Ritardi sul Not? L'allarme di Cgil, Cisl e Uil: ''A rischio le condizioni di lavoro di mille addetti in appalto''
I sindacati non nascondono le preoccupazioni per i ritardi del Not. I sindacati: "E' 11 anni che si parla di questa opera e le norme sono cambiate. Urgente definire massima tutela per le lavoratrici e i lavoratori di impianti, sanificazione, pulizie e cucine"

TRENTO. "Il rischio di un'ennesima battuta d'arresto nell'appalto per la realizzazione del Not ci lascia senza parole". A dirlo Maurizio Zabbeni (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Stefano Pichetti (Uil) per le tre sigle sindacali che siedono al tavolo provinciale degli appalti. "A rischio l'occupazione per almeno mille addetti che operano nei servizi in appalto, cioè negli impianti del calore, cucine e mense, pulizie e sanificazione".
I sindacati non nascondono una certa preoccupazione sugli impatti dei ritardi sul versante occupazionale. "E’ undici anni che si discute del nuovo ospedale e in questo lasso di tempo anche le norme in materia di appalto dei servizi sono mutate. Oltre la realizzazione della nuova struttura, che comunque dovrà essere fatta nel miglior modo possibile visto che è un’opera importante per la nostra collettività, esiste il problema della tutela dell’occupazione e delle condizioni economiche di chi andrà poi a lavorare al Not".
I tempi per realizzare il nuovo ospedale Trento si allungano in quanto è arrivata una proposta di modifica al progetto per superare una serie di difformità rispetto al bando (Qui articolo). "Un appalto collegato è quello sulla gestione dei servizi di Apss. In undici anni le norme sono cambiate o oggi ci sono requisiti più tutelanti. Il punto è uno solo: deve essere prevista l’applicazione della clausola sociale rafforzata".
Le parti sociali evidenziano che nessun addetto dovrà perdere il posto di lavoro né vedere arretrate le proprie condizioni retributive. “Tutti i settori in appalto riguardano servizi ad alta concentrazione di manodopera, dunque deve essere applicata la legge provinciale in materia. Non ci possono essere scorciatoie che ricadano sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Per questa ragione crediamo sia urgente avviare subito un confronto per porre al centro il tema occupazionale e adeguare il testo dell’appalto nella direzione della massima tutela delle lavoratrici e dei lavoratori", concludono Zabbeni, Bezzi e Pichetti.












