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| 15 dic 2021 | 13:09

Tamponi obbligatori per chi rientra dall’estero. Zeni: “Anche per i vaccinati? Decisione eccessiva, meglio un'ulteriore estensione del Super Green pass”

Il consigliere dem Luca Zeni non è d’accordo sulla decisione presa dal ministro Speranza riguardo all’obbligo di tampone anche per i vaccinati che rientrano dai Paesi dell’Unione Europea: “Così si conferma la convinzione dei no vax che è ‘meglio fare un tampone che vaccinarsi’”

Tamponi obbligatori per chi rientra dall’estero
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Eccessiva la previsione del governo di obbligo di tampone anche per i vaccinati”. Risponde così Luca Zeni, consigliere del Partito Democratico, alla nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, valida fino al 31 gennaio, che prevede test obbligatori anche per i vaccinati che rientrano in Italia da tutti i Paesi dell’Unione Europea. "Una decisione che andrebbe rivista – propone– prevedendo invece un’ulteriore estensione del super green pass, a prescindere dal colore delle regioni".

 

Nel 1330, iniziò la Morte Nera, la peste –Zeni introduce così la sua risposta sul suo profilo Facebook – un piccolo batterio, lo Yersinia pestis, portò alla morte tra i 75 e i 200 milioni di persone, più di un quarto della popolazione dell’Eurasia. Nel 1918 iniziò l’influenza spagnola, che sterminò tra i 50 e i 100 milioni di persone. Certo, oggi ci sono condizioni igieniche e stili alimentari migliori, ma la grande differenza è soprattutto nelle maggiori conoscenze scientifiche, e grazie al vaccino oggi sarebbe possibile convivere con il Covid, riducendone diffusione e mortalità”.

 

Il consigliere definisce quindi corrette le misure adottate dal governo per i non vaccinati: “Sono corrette tutte le restrizioni per i no vax – prosegue – sia per evitare che diffondano il contagio e, ammalandosi, intasino gli ospedali, sia per indurli al vaccino: condivisibile la decisione di prevedere 5 giorni di quarantena e tampone finale per chi entra in Italia”.

 

Non la pensa però allo stesso modo riguardo al trattamento riservato anche per i vaccinati: “Per lo stesso motivo è invece eccessiva la previsione del governo di obbligo di tampone anche per i vaccinati che entrano nel nostro Paese. Si rischia di penalizzare in maniera molto pesante il turismo invernale, fornendo argomenti ai no vax, che vedono in questa decisione una conferma della loro convinzione che ‘meglio fare un tampone che vaccinarsi’, ai fini del controllo della pandemia”.

 

Per questo, conclude Zeni è “una decisione che andrebbe rivista, prevedendo invece un’ulteriore estensione del Super Green pass, a prescindere dal colore delle regioni”.

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