Contenuto sponsorizzato

Campobase strizza l'occhio alle Stelle alpine: ''Noi e Patt fondamentali per costruire il progetto ma il Pd non si preoccupi. Obiettivi e ruoli però devono essere chiari''

Michael Rech, coordinatore provinciale di Campobase: "La costruzione dell'alleanza nasce in un contesto molto diverso dal 2018 e partiamo da stimoli più ambiziosi e coraggiosi. Valduga? Ha capacità e competenze ma il candidato presidente non è il tema dell’oggi e in questo bisogna stare attenti a non perdere la strada"

Di Luca Andreazza - 04 maggio 2022 - 21:50

TRENTO. "I dialoghi con il Patt sono in corso da tempo e il Partito democratico non deve preoccuparsi: c'è bisogno che ognuno faccia la sua parte per costruire una alleanza forte". A dirlo Michael Rech, sindaco di Folgaria e coordinatore provinciale di Campobase. "In questa direzione ritengo che Campobase e Patt condividano una complementarità fondamentale per la costruzione del progetto. E’ importante chiarire obiettivi e ruoli ma noi intendiamo portare il nostro contributo costruttivo per creare una coalizione con visioni e valori condivisi. Una proposta popolare e riformista, ecologista, autonomista e liberaldemocratica".

 

E' un po' la novità nel panorama politico trentino, una realtà tra i cui soci fondatori figurano l’ex governatore Lorenzo Dellai, il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, quello di Pergine, Roberto Oss Emer, il presidente del consiglio comunale di Trento, Paolo Piccoli, e il già candidato sindaco Marcello Carli. E in vista delle elezioni provinciale 2023 sono iniziati i movimenti per costruire le coalizioni. 

 

"La costruzione dell'alleanza - dice Rech – nasce in un contesto molto diverso dal 2018 e partiamo da stimoli più ambiziosi e coraggiosi: bisogna superare il modello vecchio stampo di coalizione, ma non stiamo pensando a un unico grande soggetto, il cosiddetto partitone. Crediamo sia necessario andare oltre la stretta ideologia e lavorare ad una grande coalizione con un'identità in grado di fare sintesi delle diverse sfumature. Da parte nostra puntiamo a creare un partito radicato sul territorio perché Campobase c'è ora, ci sarà durante la campagna elettorale e ci sarà dopo la chiamata alle urne". 

 

Non sono mancate le frizioni nel campo di centrosinistra. "Siamo un luogo di confronto in fase di evoluzione - aggiunge Rech - per maturare una struttura e una posizione con riferimento il manifesto pubblicato nelle scorse settimane. Ci sono molte sfide davanti a noi e c'è un grande sforzo per prendere anche le misure a un contesto in continua evoluzione in Trentino, in Italia e in Europa. E partiamo da un'evidenza: l'attuale amministrazione provinciale non ha nulla a che vedere con le azioni e il pensiero di Campobase, pure nel metodo, un atteggiamento che tende a tagliare fuori, anche istituzionalmente, se non si è allineati sulle posizioni della Lega". 

 

Naturale quindi guardare verso il Pd e alleati con dialoghi aperti verso gli autonomisti. "Ci sono ragionamenti e i punti in comune si sono rafforzati dopo il congresso del Patt - evidenzia il coordinatore provinciale di Campobase - personalmente sono uscito entusiasta per le parole di Luigi Panizza (presidente onorario del Patt) e del segretario politico Simone Marchiori. Le Stelle alpine hanno affrontato con coraggio anche temi complessi come la solidarietà. Il Partito democratico non deve sentirsi subalterno: c'è bisogno di loro e sono una componente naturalmente importante della coalizione. Certo, il perimetro della coalizione va sviluppato e costruito, si devono chiarire obiettivi e ruoli ma tutti sono fondamentali per indicare una direzione".

 

Tra i nomi in cima alla lista come candidato presidente c'è Francesco Valduga. "E' sicuramente una figura di grande rilevanza in Campobase e con le caratteristiche ideali - dice Rech - ma il candidato presidente non è il tema dell’oggi e in questo bisogna stare attenti a non perdere la strada".

 

Un identikit della guida della coalizione? "Credo poco in un possibile candidato esterno alla politica - continua Rech - può essere una soluzione una tantum. Credo piuttosto molto di più nelle figure che provengono dall’esperienza della politica locale, una persona con un percorso alle spalle maturato sul campo: un sindaco, per esempio, è garanzia di gavetta nella complessa macchina pubblica e di forte consapevolezza territoriale. Un ragionamento che può essere allargato al volontariato oppure al mondo dell’associazionismo, settori che consentono di raggiungere competenze importanti e che differiscono dai canonici percorsi di studio o esperienze professioni tradizionali. E il percorso che ha portato Franco Ianeselli alla guida della città di Trento è indicativo in questo senso. Le competenze per avere ruoli di responsabilità sono trasversali e costruite attorno a impegno, generosità e dedizione".

 

Un centrosinistra chiamato a un rinnovamento dopo 5 anni di opposizione in piazza Dante. "La strada è quella di un equilibrio tra esperienza e forze fresche. Non basta essere giovani o nuovi, servono attitudine, competenze e un percorso strutturato. Ma i grandi big, se portano un contributo non interessato, possono essere di aiuto per anticipare i problemi o trovare soluzioni più rapidamente: non si deve avere paura dei nomi pesanti se consentono di portare a una condivisione di valori", conclude Rech.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 4 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
04 luglio - 19:47
Il presidente della Società meteorologica italiana a il Dolomiti: “Ci sarei potuto essere anche io lassù. Quel ghiacciaio, visto da fuori, non [...]
Cronaca
04 luglio - 20:40
Dal 2012 al 2020 è stato a capo del soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, Paolo Dani era un'espertissima guida alpina. L'addio dei colleghi: [...]
Cronaca
04 luglio - 17:50
Era una delle persone che si temeva potesse essere sotto la valanga causata dal seracco che è crollato ieri sulla Marmolada ma è stato [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato