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Ddl Zan, la Uaar contro le intromissioni del Vaticano: “Uno Stato estero totalitario interferisce con il processo legislativo della Repubblica”

Salvini si fa portavoce del Vaticano e chiede a Letta una mediazione: “Altrimenti la legge Zan finisce male”. La reazione della Uaar alle intromissioni del Vaticano sul ddl Zan: “Il Parlamento abbia un sussulto di dignità”

Di Tiziano Grottolo - 17 July 2021 - 17:02

ROMA. “Propongo a Enrico Letta, per l’ennesima volta, una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede. Se Letta non accettasse, la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd”. Sono queste le parole con le quali il leader della Lega, Matteo Salvini, avrebbe lanciato l’ultimatum al segretario Dem per trovare un accordo sul ddl Zan.

 

Il provvedimento infatti, non può fare affidamento su una solida maggioranza in Senato e per questo alcuni partiti stanno cercando di ottenere un consenso più ampio. Il fronte dei favorevoli al ddl, che contiene “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, si è spaccato dopo che Italia Viva ha proposto alcuni emendamenti. Se il Senato approvasse un testo emendato il provvedimento dovrebbe essere sottoposto nuovamente al voto della Camera, a quel punto però ci sarebbe il rischio di vederlo affossare definitivamente, magari procrastinando all’infinito la votazione.

 

“A oggi per noi la Lega non ha nessuna credibilità come interlocutore – la replica di Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia del Senato – di fatto ci sta dicendo che per approvare la legge Zan, dobbiamo togliere quelli che per noi sono punti qualificanti. Mi pare evidente che non sia un compromesso”.

 

Dopo le parole di Salvini anche l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) è intervenuta sulla questione stigmatizzando le intromissioni del Vaticano che nei giorni scorsi aveva fatto trapelare un certo malumore nei confronti del ddl Zan. “Il Parlamento – afferma la Uaar – abbia un sussulto di dignità. Uno Stato estero totalitario interferisce con il processo legislativo della Repubblica. Le forze democratiche trovino l’accordo sull’unica mediazione ammissibile: denunciare unilateralmente il concordato”. Insomma, la discussione attorno al provvedimento non accenna a placarsi e il clima in vista del 20 luglio, quando in Senato si terrà la prossima discussione, si preannuncia rovente.

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