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Provinciali 2023, Marcello Carli: ''In Provincia si è pensato a vincere le elezioni ma non si sta governando'' e spiega: ''Il progetto lanciato da Dellai un interessante spunto''

Marcello Carli, imprenditore, ex candidato sindaco ed oggi consigliere comunale a palazzo Thun è pronto a contribuire con "Rinascimento Trento'' in termini programmatici alle elezioni provinciali che si terranno al 2023. "Non esistono più destra o sinistra, per rimettere in moto la nostra autonomia servono persone di buona volontà" 

Di Giuseppe Fin - 05 settembre 2021 - 13:14

TRENTO. Già candidato sindaco alle ultime amministrative di Trento, oggi siede tra i banchi di palazzo Thun, guarda con interesse alla costruzione di una nuova area politica che possa raccogliere le istanze popolari e civiche e allo stesso tempo promuove l’azione dell’attuale Amministrazione della città capoluogo. Parliamo di Marcello Carli, ideatore di “Rinascimento Trento’’, un progetto politico fucina di idee e di progetti pronto anche a dare il proprio contributo in termini  programmatici per le prossime elezioni provinciali. 

 

La Provincia è ferma da ormai una decina di anni, con la precedente e ultima Giunta vari settori sono in stallo. Non servono partiti di destra o di sinistra, servono invece persone di buona volontà per riaccendere il motore della nostra Autonomia” spiega a Il Dolomiti.  

 

Marcello Carli è stato candidato sindaco ed ora sta lavorando in Consiglio comunale, sembra che l’impegno di questa amministrazione per la città stia portando buoni risultati. 
Per me è un'esperienza assolutamente stimolante e bella. In questo primo anno di lavoro, uscendo da una situazione difficile come quella creata dalla pandemia, ho visto numerosi provvedimenti che hanno raccolto un voto ampio all’interno del consiglio. Si è lavorato nell’ottica di dare alla città un impulso diverso, di apertura. 

Io giudico buone le scelte fatte dall’amministrazione fino ad oggi. Ho votato anche a favore dell'assestamento di bilancio a luglio perché  credo che il disegno della città che si è manifestato con questo assestamento meritasse il sostegno e la condivisione. Un lavoro di impostazione di una prospettiva diversa. In campagna elettorale ho più volte ricordato come Trento fosse una città ferma da 20 anni e il paradigma usato è quello dell’area dell’ex Sloi e Carbochimica. Devo dare atto a questa amministrazione che ora la città si sta rimettendo in moto. 

 

Quando lei si era candidato sindaco aveva presentato anche un progetto politico. Esiste ancora?
Il progetto lo avevamo battezzato “Rinascimento Trento” e credo non ci sia motivo di cambiare nome a questa esperienza perché abbiamo ancora tanta strada da percorrere. C’è il bisogno di un contributo di pensiero, di energie per una ri-progettazione di una città che vuole rimettersi in moto. Per questo posso dire che il progetto politico nato con la mia candidatura e il suo spirito rimangono inalterati. Poi le condizioni politiche sono diverse ma non fanno venir meno il senso del percorso fatto. 

 

Cosa pensa del progetto rilanciato da Lorenzo Dellai per la costituzione di un’area popolare e civica?
Un interessante stimolo, per le elezioni provinciali ho sostenuto l'esigenza di proporre e condividere un ragionamento a servizio della comunità che possa trarre spunto proprio anche dallo spirito di ‘’Rinascimento Trento’’. Non voglio parlare di partiti politici ma dell’esigenza di mettere assieme persone di buona volontà che vogliono spendersi per il bene di un territorio. 

 

E quali sarebbero gli obiettivi di questo progetto?
Così come il Comune era fermo da anni, anche la Provincia ha qualche problema. Occorre riuscire a creare le condizioni affinché ci possa essere una strategia che verta sul ruolo dell'autonomia elemento fondamentale per il nostro territorio. In Provincia da ormai 10 anni, possiamo dire durante questa giunta e quella precedente,  abbiamo visto un abbassamento del livello dell’autonomia fatta diventare mera amministrazione. Manca progettualità, manca visione.  Il numero di leggi che vengono cassate dal Governo lo sta ad indicare. Siamo davanti ad un Provincia che si sta indebolendo con il Paese. 
Occorrere creare progettazione dal punto di vista del territorio e dell’Autonomia. Bisognerebbe avere chiaro in testa un progetto di sanità, ed invece manca anche qui la chiarezza. La stessa cosa in tema di burocrazia, di scuola e istruzione. Per non parlare del turismo che deve essere ad alto valore aggiunto e non puntare solo all’aumento degli arrivi e delle presenze.  

 

Si candiderà alle elezioni provinciali del 2023?
Io mi sono candidato per il Comune e il Consiglio comunale. Non è un pensiero che sto facendo quello delle provinciali. Però vivo in questo territorio, ho avuto l'opportunità di conoscerlo a fondo, l'impegno quindi c'è ma deriva da una responsabilità civica. Il tema, comunque, non è la persona ma la squadra di persone sulla quale poggia la vittoria.

 

Nell’intento di trovare questa area di persone “di buona volontà’’ che possano ridare valore dall’Autonomia è più facile dialogare con il centrosinistra o con il centrodestra? 
Il mondo autonomista rimane un importante punto di riferimento. Detto questo tutti gli altri schemi sono ormai saltati. Ci sono state giravolte, cambi di opinione e tanto altro. Lo schema destra e sinistra non esiste più. Il tema è trovare persone che hanno la stessa visione e che camminano nella medesima direzione. L’appello dovrebbe essere rivolto a chi ha voglia di condividere assieme il rilancio e il rafforzamento dell'istituzione autonomista in un'ottica di lungo periodo. Rinsaldando il rapporto con il Paese, con l’Europa e anche con Bolzano e l’Euregio. 

 

Crede che la nostra Autonomia sia stata svilita?
Manca la progettualità. La rotta per la nostra Autonomia manca da ormai 10 anni. Seneca diceva: “Se un uomo non sa verso quale porto è diretto, nessun vento gli è favorevole". Negli ultimi anni si è pensato a vincere le elezioni ma non si è poi pensato a governare. Ecco abbiamo bisogno che qualcuno torni a farlo. 

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