I vertici dell'Apss si aumentano gli stipendi, i sindacati: ''Riconoscimento comprensibile se esteso a medici, infermieri e tutto il personale del comparto''
Giuseppe Pallanch (Cisl Fp): "Le lavoratrici e i lavoratori del comparto si trovano a dover elemosinare attenzione e risposte mentre per i dirigenti di vertice con grande disinvoltura si aumentano gli stipendi". Luigi Diaspro (Fp Cgil): "Ci sono anche gli altri 8 mila dipendenti dell'Apss da valorizzare: ci aspettiamo dunque coerenza dalla Giunta provinciale"

TRENTO. "E' frustrante: le lavoratrici e i lavoratori del comparto si trovano a dover elemosinare attenzione e risposte mentre per i dirigenti di vertice con grande disinvoltura si aumentano gli stipendi". Questo il commento di Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) mentre Luigi Diaspro (Fp Cgil) aggiunge: "Prendiamo atto dell’aumento degli stipendi per il direttore Generale e gli altri membri della direzione dell’Apss trentina. Una scelta che può essere letta alla luce dell’evidente, accresciuta, complessità in cui versa il sistema sanitario provinciale e delle obiettive difficoltà in cui si trova e si troverà a operare il nuovo Consiglio, in un servizio messo a durissima prova dal dramma pandemico, dall’assenza ormai emergenziale di personale medico, infermieristico, operatori socio sanitari e delle altre professioni sanitarie, tecniche, amministrative, dal mettere a terra la preannunciata riforma sanitaria. E dunque nessuna polemica".
Il nuovo consiglio di direzione dell'Apss incassa, infatti, di più rispetto alle governance precedenti. La busta paga del direttore generale, Antonio Ferro, è aumentata di circa 20 mila euro in più all'anno per un lordo di 185 mila euro, a cui aggiungere un +20% in base agli obiettivi.
"Ci sono tante criticità che interessano il comparto sanitario. Le lavoratrici e i lavoratori di questo settore - dice Pallanch - hanno sempre dimostrato impegno e dedizione, soprattutto negli ultimi 2 anni in primissima linea: tanti sacrifici per fronteggiare Covid. C'è una carenza degli organici ormai strutturale, il personale è sotto pressione e attende i doverosi riconoscimenti: rinnovo dei contratti, percorsi innovativi e maggiore attenzione la sanità si rende più attrattiva valorizzando tutte le professionalità".
Questo aumento, per i meccanismi interni, poi si riflette anche sugli altri tre membri di direzione insediati il 1 maggio scorso (Giuliano Mariotti - direttore sanitario; Sara Girardi - direttore amministrativo e Elena Bravi - direttore per l’integrazione socio sanitaria) che incassano una busta paga più pesante. I vertici quindi andranno a costare 340 mila euro in più per i prossimi 5 anni, la durata del mandato dell'attuale squadra di governo dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.
"Ci pare ragionevole, se non doveroso e necessario, riconoscere che quelle stesse complessità e difficoltà sussistono anche per i circa 8 mila dipendenti dell’Apss che, a fronte di una grave e generalizzata carenza di personale in quasi tutte le categorie professionali, continuano a assicurare con generosità il diritto alla salute dei trentini, a costo di grandi sforzi e sacrifici anche personali. Ci aspettiamo dunque coerenza dalla Giunta provinciale", conclude Diaspro.












