Aumenta l'inflazione e anche la busta paga dei consiglieri regionali, sindacati all'attacco: "Stop a questo automatismo e si cambi registro: rischio astensione a ottobre''
Mentre l’inflazione erode il potere d’acquisto delle famiglie e salari e stipendi in Trentino sono più bassi di quelli della media del Nordest, per i sindacati gli aumenti degli emolumenti dei politici locali risulta una volta di più “uno schiaffo a chi lavora o vive della propria pensione”

TRENTO. “Quella vergognosa legge deve essere cancellata. Fugatti e la sua maggioranza non possono far finta di nulla”. I segretari della Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti tornano all'accatto sulla legge voluta dalla Giunta regionale Lega-Svp che ha introdotto l’automatico adeguamento delle indennità dei consiglieri provinciali di Trento e Bolzano all’inflazione reale.
Un provvedimento, spiegano, che deve essere cancellato immediatamente “senza alcun genere di mediazione”.
“Il Presidente della Regione Fugatti – spiega Grosselli, Bezzi e Alotti - e la sua maggioranza non possono far finta di nulla: beffa nella beffa, infatti, oggi stanno violando una norma nazionale avendo di fatto superato il tetto previsto per i trattamenti economici dei politici”.
Mentre l’inflazione erode il potere d’acquisto delle famiglie e salari e stipendi in Trentino sono più bassi di quelli della media del Nordest, per i sindacati gli aumenti degli emolumenti dei politici locali risulta una volta di più “uno schiaffo a chi lavora o vive della propria pensione”.
“Si cambi subito registro se non si vuole che anche in Trentino Alto Adige crolli l’affluenza alle urne come in Lombardia e Lazio a testimonianza della disillusione dei cittadini rispetto alla classe politica”.


















