Bonifica rogge, la Provincia smentisce Demattè e Rossato: ''Ci può essere qualche odore ma cantiere nella norma. Le analisi parlano chiaro: allarmi ingiustificati''
Nelle scorse ore i consiglieri comunali e provinciali di Fratelli d'Italia Daniele Demattè e Katia Rossato si sono interessati del cantiere aperto per la bonifica delle rogge. A Il Dolomiti l'intervento del vice presidente della Provincia e delle strutture tecniche

TRENTO. "Ci possono essere degli odori ma non ci sono problemi e la situazione è sotto controllo". A dirlo a Il Dolomiti il vice presidente della Provincia, Mario Tonina, con riferimento ai lavori in via Lavisotto. "A ogni modo nei prossimi giorni con il sindaco di Trento prevediamo un incontro per fornire tutte le informazioni e le comunicazioni sul cantiere". Nessun dubbio anche per le strutture tecniche: "Parlano chiaro le analisi recentemente trasmesse al Ministero e rese pubbliche. Queste analisi non evidenziano alcuna significativa criticità per la qualità dell’aria della zona dei cantieri, si procurano allarmi ingiustificati".
Il caso è emerso dopo che nelle scorse ore Daniele Demattè, attraverso un video, ha parlato dei lavori di bonifica delle rogge in via Lavisotto. Una situazione "disgustosa e vergognosa", ha commentato il consigliere comunale di Fratelli d'Italia. "I lavori dovevano essere fatto in una bolla sigillata e invece è aperta, i lavoratori sono senza mascherina e c'è una puzza terribile".
Accuse che l'esponente di Fratelli d'Italia, in sostanza, rivolge alla maggioranza che il suo stesso partito sostiene a livello provinciale pur cercando, nel corso del video, di tirare per la giacchetta anche Ianeselli. "E' un cantiere della Pat, ora mi attendo che risponda l'assessore Tonina o Appa. Ci sono problemi o è procurato allarme?", la replica del primo cittadino del capoluogo (Qui articolo).
A intervenire successivamente anche Katia Rossato, consigliera provinciale di Fratelli d'Italia e moglie di Demattè, per denunciare che "potrebbero configurarsi delle difformità rispetto sia al progetto autorizzato dal Ministero competente sia a quanto comunicato dall’Ufficio stampa della Provincia di Trento del 9 novembre 2020 ("I lavori di ripulitura dei canali sarà effettuato da mezzi meccanici che lavoreranno all’interno di una “bolla”, una struttura che manterrà chiusa, rispetto all’esterno, l’area di scavo per evitare la dispersione nell’ambiente di polveri e sostanze dannose"). C'è anche preoccupazione per il possibile mancato rispetto delle norme relative alla sicurezza sul lavoro se gli addetti ai lavori non fossero dotati di efficienti mezzi e dispositivi di protezione personale, come da più fonti segnalato, esponendo gli stessi a rischio sanitario per inalazione di sostanze potenzialmente pericolose".
"I lavori vengono portati avanti perché c'è un po' di inquinamento e per risolvere questo problema è necessario intervenire", aggiunge Tonina. "Ci possono essere odori, legati al naftalene, ma nulla di preoccupante: i controlli e i monitoraggi di Appa e della ditta sono costanti e puntuali. Inoltre vengono prese tutte le precauzione del caso, la situazione è sotto controllo".
Insomma, nessuna criticità causata dal cantiere. "I problemi degli odori sono nella norma, Appa conferma che è tutto ok. Comunque nei prossimi giorni è intenzione dell'amministrazione provinciale organizzare con il Comune di Trento un incontro per fornire tutte le informazioni del caso", conclude Tonina.
"Le analisi non evidenziano criticità", spiegano invece le strutture tecniche della Provincia. "Una loro corretta lettura esclude che ci siano, o ci siano state, situazioni o momenti durante i quali i valori di concentrazione di tutti gli inquinanti analizzati abbiano anche solo avvicinato livelli potenzialmente dannosi per la salute dei lavoratori, delle persone residenti nelle vicinanze del cantiere e in generale per l’ambiente".
Per Appa dunque, tutti i campioni realizzati con cadenza regolare e costante all’interno dell’area di cantiere confermano, a oggi, come le lavorazioni non comportino emissioni tali da creare alcuna situazione di rischio. Analoga evidenza è confermata anche da tutte le analisi effettuate con la stazione di monitoraggio posizionata in via Lavisotto ai più vicini potenziali recettori residenti.
"Questo non significa - continua la nota - che le lavorazioni, al pari di qualsiasi altra attività antropica, non comportino alcuna emissione di sostanze in atmosfera, e di questo i dati ne danno chiara e corretta evidenza. Ma occorre fare molta attenzione a non confondere la percezione dell’odore con i limiti di sicurezza previsti dalla legge".
Nello specifico e in particolare per quanto riguarda il naftalene, "le concentrazioni medie di alcune decine di microgrammi/metrocubo puntualmente rilevate e certificate nei report sono, o possono sicuramente essere sintomo e conferma che in certi di momenti ci sia o ci possa essere la chiara percezione olfattiva da parte di chi si trova nelle vicinanze del cantiere. La soglia olfattiva, cioè la concentrazione oltre la quale l’olfatto umano percepisce la presenza, per questa sostanza è infatti di circa soli 80 microgrammi/metrocubo. Parimenti però, il valore di Tlw, cioè il riferimento utilizzato per garantire la salute dei lavoratori teoricamente esposti per 8 ore di lavoro consecutive al giorno, per tutta la durata della loro vita lavorativa, è di circa 57.000 microgrammi/metrocubo. Le concentrazioni misurate, contenute nei report trasmessi al Ministero e resi pubblici sono quindi di almeno due ordini di grandezza (un fattore 1000) inferiori alle soglie di sicurezza per i lavoratori all’interno del cantiere e, a maggior ragione, per chi vive o transita nelle sue vicinanze".
Della possibilità che durante i lavori ci potessero essere dei momenti durante i quali l’odore, in particolare del naftalene, poteva essere percepito anche all’esterno del cantiere, spiegano i tecnici, si era peraltro data chiara e pubblica evidenza anche in fase preliminare all’avvio dei lavori, assicurando al contempo che in ogni caso che tale percezione non necessariamente doveva o poteva essere associata a situazione di reale e concreto rischio per la salute.
"Le analisi che vengono effettuate con la prevista e necessaria puntualità e accuratezza avessero dato evidenza, o la dovessero dare in futuro, di situazioni di potenziale rischio per la salute della popolazione e in generale dell’ambiente, Appa, come da suo compito e dovere, informerebbe tempestivamente le Autorità sanitarie (Apss – Comune) e il Ministero competente, per consentire l’adozione dei necessari provvedimenti volti all’immediata sospensione delle lavorazioni e la contestuale individuazione di misure di contenimento diverse e ulteriori prima di consentirne la ripresa", concludono le strutture tecniche della Provincia. Nei prossimi giorni è prevista una conferenza con Appa, Apss, Apop e Comune per ulteriori precisazioni.



















