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''Aperti al dialogo con tutti ma serve discontinuità rispetto all'attuale governo provinciale'', nel Patt eletta la governance e si guarda al 2023

Il segretario politico del Patt, Simone Marchiori: "Sono più importanti le idee, la visione e gli obiettivi chiari per poter proporre il miglior governo provinciale. I prossimi 5 anni il Trentino è atteso da grandissime sfide, anche per ritornare a valorizzare l'autonomia"

Di Luca Andreazza - 01 maggio 2022 - 20:07

TRENTO. "Una squadra rinnovata con tanti nuovi ingressi, la metà delle persone che compongono gli organi decisionali è composta da donne e manteniamo un ottimo livello di esperienza, pur responsabilizzando gli iscritti più giovani". A dirlo Simone Marchiori, segretario politico del Patt a margine del primo parlamentino post Congresso. "Un consiglio tecnico che è servito inoltre per ribadire le direttrici di lavoro per arrivare preparati agli appuntamenti elettorali del prossimo anno".

 

Nella governance del Patt ci sono Simone Marchiori e Roberta Bergamo, Franco Panizza e Lorenzo Conci, poi i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola, Paola Demagri e Lorenzo Ossanna, i coordinatori delle Donne Autonomiste, Patrizia Pace, e dei Giovani autonomisti, Mauro Agosti. E il Segretario organizzativo Davide Gamberoni, giovane guida della sezione di Rovereto, il quale ha avuto un ruolo di primo piano nel percorso che ha portato alle comunali del 2020 (nominato referente politico della coalizione Idea Rovereto).

 

Si aggiungono i nove membri della Giunta previsti da statuto: Franco Bazzoli (sindaco di Sella Giudicarie), Jacopo Leonardi (vice coordinatore dell'ambito Alto Garda e Ledro, consigliere comunale di Ledro), Emanuele Valduga (presidente dei Giovani Patt e consigliere comunale di Isera), Roberto Stanchina (vice sindaco di Trento) e Martina Roncador (vice coordinatrice dell'ambito Rotaliana-Königsberg e tesoriera del partito), Norma Zeni dalla Val di Rabbi, Stefano Tomaselli (consigliere comunale di Pergine, già candidato sindaco nel 2015, avvocato è stato anche presidente della commissione congresso), Giuliana Gilli (amministratrice comunale di Roncegno e assessora della comunità Valsugana e Tesino) e Maria Stella Loss (in rappresentanza dell'ambito Primiero e in particolare del Vanoi).

 

"Le cariche - commenta Marchiori - sono state rinnovate anche per lanciare un segnale e rafforzare l'importanza e l'attenzione alle valli del Trentino. I temi da affrontare a livello di programma sono molti e la linea politica riparte un po' dal decalogo che abbiamo presentato nel corso del Congresso". Le Stelle alpine puntano a recitare un ruolo di guida nel campo civico, popolare e autonomista

 

"Intendiamo delineare un programma propositivo - spiega il segretario politico delle Stelle Alpine - per creare un progetto nuovo e fuori dagli schemi. Non vogliamo essere una stampella di qualche forza politica ma non vogliamo discutere di leadership, anche se è chiaro che dovrà esserci discontinuità. Sono più importanti le idee, la visione e gli obiettivi chiari per poter proporre il miglior governo provinciale. I prossimi 5 anni il Trentino è atteso da grandissime sfide, anche per ritornare a valorizzare l'autonomia".

 

Il Patt ragiona sul 2023 e sul perimetro della coalizione. "Non precludiamo nulla e non chiudiamo le porte a nessuno - dice Marchiori - però serve discontinuità rispetto all'attuale governo provinciale. Un momento importante in questo senso sarà il prossimo autunno con l'assemblea programmatica. Intanto indichiamo una strada per poi convergere nella costruzione del perimetro di una coalizione solida che parta da autonomisti, civici e popolari. Ci possiamo ritrovare, per esempio, in alcune dichiarazioni degli Autonomisti popolari di Walter Kaswalder. Le valli necessitano di servizi e di contenuti perché non basta costruire un nuovo ospedale di Cavalese: serve un progetto, ma appoggiano una maggioranza che sul polo sanitario non hanno presentato ancora nulla, non vediamo una strategia in materia di sanità".

 

Un altro tema delicato quello dell'energia idroelettrica. "Si parla di piccole e medie concessioni importanti - aggiunge il segretario politico del Patt - anche per i bilanci dei Comuni: la Provincia ha, però, mandato a gara queste concessioni, senza che fosse richiesto. E questo rischia di creare moltissimi problemi sul fronte economico delle amministrazioni locali, anche in queste caso non vediamo grandi idee oppure obiettivi".

 

L'intenzione delle Stelle alpine non è quella di imporre il proprio programma, quanto dialogare per trovare le soluzioni migliori e attuabili per il territorio. "C'è tanto da lavorare per affrontare le sfide che attendono il Trentino. Ci sono le risorse del Pnrr da gestire con attenzione e dobbiamo ancora capire se piazza Dante intende prevedere interventi strutturali. Utilizzati questi soldi - evidenzia Marchiori - servono poi quelli trentini per mantenere le opere ma anche in questo caso non sembra esserci una visione. Si può essere d'accordo sugli investimenti tra l'Altopiano di Pinè e la val di Fiemme per le Olimpiadi 2026, però ci si chiede quali siano le idee per questi siti terminata la kermesse a cinque cerchi".

 

Intanto si avvicina il concerto di Vasco Rossi. "Non siamo contrari a questo evento, se viene un artista di livello così importante è sicuramente un'opportunità. Ma a quale prezzo e con quale futuro per l'area di San Vincenzo? C'è qualche strategia per un utilizzo futuro di quella zona oppure parliamo di un'azione spot, un forte coinvolgimento di risorse pubbliche per una celebrazione del potere fine a sé stessa?", conclude Marchiori.

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