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Manifestazione dei sindacati per il pubblico impiego, le opposizioni in piazza: ''Fugatti dice che non ci sono risorse? Non è la verità. Il mancato rinnovo è una scelta politica''

Sono scesi in tantissimi in piazza Dante per manifestare contro l'immobilismo e l'assenza di risposte da parte della Giunta Fugatti in materia di pubblico impiego. L'ex presidente Rossi: "Noi avevamo affrontato la crisi economica più grave. Il governo della Lega, che tanti dipendenti pubblici hanno votato illusi da promesse mirabolanti, invece ha una situazione di bilancio più florida"

Di Luca Andreazza - 26 October 2021 - 22:06

TRENTO. "Nel corso del nostro mandato è esplosa la crisi economica più grave della storia e lo Stato non aveva messo in campi rimedi per equilibrare i bilanci delle autonomie speciali e dal conseguente mancato gettito fiscale". Questo il commento dell'ex presidente Ugo Rossi. "Nonostante questo avevamo rinnovato i contratti di scuola sanità e lavoratori pubblici autonomie locali".

 

Sono scesi in tantissimi in piazza Dante martedì 26 ottobre per manifestare contro l'immobilismo e l'assenza di risposte da parte della Giunta Fugatti in materia di pubblico impiego. Una chiamata a raccolta di otto organizzazioni sindacali: Fp Cgil e Flc CgilCisl Fp Cisl scuolaUil FplFenaltNursing up e Satos per chiedere alla politica la giusta attenzione in materia comparti pubblici, alla sanità, alla scuola e alla formazione professionale, per lo stanziamento di tutte le risorse necessarie nell’imminente manovra di bilancio (Qui articolo). 

 

"Il governo della Lega, che tanti dipendenti pubblici hanno votato illusi da promesse mirabolanti, invece ha una situazione di bilancio molto più florida - evidenzia Rossi - perché gli effetti della crisi economica provocata da Covid sono stati gestiti dagli interventi dello Stato che ha ripianato le perdite di gettito fiscale e quindi garantito le entrate sul bilancio del Trentino. Inoltre Roma finanzia direttamente investimenti in sanità e trasporti liberando ulteriori risorse. Un presidente della Provincia che dice che non ci sono risorse non dice la verità, anzi si nasconde dietro la pandemia per non fare quello che lo Stato stesso ha già fatto nel finanziare il rinnovo, così come è successo anche in Alto Adige".

 

Ma le opposizioni provinciali sono compatte nel sostenere le istanze delle parti sociali. "Questa maggioranza ha aumentato l'indennità dei consiglieri, ma da due anni nega i soldi per il rinnovo contrattuale. Siamo rimasti gli unici in Italia. E ora Fugatti non pensi di cavarsela con un contentino, con stanziamenti insufficienti. Altro che Autonomia, qui tra un po' i lavoratori pubblici chiederanno a gran voce di tornare sotto lo Stato, se la Provincia non è in grado di riconoscerne il contributo che portano al funzionamento dei servizi. Scuola e ricerca, sanità, enti locali hanno dato molto in questa pandemia. Molti servizi sono allo stremo: servono assunzioni, stabilizzazioni e adeguato riconoscimento economico", dice Paolo Zanella (Futura), mentre l'ex assessore Luca Zeni (Partito democratico) aggiunge: "I lavoratori e le lavoratrici hanno ragione a manifestare: abbiamo chiesto più volte, specie in sede di bilancio e di assestamento, di stanziare le risorse per i contratti. E' una scelta esclusivamente politica, le risorse ci sono e la politica decide dove indirizzarle: in questo caso si tratta di riconoscere la professionalità di chi garantisce i servizi a tutti i cittadini".

 

I rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego, sanità, case di riposo, scuola e ricerca sono scesi in piazza in modo compatto e unitario tra slogan, bandiere e interventi dei vari segretari e delegati di comparto nella giornata di martedì 26 ottobre per chiedere un cambio di passo alla politica provinciale leghista.

 

"Il diritto al rinnovo del contratto - commenta Paola Demagri (Patt) - è calpestato dall’assenza della Giunta in contrasto con i proclami degli scorsi giorni. La serietà del politico richiederebbe di sedersi al tavolo con i rappresentati sindacali per trovare un accordo. Trovo che il personale sanitario, tecnico e amministrativo è professionalmente ancora motivato ma giustamente alterato per le non decisioni politiche. Proprio oggi, che siamo nella fase di riforma sanitaria che prevede un elevato coinvolgimento di tutti i professionisti, non vediamo capacità della Giunta di attenzione al comparto sanitario che sarà chiamato ad ulteriore lavoro e impegno".

 

I sindacati hanno evidenziato che la pubblica amministrazione è ai vertici delle graduatorie nazionali e internazionali per qualità, ma si deve continuare a investire per mantenere la competitività e per sostenere così anche le aziende private con servizi adeguati e rafforzati. "Una presenza significativa e colorata che si contrappone al grigiore della Giunta e dei suoi supporter. Priva di idee e di capacità di programmare, questa maggioranza sta facendo scivolare inesorabilmente il Trentino lungo una china pericolosa. L'energia vista oggi in piazza sarà indispensabile per invertire la rotta su sanità, scuola e pubblico impiego in generale, motore di sviluppo e presidio di democrazia. Quindi un grazie a chi ha partecipato mettendoci tempo e faccia", conclude Filippo Degasperi (Onda civica).

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