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Maratona vaccinale, Dallapiccola: “La lega non esce dai propri vetusti cliché, per i sanitari si poteva fare di più”

Per garantire le funzioni organizzativo/amministrative legate alla maratona vaccinale la Provincia sta cercando volontari fra tutto il personale. Dallapiccola: “Si chiede un ulteriore sforzo volontario a quei dipendenti ai quali, con tutta evidenza, non sono ancora arrivati tutti i giusti riconoscimenti”

Di T.G. - 30 novembre 2021 - 20:05

TRENTO. A circa 24 ore dall’apertura abbiamo (quindi intorno alle 18 del 30 novembre) erano 24mila le prenotazioni per quella che è stata ribattezzata “maratona vaccinale”. Le difficoltà organizzative però non mancano. Per stessa ammissione del direttore generale facente funzione dell’Azienda sanitaria provinciale, Antonio Ferro, si preannunciano delle sospensioni per alcuni servizi “che dovrebbero essere limitate ad alcune attività il lunedì e il martedì”. Inoltre per garantire le funzioni organizzativo/amministrative legate alla maratona vaccinale la Provincia sta cercando volontari fra tutto il personale (compresi direttori e dirigenti).

 

“Dell’imprescindibile efficacia dei vaccini – commenta il consigliere provinciale del Patt Michele Dallapiccola – ne ha compreso la forza anche l’Amministrazione provinciale, che a questo punto chiede un ulteriore sforzo al proprio personale sanitario. Quella che salta subito all’occhio però, soprattutto dell’apparato pubblico, è una sorta di ipocrisia derivante da una contraddizione in termini. Si chiede un ulteriore sforzo volontario proprio a quegli stessi dipendenti ai quali, con tutta evidenza, non sono ancora arrivati tutti i giusti riconoscimenti”.

 

Eppure tanto il settore pubblico che quello privato, hanno fatto grandi sforzi per garantire i servizi essenziali. Il consigliere delle Stelle alpine ricorda i sacrifici di ha lavorato nei supermercati, o degli insegnanti e dei sanitari, solo per fare alcuni esempi. “Tutto questo ragionamento contesta quella politica divisiva che da sempre ha voluto contrapporre il settore pubblico a quello privato. E in questo, menzione speciale va a questa giunta provinciale. Attraverso le sue uscite e i suoi (mancati) provvedimenti – in ben più di un’occasione sottolinea Dallapiccola – ha dimostrato di non sapersi emancipare dai propri vetusti cliché di partito. Eppure se il Trentino è stato capace di arrivare così lontano nel mondo, evidentemente tanto il tessuto produttivo, che la macchina pubblica, qualcosa hanno saputo fare”.

 

Ora, in questo colpo di coda dell’epidemia si chiede un ulteriore sforzo a molti lavoratori. “Dire grazie però – conclude il consigliere del Patt – è davvero troppo poco e con 192 milioni di euro sul fondo di riserva per il bilancio 2022, qualcosa di meglio si poteva fare. Nonostante tutto queste persone sanno guardare oltre posso immaginare che saranno in molti a rispondere a questo appello”.

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