L'Alto Adige aumenta gli stipendi degli infermieri? Zanella: "Il Trentino aspetta i soldi da Roma alla faccia dell'Autonomia", Coppola: "Giunta Fugatti immobile"
L'Alto Adige verso l'aumento degli stipendi degli infermieri. E il Trentino? Paolo Zanella (Partito Democratico): "Tutto fermo, la Giunta Fugatti è solo spot e promesse ma a inizio legislatura volevano tagliare 120 milioni in sanità". Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra): "Se vogliamo garantire ai nostri cittadini cure adeguate, dobbiamo aumentare il numero dei professionisti sanitari e migliorare le loro attuali condizioni di lavoro"

TRENTO. L'Alto Adige annuncia di voler aumentare di 600 euro mensili la busta paga degli infermieri per contrastare la carenza di personale e il Trentino? Apparentemente nulla si muove. "Questa misura di Bolzano - spiega Lucia Coppola, candidata alle provinciali con Alleanza Verdi Sinistra a sostegno della coalizione di centrosinistra e del candidato presidente Francesco Valduga - si aggiunge agli incentivi economici per gli studenti infermieri e dopo aver garantito ai professionisti sanitari agevolazioni per gli appartamenti".
Ormai la carenza di personale infermieristico tanto nelle strutture dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari quanto nelle Rsa è strutturale. E, soprattutto, nelle case di riposo si sono levati campanelli d'allarme per una situazione sempre più difficile a fronte di bisogni più complessi e una popolazione sempre più anziana. E l'Alto Adige si orienta verso rialzi degli stipendi nelle azioni per rendere il comparto più attrattivo.
"Questo - dice Paolo Zanella, candidato per il Partito Democratico - significa aver capito che la salute, la sanità pubblica e la qualità delle cure sono una priorità assoluta. Cosa completamente ignota a Segnana e Fugatti che sperperano risorse in concerti e rotatorie, invece di investire in un bene primario come la salute. Ci ricordiamo quando a inizio legislatura volevano tagliare 120 milioni, un 10% del bilancio, alla sanità pubblica. Sono stati fermati dall'epidemia Covid".
C'è un protocollo politico tra l'esecutivo guidato da Fugatti e sindacati per avviare il rinnovo del contratto 2022/24 ma è "un bluff spudorato - aggiunge Zanella - gli aumenti sono vincolati ai trasferimenti che forse, chissà come e chissà quando, arriveranno da Roma. Alla faccia dell'Autonomia. E di certo questa Giunta non si immagina un cospicuo aumento ad hoc per le professioni sanitarie, necessario per arrestare la fuga di professionisti. Professionisti che già oggi vanno verso l'Alto Adige, visto che gli stipendi sono già ora più alti. Adesso, con l'aumento, la migrazione verso nord chi la ferma più, se non si mette mano anche qui alle retribuzioni".
Insomma, il centrodestra manca, prosegue Zanella, di visione. "Il lavoro in sanità è di responsabilità e fatica, che va riconosciuto. Inutile parlare di attrattività e trattenimento se poi non si fa nulla. Mancano già 250 infermieri e serviranno altrettante unità per potenziare il territorio (case della comunità e infermiere di famiglia) e per adeguare il rapporto infermieri/pazienti nelle Rsa e nei reparti a più alto carico assistenziale, vista la sempre maggiore complessità dell'utenza. Se si vogliono attrarre professionisti e studenti verso la professione serve anche agire sulla leva economica, che riconosca la giusta dignità alle professioni della salute".
Rispetto alla formazione "sono tre anni - evidenzia il candidato per il Partito Democratico - che chiedo di trovare maggiori spazi per il Polo universitario delle professioni sanitarie, vista la necessità di aumentare i numeri. In attesa del nuovo Polo di medicina delle professioni sanitarie a sud delle Albere, si sarebbe dovuto adeguare un'ala del Nest, che doveva essere già pronta per l'anno accademico in corso come succursale. Invece i lavori devono ancora partire perché per Segnana evidentemente formare nuovi professionisti non è una priorità. Chissà, magari a ridosso del 22 ottobre si inaugurerà il cantiere come ennesimo spot elettorale, come già abbiamo visto fare a Pinzolo. Una Giunta tutta spot e promesse. Intanto la gente riesce a prenotare una visita con Rao B dopo tre mesi invece che entro dieci giorni, quando va bene".
Un'urgenza, quella di intervenire, evidenziata anche dalla consigliera uscente e candidata in quota Alleanza Verdi Sinistra. "Se Bolzano si muove con i fatti per far fronte ad una sanità sempre più in crisi per la carenza di personale e per le pesanti condizioni di lavoro, Trento, con la Giunta Fugatti, non prende alcuna decisione in favore delle professioni sanitarie. Serve subito che le istanze dei professionisti sanitari siano accolte; se vogliamo garantire ai nostri cittadini cure adeguate, dobbiamo aumentare il numero dei professionisti sanitari e migliorare le loro attuali condizioni di lavoro", conclude Coppola.












