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“Non crediamo più che la legge sia uguale per tutti perché per Mimmo Lucano non è stato così”, in 150 a Trento per sostenere l’ex sindaco di Riace

Dall’Assemblea antirazzista di Trento al Centro sociale Bruno, passando per la Sinistra istituzionale, studenti e cittadini comuni, erano almeno 150 le persone in piazza per protestare contro la sentenza che condanna l’ex sindaco di Riace: “Siamo complici di Mimmo Lucano”

Di Tiziano Grottolo - 02 ottobre 2021 - 18:48

TRENTO. Erano almeno 150 le persone che stamane si sono riunite spontaneamente in piazza Garzetti, davanti al Tribunale di Trento, per manifestare la propria solidarietà nei confronti di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace recentemente condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi di carcere per quello che l’accusa ha definito il “Sistema Riace”.

 

Secondo i giudici del tribunale di Locri che hanno pronunciato al sentenza (infliggendo quasi il doppio della pena chiesta dai Pm), Lucano avrebbe messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata a “commettere un numero indeterminato di delitti” fra cui ci sarebbe anche il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’ex primo cittadino di Riace è stato inoltre condannato per i reati di abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta e falsità ideologica.

 

Dal canto loro i manifestanti che oggi si sono riuniti a Trento parlano di “una sentenza iniqua”. John Mpaliza, noto attivista per la pace e i diritti umani, è stato fra i primi a prendere parola. Questa sentenza è stato un colpo al cuore, saremo con Mimmo qualunque cosa succeda, stiamo dalla parte dell’accoglienza e di chi ci mette la faccia”. Alla manifestazione erano presenti molti attivisti appartenenti alle varie realtà del territorio, solo per citarne alcune: l’Assemblea antirazzista di Trento e il Centro sociale Bruno. Cospicua anche la partecipazione politica della Sinistra istituzionale fra cui Jacopo Zannini di Sinistra Italiana, alcuni esponenti di Rifondazione comunista e diversi consiglieri di Futura, come Paolo Zanella, Federico Zappini e Omar Korichi.

 

Siamo complici di Mimmo Lucano – fanno sapere dall’Assemblea antirazzista di Trento – siamo di fronte a un processo e a una sentenza politici. Nel 2017 il sindaco di Riace era considerato una delle persone più influenti per l’accoglienza e per determinati valori di solidarietà e giustizia sociale. In quello stesso periodo il discorso politico era schiacciato sulla retorica del ‘fermiamoli a tutti i costi, blocchiamo le partenze’ e per farlo si è preferito finanziare i torturatori e chiudere gli occhi di fronte ai lager libici e alle morti in mare”.

 

L’Assemblea antirazzista punta il dito contro quelli che sono stati definiti i “grandi teoremi”, cioè quelle ricostruzioni che puntano a criminalizzare i sindaci dell’accoglienza, le Ong e chi più in generale presta soccorso ai migranti, sia in mare che lungo le rotte terresti. Quest’ultimo un riferimento per nulla casuale visto che in piazza Garzetti c’erano pure Gian Andrea Franchi e la moglie Lorena Fornasir, dell’associazione Linea d’Ombra, entrambi accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver aiutato alcuni migranti in arrivo dalla cosiddetta Rotta balcanica.

 

“Tutti i giorni siamo nella piazza della stazione di Trieste – spiega Franchi – che è il luogo dove arrivano i migranti illegali che riescono a passare le maglie della polizia dopo 15 o più giorni di cammino dalla Croazia e dalla Slovenia. Persone che vengono picchiate, rapinate e torturate dalle polizie e arrivano a Trieste in condizioni di estrema sofferenza ma voglio a tutti i costi proseguire il loro viaggio”.

 

In Croazia, riferisce l’attivista di Linea d’Ombra, la situazione è spaventosa. “Sono tornati i lager dove le polizie raccolgono le persone in fuga dalla guerra e dalle crisi ambientali legate agli interessi della politica occidentale. D’altro canto l’Europa persegue una politica di violenza e di odio in cui si lasciano filtrare solo i migranti che servono per andare nel Sud Italia a raccogliere i pomodori o a lavorare nei campi degli altri Paesi. Da anni cerchiamo di costruire a Trieste forme di solidarietà e per questo siamo stati denunciati”.

 

A tirare un po’ le somme di quello che è il sentimento della piazza ci hanno pensato alcuni studenti: “Non crediamo più che la legge sia uguale per tutti perché per Mimmo Lucano non è stato così”. Parole che colpiscono nella loro semplicità. A margine della manifestazione alcune delle persone presenti hanno annunciato che le iniziative in sostegno dell’ex sindaco di Riace proseguiranno, l’appuntamento è stato fissato per il prossimo giovedì 7 ottobre alle 18, sempre piazza Garzetti dove si terrà un’assemblea pubblica.

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