''

I sindacati spiegano che il 12 maggio saranno in piazza Dante per chiedere un cambio radicale della manovra

Pubblicato il - 08 maggio 2021 - 16:00

TRENTO. “Che una manovra di 500 milioni di euro dedichi al lavoro e alle famiglie poco meno di 30 milioni di euro dopo un anno con migliaia di persone senza impiego e riduzioni delle retribuzioni generalizzate dimostra quanto poco a questa Giunta interessino i lavoratori e la coesione sociale”.

 

E' dura la reazione che arriva da parte di Cgil, Cisl e Uil del Trentino con i segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti in merito alla manovra anticrisi approvata dalla Giunta Fugatti che dimostra, spiegano le tre sigle come “La Provincia non abbia mai voluto veramente aiutare questi lavoratori e sicuramente alcuni di questi avranno trovato impieghi magari più stabili in altri settori. Oggi mette in atto un intervento parziale e in grave ritardo quando i lavoratori avrebbero potuto già avere i primi soldi sul conto corrente se la Giunta Fugatti avesse sostenuto il Fondo di Solidarietà del Trentino”.

Pochi spiccioli, quindi, al mondo del lavoro ma secondo i sindacati anche ad innovazione, sviluppo e politiche industriali. “Sembra che il presidente Fugatti non punti davvero alla crescita economica e allo sviluppo ma solo ad un usare le risorse pubbliche in chiave elettoralistica cercando di dividere lavoratori ed imprese”.
 

All’appello, spiegano Cgil, Cisl e Uil, mancherebbero almeno 25 milioni di euro per raggiungere un livello equo nella distribuzione delle risorse. “La Giunta Svp-Lega di Bolzano – continuano - ha fatto molto di più stanziando per lavoratori e famiglie ben 55 milioni di euro. Risorse che servirebbero anche in Trentino per sostenere il pagamento degli affitti da parte degli inquilini colpiti dalla crisi, aiutare le famiglie con figli nella conciliazione e nella valorizzazione del lavoro femminile, per garantire sostegni al reddito veri a stagionali, discontinui, precari e somministrati, per avviare le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro dei settori pubblici provinciali, per abbassare le tasse sul retribuzioni e pensioni povere annullando gli aumenti dell'Irpef regionale voluti proprio dalla Giunta Fugatti”.

 

Ma la il governo provinciale “è sordo” spiegato Grosselli, Bezzi e Alotti alle richieste del mondo del lavoro e ricordando che ci sono ancora 13 milioni di euro stanziati a maggio 2020 per le famiglie che per volere di Fugatti e Spinelli giacciono colpevolmente nel bilancio provinciale non spese.

 

“Per tutte queste ragioni il 12 maggio saremo in piazza Dante per chiedere che in aula la manovra venga cambiata radicalmente” annunciano i sindacati.

 

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