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Ddl Zan affondato in Senato, il sindaco di Trento: “Un giorno triste per l’Italia”. Cia invece esulta: “Merito di FdI e Lega”

La Destra affossa il ddl Zan, le reazioni a Trento. Zanella: “Oggi la ‘tagliola’ del Senato ha decapitato i diritti di tutti”. Coppola: “Un grave danno per un paese in cui ci sono ancora forti discriminazioni”. Il Partito Democratico del Trentino: "Un atto di egoismo 'politico' assurdo e gravissimo a danno di una legge di civiltà". Cia: “Provvedimento che vuole sdoganare l’ideologia gender e le lobby Lgbtq+ nelle scuole”

Di Tiziano Grottolo - 28 ottobre 2021 - 11:21

TRENTO. Dopo mesi di trattative la Destra (con la complicità dei franchi tiratori) è riuscita ad affossare il ddl Zan. Nelle scorse ore infatti, il Senato ha approvato la cosiddetta “tagliola”, cioè la richiesta arrivata da Lega e Fratelli d’Italia di non passaggio all’esame degli articoli. Di fatto una mossa ostruzionistica che potrebbe aver fatto saltare definitivamente il ddl contro l’omotransfobia.

 

L’argomento è molto dibattuto e anche dal Trentino sono arrivate le prime reazioni. Il ddl Zan affossato in Parlamento segna una giornata triste per l’Italia”, ha detto il sindaco di Trento Franco Ianeselli. “Un Paese europeo combatte la violenza e non teme i diritti. Oggi – ha aggiunto il primo cittadino – penso anch’io come Enrico Letta che il Paese, la maggior parte del nostro Paese, è da un’altra parte”.

 

Duro il commento di Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura: “Oggi la ‘tagliola’ del Senato ha decapitato i diritti di tutti e le speranze di una minoranza di cittadini di vedersi finalmente tutelati da aggressioni, vessazioni, discriminazioni. Ancora una volta è mancato il coraggio di far fare al nostro Paese un passo avanti contro le discriminazioni. Ancora una volta una legge che tuteli la comunità Lgbt+ attenderà la legislatura successiva per provare a vedere la luce”.

 

Se in queste ore si parla di possibili mediazioni (anche se in realtà nessuno sembra crederci davvero), il consigliere di Futura si dice contrario ad accordi al ribasso. “Non è possibile mediare sui diritti delle persone. Peggio se lo si fa per un tornaconto elettorale. Una legge contro le discriminazioni non può discriminare. Una legge che non tutela le persone trans e che non punta sulla prevenzione nelle scuole non è la legge di cui ha bisogno la comunità Lgbt+. La responsabilità di averla affossata è di chi non ha avuto il coraggio di fare quadrato a difesa di una comunità, ancora oggi vittima di un Paese omofobo e transfobico, evidentemente anche nelle sue più alte Istituzioni”.

 

A fare il punto della situazione anche Lucia Coppola, consigliera provinciale di Europa Verde: “Il ddl Zan era stato approvato dalla Camera lo scorso 4 novembre 2020, ora l’esame potrebbe riprendere tra sei mesi, a norma del regolamento del Senato. I tempi si allungano e questo è un grave danno per un Paese in cui ci sono ancora forti discriminazioni nei confronti delle persone Lgbtq+, contro le donne e le persone portatrici di disabilità, contro i migranti. Questo provvedimento rappresenta una norma di civiltà che, come avviene nei casi di violenza razzista, vorrebbe stigmatizzare e punire ogni forma di violenza omotransfobica, attribuendo a questi reati una specificità che li rende particolarmente odiosi”.

 

L’obiettivo di affossare il Ddl Zan, ha spiegato in una nota il Pd Trentino, può essere definito senza indugi "un atto di egoismo 'politico' assurdo e gravissimo a danno di una legge di civiltà". Il Pd, continua la nota, "si è battuto per mesi affinché il Senato potesse discutere e poi approvare il Ddl Zan, senatore del nostro partito, liberando il testo dalle secche in cui veniva bloccato in commissione Giustizia. Ma al momento della discussione in aula, con tutti gli emendamenti già depositati, l'alleanza di chi fin dall'inizio ha avuto come unico obiettivo affossare la legge, si è palesata evidente e in un modo ignobile. E’ un arretramento di civiltà, un arresto al futuro e non una vittoria delle famiglie italiane come Pro Vita & Famiglie ha affermato distorcendo l’impianto e il valore civile del Ddl Zan. Qualunque sia l’inguacchio scelto per questa azione non potrà fermare un Paese che vuole evolversi".

 

In Trentino però c’è pure chi esulta. È il caso del consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Cia che rivendica il risultato: “Grazie a noi e alla Lega è stato fermato un provvedimento che vuole sdoganare l’ideologia gender e le lobby Lgbtq+ nelle scuole”. Cia si dice soddisfatto perché dal suo punto di vista “il vero obiettivo di questo disegno di legge non era tanto la tutela dei diritti civili e la lotta all’omotrasfobia (principi ai quali nessuna persona dotata d’intelletto può dichiararsi contraria) quanto piuttosto quello di sdoganare cinicamente l’ideologia gender e stendere un tappeto rosso per le lobby Lgbtq+ all’entrata delle scuole, con lo scopo di interferire nell’educazione di bambini e ragazzi per orientarne lo sviluppo affettivo” (QUI un approfondimento).

 

Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia il ddl Zan andrebbe liberato dalle “preoccupanti contaminazioni ideologiche di parte – inoltre ha aggiunto Cia – i diritti civili non vanno confusi con quelli ideologizzati di una determinata categoria di persone. È evidente come la famiglia rappresenti il naturale luogo di crescita ed educazione di una persona, che non abbisogna quindi di condizionamenti esterni destinati meramente a generare confusione e incertezza”.

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