Cooperative, i sindacati: “I 10mila lavoratori del settore non sono invisibili e hanno diritto a una retribuzione adeguata”
I sindacati chiedono investimenti nel Terzo settore e accusano: “La Giunta Fugatti ha distrutto un sistema di accoglienza che era fra i migliori d’Italia”

TRENTO. Mentre il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli stavano incontrando il ministro ministro del Lavoro Andrea Orlando, fuori dal palazzo della Provincia montava la protesta dei sindacati. Cgil. Cisl e Uil sono scese in piazza per difendere i lavoratori del Terzo settore.
Sempre più spesso infatti anche nel settore delle cooperative si può assistere a iniziative che poco hanno a che vedere con quello che era lo spirito originario che vedeva nella solidarietà un pilastro fondamentale. A farne le spese sono i lavoratori.
“Hanno organizzato questo convegno per dirsi quanto sono bravi – commenta Marcella Tomasi della Uil – sicuramente il Trentino ha una tradizione cooperativistica importante che però in questi ultimi anni si è sfilacciata”. Fra le altre cose i sindacati protestano per via degli integrativi contrattuali scaduti da oltre 15 anni e non ancora rinnovati. “Spesso dobbiamo intervenire negli appalti pubblici del sociale perché il costo del lavoro non è quantificato correttamente e quindi a rimetterci è il il personale”.
Come fa notare Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, ogni volta che i sindacati si siedono a un tavolo con l’assessorato non ottengono mai risposte. “Si sottraggono al confronto e quando riusciamo a parlare con l’assessorato poi non cambia mai nulla. Eppure – prosegue Pallanch – i 10mila lavoratori del settore non sono invisibili e hanno diritto a una retribuzione adeguata, soprattutto in questo momento dove l’inflazione è molto alta e gli stipendi ne risentono”.
Dello stesso avviso anche il segretario della Cgil Andrea Grosselli: “La Provincia è sempre stata all’avanguardia nel sociale e nel coinvolgimento del terzo settore su questioni essenziali. Ora però qualcosa è cambiato. I lavoratori del Terzo settore devono essere valorizzati, inoltre bisogna investire nell’inclusione sociale a partire dai migranti. Questa Giunta provinciale ha distrutto un sistema di accoglienza che era fra i migliori d’Italia e oggi continuiamo a perseverare nella mancata integrazione di chi è già qui”.
Per questo i sindacati chiedono di potenziare i servizi di assistenza alle categorie più fragili, ripristinare le risorse destinate all’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo, eliminare il differenziale salariale rispetto al sistema pubblico, superare lo strumento dell’appalto e istituire un fondo provinciale per la formazione degli addetti.












