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Ddl Zan, al Senato presentati mille emendamenti, Faggi (Lega): “Se Dio ci avesse voluti molteplici e diversi potremo cambiare il nostro sesso da soli”

Mentre a Palazzo Madama il disegno di legge contro l'omobitransfobia è stato letteralmente sommerso dai 700 emendamenti presentati solo dalla Lega, la senatrice del Carroccio Antonella Faggi ha chiamato in causa addirittura Dio per affossare il disegno di legge: “Mai spingersi oltre la natura, altrimenti si perde il concetto di essere umano”. Su Twitter intanto il deputato leghista Claudio Borghi risponde a chi gli chiede se ha effettuato la vaccinazione anti-Covid: “Perché non chiedono ad un omosessuale se è sieropositivo?”

Di Filippo Schwachtje - 21 luglio 2021 - 15:38

ROMA. Al Senato il ddl Zan è stato sommerso da circa 1000 emendamenti, presentati per la maggior parte dalla Lega (700), Forza Italia (127) e Fratelli d'Italia (80), ed ora i lavori per la proposta di legge contro l'omobitransfobia rischiano seriamente di essere rinviati a settembre. “I 700 emendamenti presentati dalla Lega – ha scritto su Twitter il deputato del Pd Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge – sono il chiaro tentativo di affossare la legge. Altro che volontà di dialogo e mediazione, sui diritti Salvini conferma di avere la stessa linea di Orban”.

 

Dal fronte contrario alla proposta di legge non sono ovviamente mancati gli interventi. A Palazzo Madama in particolare, tra le parole dei vari senatori, hanno fatto scalpore ieri (20 luglio) quelle della leghista Antonella Faggi, che ha chiamato in causa addirittura Dio per ribadire il suo no al ddl Zan. “Se il Signore ci avesse voluto così molteplici e diversi – ha scritto la senatrice leghista – avrebbe fatto in modo che da soli potessimo cambiare il nostro sesso e il nostro modo di fare. Invece non è così. Siamo come Dio ci ha fatto e dobbiamo accettarci, non possiamo spingerci oltre. Mai spingersi oltre la natura, aiutarsi e disciplinare va bene ma non andare oltre quello che ci è consentito, altrimenti vuol dire perdere il concetto di essere umano”.

 

In sostanza la Lega, come sottolineato dal leader del Carroccio Matteo Salvini, riferendosi in primis al Partito democratico si dichiara pronta a “ritirare gran parte degli emendamenti” se venisse registrata un'apertura al "dialogo". Ma è proprio di ieri l'ultima polemica nata da tra i due partiti, ripartita dopo l'ultimo tweet del deputato leghista Claudio Borghi. “Terzo giornalista che mi chiama per sapere se sono vaccinato – ha scritto il deputato – finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffanculo e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa la profilassi?”.

 

 

Non si è fatta attendere la risposta del segretario dem Enrico Letta, che ha commentato riferendosi a Borghi come a uno di quelli: "Con i quali noi dovremmo negoziare e condividere norme contro l'omotransfobia”. “Dire stupidaggini di queste dimensioni, per la cronaca, non sarebbe vietato se passasse la legge Zan – ha detto invece Nichi Vendola – ma queste stupidaggini, che sarebbero risultate anacronistiche già una quarantina di anni fa, ci dicono tutto sulla cultura politica della Lega”.

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