Tampone anche per i vaccinati per cinema, stadi ed eventi? Fugatti: ''Sarebbe un messaggio sbagliato. Siamo contrari''
Il presidente della Pat ha giustamente chiarito che non si possono trattare vaccinati e non vaccinati alla stessa stregua e il direttore generale Ferro ha aggiunto che il tampone non è raccomandabile perché rischia di dare una falsa sicurezza a chi lo fa

TRENTO. Tampone anche per chi è vaccinato per entrare in certi luoghi come cinema e stadi o per frequentare eventi particolarmente affollati? Un controsenso totale, qualcosa di assurdo anche solo a proporlo, qualcosa che però è stata sul tavolo del governo per giorni ed argomento di dibattito ancora oggi. E anche il presidente del Trentino Fugatti ha spiegato chiaramente di non essere d'accordo e di aver spinto, assieme agli altri presidenti di regione, per andare in tutt'altra direzione.
Bene ha fatto Fugatti a chiarire in conferenza stampa che un provvedimento di questo tipo avrebbe avuto degli effetti distorsivi soprattutto a livello di comunicazione. Chiedere ai cittadini di vaccinarsi il più in fretta possibile per poi costringerli a fare il tampone come se quanto fatto non servisse a nulla avrebbe dato adito a quegli sparuti no vax che da un anno a questa parte non hanno ancora capito come funzionano i vaccini. Che proteggono con percentuali altissime dalla malattia e dalla morte e con percentuali alte dal contagio che, quindi, però può avvenire soprattutto se il virus circola con insistenza e se la copertura del vaccino è ''diluita'' dal passare dei mesi dalla dose di protezione.
''Il tampone a chi è già vaccinato? - ha detto Fugatti -. Ne abbiamo parlato anche come presidenti di regione, ma al di là del merito scientifico che non spetta a me, credo che sia difficilmente spiegabile che un vaccinato debba sottoporsi al tampone per fare una determinata azione o entrare in un determinato luogo. Credo che l'effetto positivo che potrebbe esserci sul controllo del contagio avrebbe, invece, a distorcere il messaggio sulle vaccinazioni e questo è da prendere in forte considerazione. Attenzione che un messaggio di questo tipo può avere una sua valenza sotto il profilo scientifico sanitario ma può avere un messaggio distorsivo proprio verso quelli che non si sono vaccinati. C'è un meccanismo di comunicazione che non sarebbe facile da gestire''.
Sul tema è intervenuto anche il direttore generale dell'Apss Ferro che dopo aver chiarito che la strada deve essere quella di far durare il green pass solo il tempo di efficacia del vaccino, quindi fino a 5 mesi, ha aggiunto che anche dal punto di vista scientifico l'estensione del tampone non ha una sua efficacia: ''Dal punto di vista scientifico chiediamo la riduzione del tempo di validità del green pass. Se si vede che dopo 5 mesi c'è una fortissima diminuzione della protezione questo è l'elemento da tenere sotto controllo. Il vaccino protegge contro la malattia e questo significa proteggere il servizio sanitario nazionale. Quando ci sono gli assembramenti, le feste, quando si è al chiuso dobbiamo continuare a usare le misure di contenimento. Puntare sul tampone è molto molto rischioso. Il tampone antigenico è molto poco sensibile nel caso di soggetto asintomatico. Il tampone può essere sistema di contenimento ma che non può dare una sicurezza. Grande grande attenzione a usare il tampone per dire liberi tutti. Messaggio che ha una valenza non solo su quanto tiene il vaccino ma dà anche una falsa sicurezza dal punto di vista scientifico. Piuttosto se proprio dobbiamo inseriamo l'obbligo di utilizzo di mascherina FFp2''.
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