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Zanella: “Al cantiere della Loppio-Busa calpestati i diritti dei lavoratori”. Gli operai incorciano le braccia e lamentano turni massacranti

Cantiere Loppio-Busa, squadre di lavoratori addetti alla perforazione della galleria hanno deciso di fermarsi per protestare contro le condizioni di lavoro, la denuncia di Zanella: “Turni di lavoro massacranti, Provincia e ispettorato intervengano”

Di Tiziano Grottolo - 20 June 2021 - 12:19

NAGO-TORBOLE. Era il febbraio 2020 quando l’assessore provinciale al lavoro e allo sviluppo economico, Achille Spinelli, aveva fatto visita al cantiere della galleria Loppio-Busa per dimostrare la vicinanza della Provincia “alle istanze dei lavoratori impegnati nella realizzazione della Loppio-Busa, chi lavora in Trentino deve essere tutelato, così come è previsto dalle regole”, spiegava. Eppure la situazione era nota da tempo dal momento che già nel giugno 2019 i sindacati di Cgil, Cisl e Uil sostenevano che nei cantieri agli operai fosse chiesto di lavorare anche 12 ore al giorno e fino a 7 giorni su 7. Anche il consigliere Filippo Degasperi era intervenuto sulla vicenda.

 

A oggi però, non pare ci siano stati grandi cambiamenti. Stando a quanto riferito dal consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella alcune squadre di lavoratori addetti alla perforazione della galleria hanno deciso di fermarsi per protestare contro quelle che vengono definite “​condizioni di sfruttamento”. Alla origine della protesta ci sarebbero turni massacranti da 200 fino a 250 ore mensili con riposi irrisori, e quindi con il rischio di infortuni sempre in agguato.

 

“Futura – dice Zanella – esprime tutta la sua preoccupazione per le condizioni di lavoro degli operai del cantiere, in particolare per i turni di lavoro massacranti ai quali sono sottoposti. Chiediamo alla Provincia d’intervenire con decisione su un cantiere, che è uno dei più grandi del territorio e che è finanziato con sodi pubblici, e sul quale la Pat ha l’obbligo di vigilare”.

 

Nei mesi scorsi il cantiere ha accumulato una serie di ritardi dovuti al fatto che durante i lavori è stata intercettata una sorgente: “Questi ritardi non possono essere recuperati sulla pelle dei lavoratori. Chiediamo che l‘ispettorato del lavoro si attivi immediatamente per una verifica sulle condizioni di lavoro nel cantiere, sul rispetto della normativa sull’orario di lavoro e per approfondire le modalità con le quali l’impresa appaltante sta gestendo i rapporti di lavoro”.

 

Sul tema della sicurezza sul lavoro, la prossima settimana si terrà in Consiglio provinciale un’informativa richiesta dalle minoranze. Sarà l’occasione per trattare anche il tema della sicurezza nei cantieri pubblici, oltre che per le notizie che arrivano dal cantiere di Loppio, anche alla luce dell’infortunio dei giorni scorsi in quello del depuratore.

 

“In un momento in cui la manodopera scarseggia – conclude Zanella – sarebbe interesse delle imprese creare condizioni di lavoro tali da ingaggiare i lavoratori e non farli scappare, adeguando stipendi e garantendo loro sempre la massima sicurezza”.

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