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Gli “angeli del Covid” precari e assunti con le agenzie interinali: “Sono 130, parliamo di infermieri, autisti e oss con grande esperienza”

Ferrari e la Cgil chiedono la stabilizzazione di infermieri, personale amministrativo, autisti, operatori socio sanitari e altri dipendenti precari dell’Azienda sanitaria: “Sono lavoratori assunti a tempo determinato dalle varie agenzie interinali con contratti che vengono poi prorogati in base alle esigenze dell’Apss”

Di Tiziano Grottolo - 02 ottobre 2021 - 10:12

TRENTO. Infermieri, personale amministrativo, autisti, operatori socio sanitari, addetti alle portinerie e impiegati nelle farmacie, sarebbero almeno 130 le persone che lavorano nell’Azienda sanitaria trentina con contratti interinali. Questa almeno la situazione denunciata dalla consigliera provinciale del Partito Democratico, Sara Ferrari, e sostenuta anche dalla Fp Cgil.

 

Di fatto si tratta di precari a tutti gli effetti che sono assunti con una particolare forma di “contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo” con il quale le aziende (in questo caso l’Apss) possono beneficiare temporaneamente di una prestazione lavorativa, senza assumersi tutti gli oneri che derivano dall'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato. In sostanza l’Apss assume i lavoratori tramite una società fornitrice di lavoro temporaneo che si interpone tra l’azienda (che effettivamente utilizza la prestazione lavorativa) e il lavoratore.

 

Come fa notare Ferrari (che sul tema ha depositato un’interrogazione), in alcuni casi queste persone lavorano da anni nel settore senza però avere la possibilità di essere stabilizzate. “Sono lavoratori assunti a tempo determinato dalle varie agenzie con contratti che vengono poi prorogati in base alle esigenze dell’Apss. Non esiste un rapporto diretto tra questi lavoratori e l’Azienda dove lavorano, tanto che le loro richieste di stabilizzazione vengono liquidate come irricevibili perché riferite a dipendenti esterni”.

 

Eppure si tratta di professionisti che hanno maturato grande esperienza e in alcuni casi hanno affrontato in prima linea anche le dure fasi della pandemia. “Angeli del Covid” ma precari. “Ci uniamo alla richiesta di garantire, nell’immediato, la continuità del posto di lavoro, per non avere carenze nei servizi ai cittadini, non disperdere il patrimonio di professionalità acquisite e consentire a queste persone di continuare a svolgere il proprio lavoro in forma stabile, percependo il proprio reddito” spiega il segretario generale della Fp Cgil Luigi Diaspro. Secondo il sindacato infatti, tutto il personale impiegato nelle pubbliche amministrazioni, dagli enti locali all’Azienda sanitaria, dalla Provincia alle case di riposo, dovrebbe essere assunto con contratto stabile e a tempo indeterminato

 

La loro esperienza lavorativa – prosegue la consigliera Dem – non trova riconoscimento neppure nei concorsi pubblici dove non viene attualmente riconosciuto alcun punteggio aggiuntivo a chi ha lavorato, come dipendete di agenzie interinali, nelle strutture sanitarie o socio-sanitarie”. Al contrario, in alcuni concorsi pubblici, l’esperienza lavorativa maturata ha garantito un punteggio aggiuntivo ai candidati. Quindi esistono già dei precedenti. 

 

Proprio per questo Ferrari e il sindacato chiedono che lo stesso criterio sia adottato nei prossimi concorsi per entrare in Apss. “I 130 lavoratori interinali – conclude Ferrari – oltre a trovare maggiori motivazione nello svolgimento del loro compito, potrebbero con il tempo venire assorbiti dall’Azienda sanitaria e vedersi stabilizzati, con un vantaggio anche per l’Apss stessa che potrebbe, in questo modo, assumere personale già formato”. Nel merito della vicenda la consigliera Pd ha chiesto di conoscere la posizione della Giunta Fugatti e se questa intenda attivarsi per stabilizzare nel tempo i lavoratori con contratti interinali.

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