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Indennità dei consiglieri regionali, Zanella: ''Mi vergogno'' e la Uil invita in piazza a manifestare: ''Schiaffo morale, serve fronte comune''

Prosegue la polemica dopo la votazione in Regione che ha portato a sbloccare l'adeguamento Istat delle indennità. Zanella (Futura): "Non credo sia di interesse di Svp e di Lega ascoltare la società civile". Giuseppe Varagone (Uil): "Consapevoli che l'assessorato di Stefania Segnana non ha intenzione di trovare soluzioni per il personale dell'Apss"

Di Luca Andreazza - 26 luglio 2021 - 10:19

TRENTO. "Sono giorni che sindacati, mondo del volontariato e cittadini sono indignati contro chi si è alzato l'indennità in un momento di crisi economica e di grandi difficoltà occupazionali. E mi vergogno". Così Paolo Zanella (Futura). E intanto la Uil invita a manifestare: "E' l’ennesimo schiaffo morale nei confronti di tante lavoratrici e lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese e alcuni non hanno più nemmeno un lavoro a causa dell'emergenza Covid. L'invito è rivolto anche a quei partiti che non hanno votato questo emendamento di unirsi con noi per fare fronte comune in piazza a difesa dei lavoratori della sanità e non solo", spiega il segretario Giuseppe Varagone, che aggiunge: "Siamo consapevoli che l'assessorato di Stefania Segnana non ha intenzione di trovare soluzioni per il personale dell'Apss, come per le indennità di malattie infettive che viene negata al personale di Trentino Emergenza e anche quello tecnico sanitario di radiologia: si giustifica dicendo che non è previsto nel contratto".

 

Prosegue la polemica dopo la votazione in Regione che ha portato a sbloccare l'adeguamento Istat delle indennità (Qui articolo). "Come non condividere le varie posizioni contrarie a questa scelta? L'Anpi - aggiunge Zanella - chiede giustamente al presidente del Consiglio regionale di rimettere in discussione questa decisione. Peccato che con un blitz estivo sia stato proprio Noggler a portare l'emendamento in Aula. E in questo modo ha scavalcato poi i disegni di legge in discussione nella Commissione. Non credo sia di interesse di Svp e di Lega ascoltare la società civile".

 

Nel corso della discussione sulla manovra di assestamento del bilancio regionale si è deciso di sbloccare l'adeguamento: via libera in sostanza alla liquidazione degli arretrati di 8 anni e rivalutazione sbloccata, quest'ultimo potrebbe portare fino a quasi 600 euro in più al mese allo stipendio di 9.800 euro lordi mensili (Qui articolo).

 

"Il problema è che chi ha votato questo emendamento non prova vergogna. Tutto è dovuto. Anche in questo momento. Hanno pure chiesto il voto segreto, senza dignità e senza assunzione di responsabilità, essenza stessa della politica. Mi vergogno anche per loro, nonostante quell'emendamento non l'abbia votato. Certo la politica va retribuita, per garantirne l'indipendenza e la possibilità per chiunque di poterla fare. Ma va retribuita il giusto. Credo che ciò che prendevamo fosse già più che sufficiente e che non ci fosse urgenza di adeguare le nostre indennità proprio ora. Non è stata fatta nemmeno nessuna valutazione di opportunità politica sul momento storico drammatico, non hanno pensato che ci sono famiglie che rischiano il lastrico e tante altre che sono già scivolate nella povertà".

 

A prendere posizione anche la Uil Fpl. "I consiglieri regionali - dice Varangone - predicano bene e razzolano male. Un emendamento votato da alcuni partiti politici, la Lega in primis. I professionisti della sanità trentina sono impegnati da quasi due anni in prima linea per fronteggiare questa emergenza ma si sono visti riconoscere poco o nulla, soprattutto in confronto agli aumenti che si sono votati".

 

Le parti sociali chiedono da mesi un intervento per sbloccare le assunzioni e le procedure di mobilità. "C'è anche delusione perché da un anno siamo in attesa che l'Apss ci convochi per applicare gli articoli del contratto sulla parte economica e quelli per la valorizzazione delle professioni sanitarie, l’indennità di mansioni rilevanti, riconoscimento parziale della tassa degli Ordini professionali, la norma transitoria per le progressioni alla categoria B, BS, e per il personale inquadrato in categoria A in possesso di titolo abilitante di Operatore socio sanitario e altro ancora", dice Varagone che prosegue: "I lavoratori si aspettano che anche per l'ondata Covid-19 da ottobre 2020 a oggi, la Giunta rifinanzi nuovamente un premio finalizzato a ringraziare per l'operato svolto".

 

Nel mirino anche Apran. "Appare ingiustificabile il comportamento del presidente dell’Apran che, nonostante i nostri vari solleciti, non ha ancora programmato una calendarizzazione di incontri serrati con le organizzazioni sindacali per la chiusura definitiva della parte giuridica del contratto 2016/2018. L'atteggiamento dilatorio lede il diritto dei lavoratori a vedersi riconosciuto importanti istituti contrattuali come quello dell’adeguamento della norma di legge sull’istituto della maternità, il riconoscimento come orario di lavoro al personale che opera con orario a giornata o su due turni di quanto previsto dalla legge. Fondamentale avviare le trattative per il rinnovo del contratto 2019/21 del comparto sanità. Adesso ci si aspetta risposte", conclude Varagone.

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