“Noi stiamo dalla parte di Mimmo Lucano e di chi salva le vite umane”, oltre 30 sigle in piazza a Trento per protestare contro la condanna dell’ex sindaco di Riace
La rabbia dei manifestanti contro la sentenza che ha condannato l’ex sindaco di Riace: “Siamo complici di Mimmo Lucano perché crediamo nei valori dell’accoglienza e dei diritti, perché rifiutiamo qualsiasi politica di morte, confinamento ed esclusione sociale”

TRENTO. Sono quasi 300 le persone che si sono riunite in piazza Duomo a Trento per manifestare la loro solidarietà all’ex sindaco Mimmo Lucano, recentemente condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi di carcere con varie accuse legate alla gestione dei fondi per l’accoglienza dei migranti.

Una sentenza contestata duramente dai manifestanti. “Siamo complici di Mimmo Lucano perché crediamo nei valori dell’accoglienza e dei diritti, perché rifiutiamo qualsiasi politica di morte, confinamento ed esclusione sociale”, hanno fatto sapere dall’Assemblea antirazzista di Trento. “Siamo complici di tutte quelle organizzazioni che in questi anni sono state criminalizzate perché salvano vite in mare o perché agiscono sui confini di questa Europa fortezza”.
Sono oltre una trentina le sigle che hanno risposto all’appello alla mobilitazione lanciato dal Gruppo Trento con Mimmo Lucano. Acli, Anpi, vari circoli Arci, molte associazioni, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, ma anche diverse organizzazioni politiche e studentesche, solo per fare alcuni nomi.

I manifestanti chiedono discontinuità sulle leggi che regolano i flussi migratori in quanto “profondamente ingiuste – perché – rendono le persone invisibili, irregolari e facilmente sfruttabili”. “Fino a quando questo cambiamento non avverrà – hanno rincarato la dose dall’Assemblea antirazzista – a queste leggi è giusto disobbedire”.
Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura, ha parlato di una sentenza “giusta” ma solo se la si guarda “con gli occhi di un Paese che non è in grado di mettere l’equità, la solidarietà, l’accoglienza, il benessere delle persone al centro delle proprie politiche”. Il consigliere ha rivolto delle accuse anche contro l’attuale Giunta leghista rea di aver “smantellato e depotenziato tutto il sistema di accoglienza trentino e che ora lascia decine di persone per strada in attesa di essere inserite nel sistema”.
A tal proposito, dopo le denunce dell’Assemblea Antirazzista riportate da Il Dolomiti, gli attivisti hanno comunicato che 25 richiedenti asilo, che erano costretti a vivere per strada, ora sono entrati nei progetti di accoglienza. “Molti altri però, sono ancora fuori per colpa di prassi illegittime e discriminatorie. Nella nostra città, ricca di eventi e vetrine, ci sono ancora persone costrette a vivere sotto un ponte morsicate dai topi”.

Molte di queste persone sono impiegati come stagionali, ciononostante vivono in condizioni estremamente precarie. “Non riescono a trovare alloggi sia per un razzismo ben radicato sia perché malgrado lavorino sono povere e non possono pagarsi un affitto”, denunciano dall’Assemblea antirazzista. Eppure il fredda inizia già a farsi sentire. “Non è più accettabile che ogni anno succeda la stessa cosa, che si parli di emergenza quando questi bisogni sono strutturali e la politica dovrebbe intervenire con soluzioni diversificate. Le proposte ci sono, sono state portate anche dentro i palazzi, da questa piazza dobbiamo dire che deve esserci la volontà politica di metterle in pratica”.
Da qui la proposta lanciata a margine della manifestazione per nuovi appuntamenti. “Troviamoci ancora – hanno esortato gli attivisti – troviamoci per capire come costruire altre iniziative e promuovere tutti insieme nuove campagne per il diritto all’abitare, per il permesso di soggiorno e per una provincia più accogliente”.
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