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Il Patt continua a perdere pezzi, dopo Rossi l'addio alla carica di presidente di Postal e dal partito del consigliere Uez. I militanti: ''Non ci coinvolgono più''

Prima Ugo Rossi, poi Tiziano Uez e Marisa Postal. I problemi all'interno del Patt continuano. A Trento sono numerosi i militanti che lamentano il poco coinvolgimento e in molti attendono che il segretario Simone Marchiori intervenga per rimettere in sesto il partito

Di GF - 17 aprile 2021 - 16:44

TRENTO. “Così non si può andare avanti. Non c'è più partecipazione e nemmeno coinvolgimento”. Si respira aria pesante nel Patt del Comune di Trento. Gli ultimi addii non hanno di certo fatto bene agli autonomisti. Lo si capisce dallo stato d'animo di alcuni militanti che stanno pensando di allontanarsi.

 

Accanto alle importanti questioni politiche, la pandemia ha reso difficile portare avanti la vita di partito. Gli incontri sono stati annullati, le riunioni in presenza azzerate e spesso le uniche comunicazioni sono arrivate solo tramite e-mail e ai gruppi WhatsApp. L'attività di partito si è trasferita perlopiù sulle piattaforme online e questo ha reso ancora più veloce il deterioramento di alcuni rapporti. Almeno questo è quanto spiega la presidente della sezione Patt di Trento in una sua lettera di dimissioni.

 

Nelle ultime settimane gli addii non sono mancati. Abbiamo visto l'ex presidente della Provincia e oggi consigliere provinciale Ugo Rossi che è passato con Azione spiegando che “rappresenta un luogo privilegiato perché non partecipa agli scontri tra tifoserie politiche e si possono portare avanti le proprie idee”.

 

A palazzo Thun il consigliere comunale Tiziano Uez ha seguito la stessa strada e ha scelto di cambiare partito non riconoscendo più nel Patt la “vera possibilità di governo serio e responsabile per la nostra città”.

 

Ma non solo. A consegnare le “irrevocabili dimissioni da presidente della Sezione Patt di Trento'', è stata anche Marisa Postal attraverso una dura lettera nella quale dice di “essere stata lasciata da sola” in un momento difficile per il partito come quello della pandemia. "Ho più volte richiesto e sollecitato chi mi affiancava di organizzare degli incontri, ma siamo arrivati ad oggi senza esserci mai confrontati con tutti gli iscritti della nostra sezione".  

 

Nel partito c'è chi si dice “poco sorpreso” delle defezioni collegandole tutte al passo fatto da Rossi. Ma alcuni puntano il dito contro l'attuale classe dirigente che sembrerebbe non coinvolgere abbastanza. C'è chi è deluso dell'attuale segretario Simone Marchiori e che attende un suo intervento che possa veramente mettere in carreggiata il partito. Chi invece si sente "relegato" all'angolo dalla coppia Roberto Stanchina – Alberto Pedrotti. Senza contare chi invece vorrebbe un Patt con il centrodestra.

 

Non più tardi dei primi di marzo il segretario politico del Patt, Simone Marchiori con un comunicato aveva spiegato che “Il partito è compatto” che il “Partito Autonomista è formato dalle persone che ne condividono gli ideali. Il Partito è la sua gente, il Trentino e soprattutto quei valori autonomisti che da più di 73 anni vengono portati avanti dai suoi membri”. Il partito è la sua gente ma ora per il Patt il rischio è che proprio questa gente gli volti le spalle. 

 

 

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