La Provincia di Trento esclusa dalla ''Rete Ready". Zanella: "Dalla giunta Fugatti nessuna attenzione al tema dei diritti civili delle persone Lgbt+"
La Pat aveva aderito alla Rete Ready nel 2017 con l'assessora Sara Ferrari. Dall'elezione di Fugatti non è stata più portata avanti alcuna attività ed ora è arrivata l'esclusione

TRENTO. La Provincia di Trento è stata esclusa dalla rete Ready, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere.
La Pat aveva aderito alla Rete Ready nel 2017, su proposta dell'allora assessora alle Pari Opportunità Sara Ferrari. Nel 2013 aveva già aderito il Comune di Trento e successivamente anche quelli di Rovereto, Arco e Pergine.
“Sapevamo sarebbe successo” ha affermato il consigliere del Pd, Paolo Zanella. “Dopo un periodo di sospensione dovuto ad inattività, è arrivata l'esclusione della Provincia autonoma di Trento. Da quando si è insediata la Giunta Fugatti, d'altronde, del tema del contrasto all'omolesbobitransfobia non ci si è più voluti occupare e tantomeno si è rivolta l'attenzione al tema dei diritti civili delle persone Lgbt+. Ovviamente una scelta deliberata di una destra retriva”.
Di esempi ce ne sono molti. Basta pensare al muro di ostruzionismo al ddl sull'omobitransfobia nella XV legislatura da parte dell'allora minoranza o alle resistenze strumentali al ddl del Partito democratico per istituire un Osservatorio sul linguaggio e i crimini d'odio nella scorsa legislatura o ancora al sostegno della Giunta al ddl del consigliere Cia per vietare di parlare di identità di genere nelle scuole e quindi per invisibilizzare le identità trans e i percorsi di affermazione di genere.
“D'altronde – continua Zanella - è noto che Fratelli d'Italia e Lega in particolare su tre temi hanno un approccio ideologico che sa di reazionario: migrazioni, questioni di genere, diritti Lgbt+. Disinteressarsi delle iniziative della Rete Ready e non parteciparvi per promuovere il contrato alle discriminazioni sul nostro territorio ci dice molto dell'indifferenza di chi oggi ci governa nei confronti della comunità Lgbt+ trentina, che anzi viene contrastata nelle proprie legittime rivendicazioni di uguaglianza e autodeterminazione con apposite iniziative legislative”.
Comportamenti che sinora hanno diviso la giunta del Trentino con quello dell'Alto Adige dove ha governato presidente Kompatcher attento a queste tematiche e partecipe agli eventi promossi in Alto Adige per il contrasto all'omolesbobitransfobia. “Vedremo se ora con Fdi in Giunta – afferma il consigliere del Pd - e con un solo voto di margine in maggioranza continuerà su questa linea, anche patrocinando il Pride di Bolzano.
Baluardo del contrasto alle discriminazioni della Comunità Lgbt+ del nostro territorio, conclude Zanella, restano come partner della Rete Rady il Comune di Trento (primo ad aderire con l'allora assessora Maestri) e i Comuni che negli anni si sono aggiunti: Rovereto, Arco e Pergine.
Per chiedere conto dell'espulsione del Trentino dalla Rete Ready e delle intenzioni della Giunta rispetto al contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, il consigliere del Partito Democratico ha presentato una interrogazione.












