Provinciali, ad Arco il sindaco tende la mano al centrosinistra: ''Gli assessori che si candidano non devono dimettersi. Serve l'aiuto di tutti per provare a vincere"
Mentre a Trento il sindaco Ianeselli chiede le dimissioni degli assessori che intendono correre alle provinciali, il primo cittadino di Arco, Alessandro Betta, va in tutt'altra direzione conscio del fatto che le persone più in vista (perché già amministratori) possono dare un maggiore contributo alla coalizione di Valduga: "Sono persone serie e responsabili, non perderanno di vista l'obiettivo comunale a fronte di una campagna elettorale naturalmente importante"

TRENTO. "La mia raccomandazione è quella del rispetto istituzionale e di non perdere di vista l'azione amministrativa". A dirlo a il Dolomiti è Alessandro Betta. Il sindaco di Arco commenta così l'impegno di praticamente mezza Giunta comunale alle elezioni provinciali del prossimo ottobre. "Sono contento che esponenti importanti della maggioranza siano impegnati nel sostenere il centrosinistra, ritengo queste candidature significative".
Gli assessori Guido Trebo e Gabriele Andreasi sono in corsa rispettivamente con Casa Autonomia e Partito Democratico, mentre il vice sindaco Roberto Zampiccoli è in quota Campobase. Al contrario di quanto deciso a Trento (Qui articolo) e ribadito anche in queste ore a il Dolomiti da Franco Ianeselli, chi ricopre ruoli amministrativi e intende correre alle provinciali deve lasciare le deleghe, una situazione che riguarda le assessore Chiara Maule e Mariachiara Franzoia, le quali hanno già sciolto le riserve, mentre si attendono le scelte del vice Roberto Stanchina. "A oggi nulla cambia - spiega il sindaco del capoluogo - il rimpasto avviene dopo il voto di ottobre". Un aut aut che sembra mettere in difficoltà un po' tutti.
Il primo cittadino di Arco non è intenzionato a chiedere passi indietro all'interno del suo esecutivo. "Il sindaco e la Giunta - spiega Betta - devono mantenere un'equidistanza quando sono chiamati a governare perché si amministra a favore di tutta la comunità ma non dobbiamo nascondere che le nostre azioni sono influenzate dai valori e dal sentire che caratterizzano il nostro impegno in politica. Sono persone serie e responsabili e sono tranquillo che non perderanno di vista l'obiettivo comunale a fronte di una campagna elettorale naturalmente importante. Anzi, questo impegno certifica che il nostro Comune è un laboratorio importante sul fronte centrosinistra con Partito Democratico forte e radicato capace poi di portare esperienza anche nelle altre forze politiche".
Via libera quindi a correre alle provinciali, senza ripercussioni sulle deleghe consiliari. "Serve rispetto dei ruoli e rispetto istituzionale - aggiunge Betta - si devono mettere da parte i personalismi e non dobbiamo essere divisivi ma puntare sul dialogo, anche verso altre forze politiche. Serve l'aiuto e il sostegno di tutti perché la corsa è molto difficile e per questo avrei superato certe regole. Il limite dei mandati, per esempio, ha un senso per il ricambio generazionale ma oggi servono i voti e le esperienze di tutti".
Insomma, se il centrodestra schiera tutti i big senza colpo ferire, il centrosinistra va in ordine sparso tra limite dei mandati e deleghe che ballano. E non sono più le epoche delle certezze di vittoria, tutt'altro. "Qualcosa si può imparare dalla Destra", prosegue il sindaco di Arco. "A Luca Zeni e Alessandro Olivi avrei chiesto la disponibilità, alcune logiche devono essere superate. E avrei spinto per creare una Lista del presidente perché è una realtà capace di accogliere figure e persone che vogliono impegnarsi ma che non trovano una collocazione nelle formazioni attuali".
Già candidato al congresso per diventare segretario provinciale, poi sconfitto da Alessandro Dal Ri, il sindaco di Arco rivendica alcune posizioni contenute nella mozione "Trentino Oltre". "Ho massimo rispetto della linea e mi attengo alle decisioni del partito ma la riflessione è ancora valida e cerco di stimolare la discussione perché il Pd non ha guidato la scelta del candidato presidente ma l'ha subita. Un candidato presidente non deve essere necessariamente dem ma il Partito Democratico avrebbe potuto gestire in modo diverso la decisione e svolgere con più incisività il ruolo di maggioranza relativa".
Il centrodestra appare saldamente davanti per confermarsi alla guida della Provincia, la sensazione è che il centrosinistra non abbia utilizzato questi 5 anni di opposizione per costruire qualcosa. "Non è stato ottimizzato il tempo a disposizione e non si è fatto squadra. Ma il Pd ha risorse valide e talenti, le sfumature e visioni diverse sono alla base della democrazia, ma poi bisogna essere corali e uniti senza farsi i dispetti e mettersi i bastoni tra le ruote. La partita è difficile ma la vittoria è possibile perché c'è l'insoddisfazione del trentini verso il governo provinciale. Ma si deve abbandonare quell'atteggiamento intellectual chic in cui si parla di macrosistemi ma poi si è lontani dalle esigenze dei cittadini. I risultati alle elezioni parlano chiaro e qualche correttivo sarebbe necessario, altrimenti una politica di sinistra diventa più che altro sinistrata", conclude Betta.


















