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| 11 dic 2022 | 11:14

Manovra finanziaria, Fp Cgil contro la Provincia: ''Zero risorse per il Terzo settore e i contratti pubblici ma si adeguano i vitalizi dei consiglieri del 12%''

La Funzione Pubblica della Cgil aderisce allo sciopero indetto per il 14 dicembre. Diversi i punti critici  della Finanziaria nazionale ma anche della manovra provinciale 

TRENTO.  Contro la manovra finanziaria del Governo ma anche contro la manovra del Giunta trentina che da un lato non stanzia risorse per i contratti pubblici, per il personale sanitario e per il Terzo Settore ma “Nel frattempo si adeguano i vitalizi dei consiglieri regionali e provinciali del 12%”.  Queste le critiche che sono arrivate nelle scorse ore dalla Funzione Pubblica della Cgil che ha annunciato di aderire allo sciopero generale che si terrà il 14 dicembre. 

 

LA MANOVRA DEL GOVERNO
Una manovra, spiega il sindacato, “sbagliata che toglie ai poveri per dare ai ricchi e che sui settori pubblici non stanzia un euro, mortificando il ruolo del lavoro pubblico”. 

 

L’attenzione di questo governo sui servizi pubblici, spiega Fp Cgil  “è pari allo zero”, così come le risorse messe nella manovra finanziaria. A partire, continua il sindacato, dalla Sanità: nessuna cura per chi cura, non si rifinanzia il fondo sanitario nazionale, non si tolgono i vincoli alle assunzioni di personale, non ci sono risorse per i rinnovi. “Solo briciole poi per il personale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie private in convenzione”. 

 

La manovra, continuano i rappresentanti della Cgil, dimentica anche il sociale, non fa nulla per il contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, per i servizi di inclusione, per l'assistenza socio-educativa. “Servono risorse per garantire il welfare di prossimità, investire sui servizi di inclusione e nel sistema integrato dagli zero ai sei anni. È urgente intervenire sui Centri dell'impiego con assunzioni, investimenti e formazione per il rilancio delle politiche attive per il lavoro”.

 

Ma è tutta la manovra a essere iniqua secondo la Funzione Pubblica della Cgil perché va “a colpire i più poveri, ad accrescere la precarietà nel mondo del lavoro (voucher), a non modificare la Fornero e a cambiare in peggio il meccanismo delle indicizzazioni, a premiare gli evasori”. 
 
LA MANOVRA TRENTINA
Ma anche la manovra di bilancio del Trentino, denuncia il sindacato, non stanzia un euro per il rinnovo dei contratti pubblici, ripetendo lo schema del triennio 2019/2021 che ha costretto alla mobilitazione migliaia di lavoratrici e lavoratori dei comparti. “Zero sugli ordinamenti professionali, malgrado l’impegno politico assunto col protocollo del 15 dicembre 2021 e, sulla Sanità, una quota insufficiente per l’effettiva valorizzazione del personale, niente risorse fresche per il rifinanziamento dei Fondi Contrattuali e per un piano straordinario di assunzioni”. 

 

Zero anche gli interventi a favore del Terzo settore per sostenere il rinnovo dell’integrativo provinciale fermo da 15 anni. “Nel frattempo però – conclude la Cgil - si adeguano i vitalizi dei consiglieri regionali e provinciali del 12%

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