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“La Giunta leghista ha demolito ciò che con fatica si era riuscite a ottenere”, Nudm in corteo per denunciare la violenza di genere contro le donne

Le attiviste hanno ricordato anche la recente aggressione avvenuta in centro, e arrivata dopo un evento che serviva per autofinanziare la manifestazione di oggi: “Lanciamo un appello a tutte le realtà antifasciste, sosteniamoci e lottiamo assieme contro fascisti, misogini, razzisti e il patriarcato”

Di Tiziano Grottolo - 27 novembre 2021 - 19:46

TRENTO. “Quest’anno abbiamo deciso di non scendere a Roma ma di rimanere nel nostro territorio perché dopo due anni di pandemia volevamo riaffermare la nostra presenza”, si apre così l’intervento dal palco di una delle attiviste di Non Una di Meno che nella giornata di oggi, 27 novembre, hanno organizzato un corteo per denunciare la violenza maschile contro le donne. 

 

Le attiviste hanno ricordato anche la recente aggressione avvenuta in centro, e arrivata dopo un evento che serviva per autofinanziare la manifestazione di oggi. “Lanciamo un appello a tutte le realtà antifasciste, sosteniamoci e lottiamo assieme contro fascisti, misogini, razzisti e il patriarcato”.

 

Nudm ha puntato il dito anche contro l’esecutivo di Piazza Dante: “Il nostro territorio è governato da una Giunta leghista colpevole di aver demolito in 3 anni ciò che con fatica si era riuscite a ottenere”. Duramente contestati sia il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che l’assessora Stefania Segnana, indicati come i principali artefici dello smantellamento dei corsi all’educazione nella relazione di genere. Critiche anche per la gestione dell’assegno di autodeterminazione, un provvedimento per aiutare economicamente le donne vittime di violenza, ma che per l’inerzia della Giunta al momento rimane solo sulla carta.

 

Eppure proprio in Trentino secondo le stesse statistiche diffuse dalla Provincia, ogni giorno, vengono denunciati 1,2 episodi di violenza contro le donne. Numeri che tengono conto esclusivamente degli esposti, quindi di ha la forza e la possibilità di chiedere aiuto.

 

“Dopo due anni di pandemia non sta andando ‘tutto bene’ – il commento delle attiviste – l’emergenza e la crisi che ne è seguita si sono scaricate su noi donne e ora siamo strette in un piano di resilienza che non ci contempla e una polarizzazione del dibattito pubblico che ci cancella”.

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