Svolta a destra dell'Svp? In centinaia manifestano in piazza tra "Bella ciao", cori e una bara con una Stella Alpina appassita: "Negate le radici antifasciste"
Terza manifestazione del movimento "No Excuses" dopo l'annuncio dell'Svp di dialogare con Lega, Fratelli d'Italia e Freiheitlichen per formare il prossimo governo dell'Alto Adige

BOLZANO. Dalle note di "Bella ciao" a "I will survive", il coro "Siamo tutti antifascisti", cartelli e striscioni, ma anche una finta bara con sopra una Stella Alpina appassita. Un migliaio di persone è sceso in piazza Magnago a Bolzano per manifestare contro la svolta a destra dell'Svp. La decisione di formare la coalizione di governo con Lega, Fratelli d'Italia e Freiheitlichen e i centristi della Civica non piace a parte dell'elettorato.
Il presidente dell'Alto Adige, Arno Kompatscher, prosegue le trattative per formare il suo terzo esecutivo dopo le elezioni dell'ottobre scorso ma intanto prende sempre più forma il movimento "No Excuses" dopo l'annuncio dell'Svp di guardare a destra per comporre la squadra di governo.
E' la terza manifestazione del movimento, supportato da moltissime associazioni. A scendere i piazza anche diversi esponenti della politica come l'assessora Chiara Rabini, l'ex deputata e vice presidente dell'Inps Luisa Gnecchi, i Verdi con Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Majda Brecelj. Presente anche Albert Pürgstaller, l'ex sindaco negli scorsi giorni ha annunciato l'uscita dalla Stella Alpina in contrasto con le decisioni del partito.
"Partecipo a questa manifestazione perché la Svp, di cui ho fatto parte per 50 anni, si è allontanata dalle sue radici antifasciste e anti-nazionalsocialiste”, spiega Pürgstaller, esponente dell'ala sociale. "L'articolo 3 della Costituzione italiana dice già tutto. Andrebbe riletto più volte da noi tutti, dovrebbe essere imparato a memoria e insegnato ai nostri ragazzi - e mi pare anche ai politici neo-eletti: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Ma quello che dobbiamo chiederci, è se queste richieste si rispecchiano nella nostra azione politica giornaliera e se siamo davvero sinceri. Dovremmo avere dei seri dubbi su questo".
I manifestanti hanno evidenziato i "punti di non ritorno", riporta Salto.bz nell'articolo di Valentino Liberto, raggiunti da democrazie europee quali l’Ungheria e la Polonia: “Arno Kompatscher sostiene che non dovremmo fare come se già domani avessimo il fascismo alle porte", dice David Röck, portavoce del movimento "No excuses". "Noi però non diciamo questo. Magari il punto di ritorno ci sarà in futuro, o speriamo non ci arriveremo mai, ma una cosa è certa: questa decisione della Svp non è certo un freno, bensì un passo deciso in quella direzione. L'Alto Adige non è l'ombelico del mondo ma non è nemmeno una provincia alpina isolata da tutto il resto. Abbiamo una responsabilità non solo verso la nostra terra, ma anche verso l'Italia e il resto del mondo. Bisogna fare molta attenzione a pensare solo all'Autonomia e non ad altre questioni. Se la Svp continua a sdoganare e legittimare forze di destra, anche a livello nazionale si fa un passo in avanti verso la orbanizzazione del paese. Non si può difendere i propri valori e al contempo legittimare quelli della destra" (Qui articolo).












