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Mobilità in Val di Fassa, pioggia di milioni dalla Pat: ''La priorità va al progetto Bus Rapid Transit per il potenziamento del trasporto extraurbano su gomma''

Sono disponibili 60 milioni di euro: 38 milioni saranno utilizzati per realizzare opere infrastrutturali e di corsia riservato al passaggio dei bus lungo circa 18 chilometri di strada sul tragitto Fiemme-Fassa (complessivamente la tratta è di 40 chilometri). Altri 20 milioni di euro circa serviranno invece per il rinnovo del materiale rotabile, che attualmente è composto da 35 autobus attestati a Predazzo

Pubblicato il - 19 gennaio 2021 - 20:50

TRENTO. Pioggia di milioni per migliorare il sistema della mobilità in val di Fassa, si cerca attraverso questa azione di garantire ricadute positive sulle comunità locali, ma anche alle Olimpiadi invernali del 2026. L'intenzione di piazza Dante è quella di investire nel trasporto pubblico su gomma, il Bus rapid transit. Si ritorna quindi a parlare di questo piano, che sembra mandare definitivamente in soffitta il ricorso alla ferrovia, tema particolarmente sentito dall'associazione Transdolomites (Qui articolo).

 

Sono disponibili 60 milioni di euro: 38 milioni saranno utilizzati per realizzare opere infrastrutturali e di corsia riservato al passaggio dei bus lungo circa 18 chilometri di strada sul tragitto Fiemme-Fassa (complessivamente la tratta è di 40 chilometri). Altri 20 milioni di euro circa serviranno invece per il rinnovo del materiale rotabile, che attualmente è composto da 35 autobus attestati a Predazzo. La Provincia lascia aperta la possibilità di valutare anche altri interventi, integrativi rispetto al Brt, come quelli centrati sul potenziamento dei collegamenti a fune, caldeggiati dalla Comunità, se saranno reperite altre fonti di finanziamento a copertura di almeno una parte dei costi.

 

Nel frattempo, prende corpo la nuova ipotesi progettuale riguardante la variante Campitello-Canazei che, come già illustrato la scorsa settimana, prevede la suddivisione dell’opera in due unità funzionali distinte. Queste le principali conclusioni emerse dall’incontro di martedì 19 gennaio tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, assieme ai dirigenti generali del Dipartimento Umst mobilità, Roberto Andreatta, e dell’Agenzia provinciale per le opere pubbliche, Luciano Martorano, e i sindaci della valle di Fassa, insieme al procurador del Comun general de Fascia, Giuseppe Detomas

 

“Abbiamo ricevuto dallo Stato un finanziamento globale sul tema Olimpiadi di 120 milioni. Al suo interno - dice Fugatti - una quota di 60 milioni verrà destinata al miglioramento e potenziamento della mobilità nel suo complesso, con ricadute positive che rimarranno ovviamente anche a regime. Il progetto Brt è quello che la Provincia sottopone ora ai territori interessati per una valutazione congiunta. Sono state prospettate anche altre ipotesi di mobilità, interessanti e moderne, che presentano però attualmente un limite oggettivo determinato dalla sostenibilità finanziaria. Non è detto che alcune non possano esser complementari al disegno riguardante il trasporto pubblico su gomma, che rimane strategico, in particolare quelle che ipotizzano il potenziamento degli impianti a fune. Se ci fossero anche altri canali di finanziamento, come le risorse di provenienza europea, saremmo disposti a considerarli. Il Recovery Fund, invece, per come è costituito oggi non può essere utilizzato perché ha tempi di appalto molto stretti rispetto a un’opera come questa".

 

Il dirigente della mobilità provinciale ha ripercorso brevemente la strada fatta fino all’adozione con decreto dell’ipotesi progettuale cosiddetta Brt. Nel 2010 la valle di Fassa aveva avvertito fortemente l’esigenza di migliorare il trasporto pubblico. In seguito il potenziamento dell’offerta centrata sui bus ha creato una vera e propria cultura dell’utilizzo di questo sistema di trasporto.

 

Nel giorno feriale invernale, sulla sezione della Ss48 tra Predazzo e Canazei, transitano circa 25.000 passeggeri di cui il 2% su trasporto pubblico e il 98% su trasporto privato. Per ottenere un miglioramento del traffico, sarebbe indispensabile aumentare le modalità di trasporto pubblico almeno al 15%. L’esigenza di un potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico si manifesta con particolare evidenza nei periodi di massimo afflusso delle stagioni turistiche invernale e, soprattutto, estiva, quando la rete stradale presenta notevoli criticità.

 

Da qui, nel 2017, all’inizio dei ragionamenti  per il suo potenziamento, attraverso in particolare l’uso di messi più capienti e confortevoli, anche con entrata a raso per facilitare l’utenza con mobilità di ridotta, e quindi con il miglioramento di parte dei tracciati stradali, con lo sviluppo di corsie differenziate, nuove stazioni e parcheggi di assestamento. “L’obiettivo – evidenzia Andreatta - è innanzitutto il miglioramento del trasporto extraurbano su gomma, servizio ‘universale’ per eccellenza, che certamente rimane il cuore dell’offerta di trasporto pubblico”.

 

Nelle prossime settimane è prevista una riunione per esaminare il progetto in dettaglio con i sindaci della valle. "Questo modello – conclude Martorano - prevede un significativo miglioramento dei tempi di percorrenza del traffico pubblico e al tempo stesso nessun peggioramento di quelli del traffico privato, anzi un leggero miglioramento anche qui, poiché le soluzioni adottate riducono l’impatto del traffico pubblico sulla viabilità generale".

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