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Via libera al Super Green Pass: altra stretta per i no vax. Le regioni d'accordo, Fugatti: ''Ma non possiamo permettere che il dissenso sfoci in tensioni''

Le Regioni hanno condiviso il progetto del Governo. Lazio e Veneto hanno posto con forza la questione dell'uso delle mascherine all'aperto. Il tampone sarà valido solo per lavorare (tranne che nei lavori dove è richiesto l'obbligo esteso con questo provvedimento), per tutto il resto servirà il certificato verde

Pubblicato il - 24 novembre 2021 - 18:09

ROMA. Via libera al super green pass e quindi stretta ulteriore per il popolo no vax oggi particolarmente colpito dal Covid con dati che non lasciano spazio alle interpretazioni: in Trentino Alto Adige, per esempio, terapie intensive occupate solo da persone non vaccinate e in generale, su scala nazionale, numeri che fotografano una situazione, per l'apparato sanitario di impegno dedicato nella stragrandissima parte a loro (QUI APPROFONDIMENTO).

 

Ecco che allora il governo Draghi ha deciso che dal 6 dicembre le maglie si stringeranno ulteriormente per questa parte di popolazione che non riesce a capire quanto la propria posizione sia insensata e devastante per tutta la collettività.

 

Il tampone rapido, a questo punto, sarà ammesso solo per farli accedere ai luoghi di lavoro, per il resto, per tutto quello che è attività extra-lavorativa, diventa obbligatorio il vaccino: ai no vax saranno vietati ristoranti, cinema, stadi, teatri, musei, palestre. Negli alberghi servirà il green pass normale (vaccino, guarito, tampone).

 

Ora si attende la descrizione del provvedimento da parte del premier ma allo studio c'era anche l'obbligo vaccinale per alcune categorie come gli insegnanti, le forze dell'ordine, oltre al personale sanitario per il quale resta confermato. 

 

Nel pomeriggio Draghi ha illustrato le nuove norme alla cabina di regia con le Regioni che hanno approvato la linea dura. "Il super Green Pass già in zona bianca. I governatori hanno insistito sul ritorno all'uso della mascherina all'aperto - spiega l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato -. È il primo livello di prevenzione e il suo utilizzo può solo portare beneficio soprattutto in questo periodo di grandi spostamenti. Questo è un punto condiviso dalle Regioni, soprattutto Lazio e Veneto. Io e Zaia lo abbiamo posto con forza". 

 

La mascherina, quindi, dovrebbe restare non obbligatoria all’aperto in zona bianca e obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa. Sempre obbligatoria in tutte le zone in caso di assembramenti o affollamenti.

 

Sulla questione si è espresso il presidente della Provincia Fugatti che spiega: “Il fatto che il Governo abbia accolto le richieste delle Regioni è positivo. Ora si faccia il massimo affinché le decisioni prese non alimentino ulteriori tensioni sociali”. Sul tappeto come noto le esigenze manifestate dalle amministrazioni locali che in vista del Natale e a stagione invernale ormai pressoché avviata ritengono fondamentale assicurare lo svolgimento di attività, commerciali e turistiche in primo luogo ma non solo, senza le quali un’economia come la nostra subirebbe un colpo durissimo.

“Abbiamo comunque chiesto - precisa Fugatti - che il cosiddetto super green pass esteso anche alle zone bianche porti con sé anche le dovute attenzioni. Non possiamo permettere che il dissenso che sarà inevitabile da parte di alcuni, sfoci in situazioni di tensione che non porterebbero da nessuna parte. Rispetto delle regole dunque, prudenza e buon senso devono camminare l’uno accanto all’altro”.   

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