“Il ddl Zan è morto, ma non la nostra azione politica” (VIDEO), oltre un migliaio di persone alla manifestazione lanciata da Arcigay del Trentino
Erano più di un migliaio le persone che sono scese in piazza per sostenere il ddl Zan, recentemente affossato in Parlamento. Dall’Anpi a Non una di meno, passando per decine di realtà, la richiesta era la stessa: “Vogliamo un riconoscimento di quelli che sono diritti fondamentali, questa è una battaglia per la civilizzazione dell’Italia”

TRENTO. “Il ddl Zan è morto, ma non la nostra azione politica”, così risponde Trento in difesa del provvedimento affossato in Senato la scorsa settimana. Come tante altre città italiane da Nord a Sud, anche il capoluogo trentino si mobilita e riempie la sua piazza Duomo. Oggi, 2 novembre, con il presidio “Il nostro orgoglio a testa alta”, oltre un migliaio di persone hanno manifestato per difendere un disegno di legge che avrebbe ampliato la legge Mancino, inserendo una maggiore tutela contro le discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Scoraggiamento e umiliazione sono i sentimenti che hanno spinto moltissime persone a essere in piazza, per difendere con forza un disegno di legge che avrebbe contribuito a creare una “società un po’ più giusta”.
Introduce la manifestazione Shamar Droghetti, presidente di Arcigay del Trentino: “Vogliamo riconoscimento per quelli che sono diritti fondamentali, la politica non è politica quando si schiera contro i diritti, quando applaude a una sconfitta per la società, quando invece che estendere diritti li toglie. Finché lotteremo insieme non potranno fermarci, vogliamo essere maggioranza. Il ddl zan è morto, ma non la nostra azione politica”.
Arcigay del Trentino rilancia così la sua agenda politica: “Chiediamo il matrimonio egualitario – prosegue Droghetti – il diritto all’adozione per tutti i tipi di famiglia, vogliamo migliori tutele contro le discriminazioni con uno sguardo attento al mondo del lavoro, vogliamo una legge che bandisca la mutilazione genitale che rischiano i bambini e le bambine intersessuali, vogliamo il riconoscimento di ogni forma di relazione, di convivenza anche non strettamente monogama ed etero normata. Vogliamo una riformulazione della legge 164/82 che così com’è limita la possibilità di rettifica del sesso anagrafico. Vogliamo tutto e lo vogliamo ora e chiediamo ai partiti di avere il coraggio di inserire questi punti nei loro programmi, vogliamo delle prese di posizione nette. Chiediamo di vivere in uno Stato con il pieno riconoscimento, in un Paese dove non vengano represse sessualità e identità sessuale. Non siamo soli, non siete soli, noi siamo qui”.
Alla manifestazione hanno preso parola anche le attiviste di Non una di meno Trento: “L’Italia ha fallito, non ha affossato solo una legge, ha detto ancora una volta a tutte le donne, a tutte le persone Lgbtqi+ e ai disabili che non valgono nulla, che non hanno gli stessi diritti. L’Italia è una Repubblica solo per uomini bianchi cis, etero e abili. Stanno perseverando a incitare l’odio e levare diritti, che a loro non avrebbero tolto nulla. Il ddl Zan è stato distrutto da una politica di privilegiati, che da sempre detiene il potere. L’omo-lesbo-bi-transfobia e le discriminazioni abiliste si sono concretizzate in una violenza costituzionale”.
Prendono il microfono anche Cgil, Cisl, Uil e Acli: “Porta tristezza vedere come si sia affossata una legge senza trovare una mediazione. Ce lo chiede l’Europa, altri Stati lo hanno già fatto, vogliamo vivere in un Paese che dia gli stessi diritti a tutti e tutte, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dalla disabilità. Se ci sarà un cambiamento culturale probabilmente vivremo in un mondo migliore, per tutti”.
Fra le tante forze politiche presenti, anche Futura: “Di fronte alla vergogna di quanto avvenuto in Senato – dichiara il consigliere provinciale Paolo Zanella – è doveroso essere qui in piazza per rilanciare una battaglia per il riconoscimento di alcuni diritti che vengono sistematicamente negati. Il ddl Zan è stato affossato dalla destra, ma anche di chi pensava fosse impossibile mediare sui diritti delle persone, ma su questi diritti non si può mediare”.
