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Cantiere Loppio-Busa, Degasperi: “Aziende trentine penalizzate, dove sono finite le garanzie sulla filiera corta?"

Il consigliere provinciale punta il dito contro la polizza fidejussoria bancaria da 20 milioni di euro, richiesta nel bando iniziale, che di fatto ha estromesso tutte le aziende trentine: “Se le perplessità sulle condizioni lavorative fossero confermate si tratterebbe di una colossale presa in giro nei confronti delle imprese e della manodopera locali”

Di Tiziano Grottolo - 22 febbraio 2020 - 10:41

NAGO-TORBOLE. La consegna dell'opera è prevista nel dicembre 2021 ma per il così detto cantiere della Loppio-Busa, dove si sta costruendo la galleria che collegherà l’Alto Garda con la Vallagarina, sono giorni di protesta.

 

Proprio in questi giorni l'assessore provinciale al lavoro e allo sviluppo economico, Achille Spinelli, ha fatto visita al cantiere: “La Pat – ha detto – è vicina e sostiene le istanze dei lavoratori impegnati nella realizzazione della Loppio-Busa, chi lavora in Trentino deve essere tutelato, così come è previsto dalle regole”.

 

La situazione però era nota già da tempo dal momento che già nel giugno 2019 i sindacati di Cgil, Cisl e Uil sostenevano che nei cantieri agli operai fosse chiesto di lavorare anche 12 ore al giorno e fino a 7 giorni su 7. A preoccupare l’assessore ci sono anche i tempi di realizzazione dell’opera: “È fondamentale che le operazioni proseguano secondo la tabella di marcia – ricorda Spinelli – i tempi sono stretti, ma con una migliore organizzazione e più mezzi, i lavori potranno subire un'accelerazione”.

 

A preoccuparsi per le sorti dei lavoratori c’è anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi: “Secondo quanto riportato si tratta di lavoratori che arrivano da Calabria e Sicilia che, oltre a non ricevere quanto dovuto visto che sarebbero pagati a forfait senza il controllo sulle ore effettuate, soffrirebbero conseguenze anche in termini di sicurezza”. A far storcere il naso al consigliere ci sarebbero in particolare i parametri e i criteri per la valutazione delle offerte, previsti dal capitolato speciale di appalto per la realizzazione del collegamento stradale: tra gli elementi per la valutazione dell’offerta tecnica ne spiccavano almeno tre che si pongono oggi in netta contraddizione con le condizioni denunciate dai lavoratori.

 

 

Parlando di “modalità operative attuate in cantiere” era espressamente prevista la “filiera corta della manodopera”. Ovvero l’impresa concorrente doveva indicare la percentuale di operai con residenza entro i 60 chilometri dalla sede del cantiere impegnati nella conduzione della commessa. Analogamente al punto riguardante la “filiera corta per l’affidamento di lavori in subappalto” l’impresa doveva specificare la percentuale del valore economico complessivo affidata a imprese con sede entro i 60 chilometri dal cantiere.

 

“Leggere che i lavoratori, nella loro interezza, non solo provengono da Calabria e Sicilia, ma che di ditte locali non c’è traccia e che addirittura si sollevano dubbi sulla sicurezza nel cantiere nonostante le previsioni del capitolato, è fonte di dubbi e perplessità oltre che sulla composizione del capitolato, nella parte dove si fa cenno alla polizza fidejussoria, anche sui controlli relativi al rispetto degli impegni”, afferma Degasperi.

 

Fra le richieste fatte ai tempi del bando per la realizzazione dei lavori vi fu quella che riguardava una polizza fidejussoria bancaria da 20 milioni di euro, a copertura di eventuali danni alla condotta della galleria idraulica dell’impianto idroelettrico di Torbole. Richiesta quest’ultima che ha tagliato fuori molte aziende che avrebbero potuto partecipare al bando, dove di fatto si presentò un’unica impresa: “Non è immaginabile che ciò abbia avuto come conseguenza la scomparsa delle caratteristiche qualitative che erano state attribuite al bando. Viceversa – punta il dito il consigliere – si tratterebbe di una colossale presa in giro nei confronti, prima di tutto, delle imprese e della manodopera locali”.

 

A tal proposito è stata depositata un’interrogazione per conoscere i dettagli dell’offerta tecnica, in particolare il valore degli indicatori offerti dal vincitore e la situazione attuale rispetto agli impegni assunti. Inoltre, è espressamente richiesta una copia della polizza fidejussoria bancaria a prima richiesta consegnata alla stazione appaltante a garanzia della galleria idraulica oltre all’indicazione della data di individuazione del vincitore della gara.

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