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Cantiere Loppio-Busa, la denuncia dei sindacati: “In molti lasciano per le condizioni di lavoro inadeguate”

I sindacati hanno incontrato i rappresentanti della Pat e la Sac Costruzioni per discutere le condizioni dei lavoratori impegnati nei cantiere della Loppio-Busa. Secondo quanto denunciato da Cgil,Cisl e Uil ci sarebbero gravi problemi come straordinari non pagati, scarso rispetto dei contratti provinciali e nazionali e turni di lavoro al limite del sostenibile

Di Tiziano Grottolo - 24 giugno 2021 - 11:07

TRENTO. Straordinari non pagati, scarso rispetto di quanto prevede il contratto provinciale e nazionale in tema indennità, turni di lavoro al limite del sostenibile. È questa la situazione che hanno illustrato Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal all’incontro con la Provincia e l’azienda, la Sac Costruzioni.

 

Il confronto è servito per fare il punto, per l’ennesima volta, sulle problematicità di un cantiere in cui, denunciano i sindacati, le condizioni di lavoro sono allo stremo. “Si sta realizzando una delle più importati opere del Trentino e non possiamo accettare che questo avvenga senza rispettare i lavoratori”, affermano Sandra Ferrari e Roland Caramelle (Fillea-Cgil), Stefano Turrini (Filca-Cisl) e Jovani Adnand (Feneal-Uil). “Abbiamo denunciato più volte questa situazione – sottolineano i sindacalisti – ma al di là di alcuni aggiustamenti temporanei non si sono trovate soluzioni definitive. Chiediamo alla Provincia, ente appaltatore, di farsi garante del rispetto di adeguate condizioni di lavoro per tutti gli operai e del rispetto dei contratti”.

 

Nel cantiere del tunnel lavorano ottanta addetti, in cinque anni di lavoro c’è stato un turnover importante, in altre parole molti hanno lasciato. La maggior parte degli operai impiegati nel cantiere provengono dal Sud Italia e hanno scelto di trasferirsi temporaneamente in Trentino nella speranza di trovare un lavoro stabile. “Le condizioni di lavoro però – denunciano i sindacati – sono inadeguate e spingono molti a lasciare”.

 

L’incontro di ieri, 23 giugno, non ha portato comunque nessuna risposta e tutte le problematiche restano sul tavolo. Per questa ragione le organizzazioni sindacali chiederanno un confronto con l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, l’ingegner De Col della Provincia e la proprietà. Se non si troveranno soluzioni a breve, Fillea, Filca e Feneal sono pronte e mettere in atto ogni azioni riterranno più opportuna a tutela dei lavoratori, senza escludere la possibilità di organizzare uno sciopero.

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