Anche il Collettivo transfemminista queer Trento prende posizione: “Come possiamo riporre la nostra fiducia soltanto nelle istituzioni, quando le istituzioni mettono in atto apertamente e liberamente la stessa violenza patriarcale contro cui tutti i giorni lottiamo, negli stessi luoghi dove i diritti dovrebbero essere tutelati? Questa gente, persone violente, omofobe, transfobiche, sessiste, fasciste e razziste, devono capire che in certi posti non ci devono mettere proprio piede, devono capire che lo spazio pubblico (e anche quello privato) per loro e per i loro comportamenti è uno spazio ostile e che non potranno agire indisturbati. E non perché ci sarà la polizia, o il tribunale, perché ci saremo noi! Noi tutti e tutte”.
All’appello alla mobilitazione ha risposto pure l’Anpi del Trentino: “Vorrei sottolineare la necessità di un Gay Pride permanente – sottolinea Mario Cossali presidente dell’Anpi del Trentino – significa che dobbiamo manifestare non solo la protesta ma dobbiamo manifestare anche quell’allegria, quella gioia che deriva dalla consapevolezza di una forza che si allarga sempre più e diventa nuova civiltà. Di questo dobbiamo essere orgogliosi e orgogliose. Ci troviamo di fronte alla necessità della continuazione di una battaglia sempre più urgente che non è più rinviabile, ed è la battaglia per la civilizzazione dell’Italia. Vogliamo essere paladini contro l’inciviltà che abbiamo visto in Parlamento ma che conosciamo anche nei nostri territorio. Contro questa inciviltà serve una mobilitazione permanente”.
“Per ribadire quanto questa legge sia importante: lo diremo con orgoglio, a testa alta!”, si legge sulla pagina Facebook di Arcigay del Trentino che si rivolge insieme alle altre associazioni aderenti a tutti i senatori e le senatrici che il 27 ottobre hanno affossato il ddl utilizzando il voto segreto. “Lo avete fatto a scapito dei nostri corpi e delle nostre famiglie – prosegue il post – come accadde durante il dibattito che si fece per la legge sulle Unioni Civili. Pensavate di colpire la fantomatica ‘lobby gay’, ma di fatto avete colpito tutte quelle persone che voi considerate minoranza, ma che minoranza non sono perché insieme formano la maggioranza della società. Maggioranza che questo disegno di legge intendeva tutelare e proteggere dalla discriminazione, dall’odio e dalla violenza”.
Alla manifestazione in sostegno del ddl Zan hanno aderito moltissime realtà fra cui: Acli del Trentino, Agedo Trentino, Amnesty Trento, Anpi Trentino, Arci del Trentino, Arcigay del Trentino, Associazione 204 – Rovereto, Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia – Trento, Associazione Pride, Associazione Richiedenti Terra, Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol odv, Centro Astalli Trento, Centrocultura Spazio aperto Be.Brecht – Trento, Centro Sociale Bruno, Cgil, Circolo Arci Ugo Winkler Brentonico, Cisl, Collettivo di poesia AltroVerso, Collettivo transfemminista queer Trento, Comitato promotore firme Eutanasia Legale, Coordinamento donne onlus, Coordinamento Studentesco Trento, Europa Verde del Trentino, Famiglie Arcobaleno in Triveneto, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Futura partecipazione e solidarietà, I sentinelli di Trento, Italia-Nicaragua odv Rovereto, La Foresta - Accademia di Comunità, Laici trentini per i diritti civili, La Macchia – Rovereto, Lila del Trentino, l’Universitario – Trento, Murga Trentinerante, Non una di meno – Trento, Officina Comune Rovereto, Ordine Assistenti Sociali Trentino Alto Adige, Partito Democratico del Trentino, Possibile Trentino Alto Adige, Rete degli Studenti Medi Trento, Rete elgbtqi del Trentino Alto Adige Südtirol, Rifondazione Comunista del Trentino, Sinistra Italiana del Trentino, Sportello Antidiscriminazioni Trento, Udu Trento, Uilm del Trentino, Unitin Trento, Volt Trento.

















