Sanità, l’allarme dei sindacati: “A dicembre 130 dipendenti rischiano di restare senza lavoro. Senza di loro Apss in crisi”
A fine novembre scade il contratto dei lavoratori con Orienta Apl, l’agenzia interinale che ha fornito fino ad oggi professionisti sanitari, amministrativi, magazzinieri: “Senza soluzioni si mettono a rischio i servizi ai cittadini e si disperde un significativo patrimonio di professionalità”

TRENTO. Sono 130 i lavoratori e le lavoratrici precarie dell’Azienda sanitaria trentina che a dicembre si troveranno senza lavoro. Questo l’allarme lanciato dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil che hanno raccolto la denuncia della consigliera del Pd Sara Ferrari.
Per la fine dell’anno infatti, si avvia a scadenza il contratto tra l’Azienda sanitaria e Orienta Agenzia per il Lavoro, la società che in questi anni ha fornito diverse figure professionali per gli ambulatori, le corsie ospedaliere, gli uffici e i magazzini di Apss. “La quasi totalità di queste persone – ci sono medici, infermieri, Oss, figure amministrative e tecniche, magazzinieri, autisti, sottolineano i sindacati – non vedranno prorogato il contratto per decisione di Apss”. Questa la principale preoccupazione emersa nei giorni scorsi durante una partecipata assemblea a distanza organizzata da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp.
“La situazione è molto complessa – ammettono i tre segretari Giulia Indorato, Ermanno Ferrari e Lorenzo Sighel – l’inquietudine di questi lavoratori è più che fondata così come il loro scoramento. Moltissimi di loro sono stati in prima linea durante l’emergenza sanitaria, adesso però né l’Azienda né la Provincia se ne ricordano”.
Per questa ragione le tre sigle nelle settimane scorse hanno inviato una richiesta di incontro con i vertici di Apss e l’assessora Stefania Segnana. “È urgente capire se l’Azienda intende aprire nuovi bandi di assunzione tenendo conto dell’anzianità maturata in somministrazione presso Apss. Nelle more delle procedure concorsuali, inoltre, i contratti dei somministrati devono essere prorogati. È fondamentale assicurare la continuità dei servizi Apss e la stabilità occupazionale. Questi lavoratori hanno bisogno di risposte, ma Apss e Piazza Dante intanto tacciono”.
La richiesta si incardina nel principio di parità di trattamento in materia di somministrazione con cui è concepita la relativa contrattazione collettiva. I lavoratori somministrati nelle pubbliche amministrazioni svolgono, di fatto, le medesime funzioni dei dipendenti diretti, ma i bandi hanno esplicitamente escluso la possibilità di attestare queste esperienze.
Nei mesi scorsi sono stati banditi due nuovi concorsi per un decimo dei posti delle persone che tra fine novembre e fine dicembre resteranno a casa. “Senza soluzioni si mettono a rischio i servizi ai cittadini e si disperde un significativo patrimonio di professionalità”, concludono i sindacati che aggiungono: “Anche per questo riteniamo fondamentale in questo momento di grande frammentazione instaurare un confronto costruttivo con Apss e assessorato”.
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