Il Patt sparisce dal Comune di Trento: ''Perdiamo due riferimenti ma amareggiati da atteggiamento 'solista' di Stanchina e Pedrotti''. Niente scossoni a Lavis
Dopo la svolta a destra del Patt, non ci sono scossoni per ora a Lavis. Qui le Stelle Alpine guidano il Comune dalla massima carica del municipio con Partito democratico e una lista civica. A Il Dolomiti il capogruppo e vice presidente della sezione, Luca Zadra: "Maggioranza solida che lavora bene, siamo al servizio del territorio, della comunità e delle persone"

TRENTO. La sezione del capoluogo del Partito autonomista trentino tirolese è amareggiato per la decisione di Roberto Stanchina e Alberto Pedrotti di confluire nel nuovo gruppo consiliare "Trento al centro" (Qui articolo) mentre quella di Lavis (alleata con il Partito democratico alla guida del Comune) non sembra toccata dalla svolta a destra delle Stelle Alpine a livello provinciale.
"La sezione - spiegano Giordana Detassis e Paolo Holneider, presidente e segretario politico della sezione delle Stelle Alpine - si dichiara fortemente amareggiata rispetto alle modalità con cui i due rappresentanti nel Comune di Trento, il vice sindaco Stanchina e il consigliere Pedrotti, hanno comunicato l’adesione al gruppo 'Trento al centro' e la conseguente uscita dal Patt. Nelle riunioni di questi mesi non ci siamo mai sottratti al confronto e abbiamo sempre cercato di discutere, se pur nella diversità di idee e di punti di vista. Era prevista proprio per lunedì prossimo un ulteriore incontro del direttivo per valutare insieme la linea politica alla luce della riunione di Giunta del partito del 16 febbraio scorso".
Il simbolo del Patt è sparito a palazzo Thun (Qui articolo). Un'evoluzione che segue la decisione delle Stelle Alpine di guardare a destra. Tra iscritti che bruciano la propria tessera (Qui l'articolo) e eletti pronti lasciare il partito, il Patt a guida Franco Panizza e Simone Marchiori registra un altro tracollo dopo aver perso i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola e Paola Demgari, i quali hanno fondato in piazza Dante il movimento Casa Autonomia.eu.
La decisione presa negli scorsi giorni, con il voto non unanime della Giunta del Partito, di dare mandato a Simone Marchiori di portare avanti i rapporti con il candidato presidente della destra, Maurizio Fugatti, per arrivare a un accordo con la Lega, aveva creato malumore tra gli iscritti (Qui articolo).
Tempo pochi giorni e la conseguenza è la nascita del gruppo consiliare "Trento al centro", con le Stelle Alpine che escono nei fatti dal Consiglio comunale del capoluogo. "Il segretario politico della sezione aveva confermato che gli impegni presi nel Comune capoluogo e nelle circoscrizioni - si legge nella nota degli autonomisti - sarebbero stati rispettati senza essere smentito da nessuno dei due consiglieri. Siamo convinti che l’impegno politico possa a un certo punto trovare delle strade che si dividono ma le stesse devono separarsi con stile, rispetto e anche con una stretta di mano, quella stretta di mano che ci saremmo potuti dare sia con Stanchina e con Pedrotti, considerato il pezzo di strada che abbiamo percorso insieme. Ma purtroppo in entrambi abbiamo trovato poco rispetto e nessuno stile. A entrambi auguriamo comunque buona fortuna con il consiglio che, quando si troveranno a discutere le proprie idee in un altro gruppo politico, possano utilizzare maggiormente il confronto con le persone e essere meno 'solisti' di come si sono comportati in questi mesi di lavoro nella sezione di Trento, perché l’impegno politico dovrebbe essere come un’orchestra dove tanti strumenti si fondono insieme per dare vita a una bella melodia: le idee e le proposte".
A ogni modo, la sezione conferma l'appoggio alla maggioranza in sede circoscrizionale. "Pur ritenendo grave la perdita di due punti di riferimento nel Comune di Trento, siamo anche convinti che per convivere in modo sereno siano fondamentali delle regole comuni che tutti devono rispettare, indipendentemente dalla carica che ricoprono. Confermiamo l'appoggio a sindaco e Giunta nel pieno rispetto degli impegni presi alle elezioni comunali del 2020", si conclude la nota di Detassis e Holneider.
Intanto non sembrano esserci scossoni a Lavis, almeno per il momento. Lì il Patt guida dalla massima carica del municipio, con la maggioranza formata da Partito democratico e dalla lista civica ViviLavis. "La sezione e il gruppo consiliare - commenta a Il Dolomiti Luca Zadra, capogruppo delle Stelle Alpine e vice presidente della sezione - è compatto rispetto alle decisioni prese dal Congresso, dal Consiglio di partito e dalla segreteria politica a livello provinciale. La maggioranza lavora bene e prosegue serenamente nella sua attività amministrativa. Le alleanze non vengono scalfite da queste situazioni, ci sono due compartimenti stagni, qui siamo contenti e convinti di questo assetto".
Sezione lavisana che ha appoggiato la linea del segretario politico Marchiori, appare impermeabile a quanto avviene altrove. "La nostra realtà è attiva e partecipe, in particolare con il presidente Alberto Giovannini. C'è rispetto dei ruoli e delle decisioni - prosegue Zadra - anche se le carte sono cambiate per piazza Dante e l'amministrazione locale può apparire sotto pressione da queste dinamiche, qui nulla cambia e la maggioranza non è in discussione".
Il primo cittadino, Andrea Brugnara, è espressione del Patt. Inizialmente si era chiamato fuori per un ulteriore mandato, la coalizione ha iniziato a scricchiolare e così è rientrato in gioco a garanzia della continuità delle alleanze. La corsa si era conclusa con la netta affermazione alle urne. "Siamo garanti di questa solida maggioranza e del suo operato - evidenzia Zadra - il Patt si dimostra servizio del territorio, della comunità e delle persone. Si va avanti serenamente e il buon governo è stato legittimato dalle elezioni per il secondo mandato con il 70% delle preferenze: non ci si può far minare le fondamenta da altre situazioni".
Davanti all'amministrazione ci sono ancora circa due anni, il cambio di paradigma delle Stelle alpine richiederà comunque una riflessione, anche sul locale. "Ma adesso è prematuro e non si possono immaginare scenari futuri. Il quadro politico cambia costantemente e rapidamente. Un primo aggiornamento ci sarà dopo le elezioni provinciali, ma le alleanze in vista del 2025 sono l'ultimo dei pensieri perché c'è ancora da fare con la maggioranza attuale", conclude Zadra.














