''Da un lato spettacolarizza la maratona vaccinale e dall'altro invita le forze dell'ordine a non fare i controlli sui bus, Fugatti dove ci sta portando?''
Lettera aperta della consigliera del Pd Sara Ferrari al presidente della Pat per chiedere conto di quel post con tanto di simbolo della Provincia dove diceva di aver avuto una deroga all'obbligo di certificato per salire sui mezzi, per gli studenti, e delle sue dirette Facebook per invitare da un lato la popolazione a vaccinarsi e dall'altro per chiedere alle forze dell'ordine di non fare i controlli proprio per gli studenti: ''Le due cose sono totalmente in contraddizione''

TRENTO. Da un lato una maratona vaccinale in chiaroscuro con molte dirette Facebook, un buon numero di terze dosi (circa 70.000) fatte e un basso numero di no vax convinti (solo 4.000 su circa 75.000 in Trentino si sono fatti la prima dose nonostante l'effetto super green pass partito il 6 dicembre). Dall'altra quella brutta pagina di ''autonomia'' con il presidente della Pat che sui suoi canali social lancia un post che dice che ha ottenuto la deroga all'obbligo di super green pass per trasporti pubblici per gli studenti, quando non era assolutamente così (e mai nessuno aveva parlato di super green pass), e al tempo stesso chiedeva sempre durante le dirette Facebook della maratona vaccinale alle forze dell'ordine di non fare controlli invece che invitare i ragazzi tra i 12 e i 18 anni a correre alla maratona (QUI APPROFONDIMENTO).
Su entrambe le questioni, che ovviamente si tengono l'un con l'altra, interviene la consigliera provinciale del Partito democratico Sara Ferrari con una lettera aperta rivolta proprio al presidente Fugatti. Una lettera con la quale sottolinea come fosse ''evidente che la norma statale che impone l’uso del green pass per i trasporti anche agli studenti è fatta per limitare il contagio e per spingere alla vaccinazione''. ''Chiedere alle forze dell’ordine di ignorare il rispetto di questa legge - scrive Ferrari - è di per sé inaccettabile da parte di una istituzione che deve tutelare i suoi cittadini. Dichiarare poi su un profilo Facebook personale, corredato dal simbolo istituzionale della Provincia, che si è ottenuta una deroga, quando ancora non ce n’è traccia, è irresponsabile. Ma dove ci sta portando? Noi non vogliamo che il Trentino diventi un luogo in cui non si rispettano le leggi e dove il primo a chiedere alle forze dell’ordine di girarsi dall’altra parte e non rispettarle è proprio il suo presidente''.
E ancora: ''Le chiedo di cessare ogni ambiguità in tema di lotta alla pandemia. L’interesse per la protezione sanitaria dei cittadini trentini non ha colore politico. Siamo tutti preoccupati del fatto che il nostro territorio non abbia ancora raggiunto il numero di prime vaccinazioni, sufficiente a garantire di non ricadere nuovamente in zona gialla o addirittura arancione''. ''Vogliamo sperare che l’aver “spettacolarizzato” la maratona vaccinale (che purtroppo si è rivelata più una festa campestre che un prestazione olimpica), non abbia inciso negativamente sull’esito atteso. (...) Certamente non è possibile che negli stessi giorni in cui si promuove una così grande vaccinazione di massa, si dichiari ai cittadini trentini che si vuole disattendere una legge fatta dallo Stato per incentivare le vaccinazioni, esonerando gli studenti trentini dal possesso del Green pass sui mezzi pubblici. Le due cose sono totalmente in contraddizione''.
E quindi la conclusione: ''Se la deroga dal governo non arriva, ci sarà un perché. Ed è proprio perché sarebbe un passo indietro nella lotta al contagio. E allora in Trentino non possiamo immaginarci un diritto diverso e anticiparlo, se poi il diritto non c’è. Non cerchi scorciatoie, Presidente, per voler accontentare tutti, vax e no vax, perché ne va della serietà delle istituzioni e del benessere di tutti''.
Ecco il testo integrale
Egregio Presidente Fugatti, le chiedo di cessare ogni ambiguità in tema di lotta alla pandemia. L’interesse per la protezione sanitaria dei cittadini trentini non ha colore politico. Siamo tutti preoccupati del fatto che il nostro territorio non abbia ancora raggiunto il numero di prime vaccinazioni, sufficiente a garantire di non ricadere nuovamente in zona gialla o addirittura arancione.
Sarebbe deleterio sia per la salute pubblica, che non vorremmo rivedere nella situazione drammatica dell’anno scorso, con l’impatto negativo anche sulla cura delle altre patologie, sia per la nostra economia, che dall’andamento della stagione turistica invernale è fortemente condizionata. Vogliamo sperare che l’aver “spettacolarizzato” la maratona vaccinale (che purtroppo si è rivelata più una festa campestre che un prestazione olimpica), non abbia inciso negativamente sull’esito atteso. Purtroppo sappiamo che dei tantissimi non vaccinati soltanto 4000 hanno aderito.
Non possiamo certo rallegrarcene. Certamente non è possibile però che negli stessi giorni in cui si promuove una così grande vaccinazione di massa, si dichiari ai cittadini trentini che si vuole disattendere una legge fatta dallo Stato per incentivare le vaccinazioni, esonerando gli studenti trentini dal possesso del Green pass sui mezzi pubblici. Le due cose sono totalmente in contraddizione. È evidente che la norma statale che impone l’uso del green pass per i trasporti anche agli studenti è fatta per limitare il contagio e per spingere alla vaccinazione.
Chiedere alle forze dell’ordine di ignorare il rispetto di questa legge è di per sé inaccettabile da parte di una istituzione che deve tutelare i suoi cittadini. Dichiarare poi su un profilo Facebook personale, corredato dal simbolo istituzionale della Provincia, che si è ottenuta una deroga, quando ancora non ce n’è traccia, è irresponsabile. Ma dove ci sta portando? Noi non vogliamo che il Trentino diventi un luogo in cui non si rispettano le leggi e dove il primo a chiedere alle forze dell’ordine di girarsi dall’altra parte e non rispettarle è proprio il suo presidente. Noi crediamo che sottrarsi al rispetto di questa decisione nazionale ponga la nostra comunità in una condizione di rischio di aumento di contagio che non possiamo permetterci. Se poi questo avviene senza una ordinanza provinciale e in spregio al rispetto delle norme, noi siamo preoccupati del messaggio eversivo che scaturisce proprio da questo comportamento istituzionale.
Caro Presidente, non trasformi la nostra Provincia autonoma in un luogo in cui, quando non si ha la competenza ad assumere decisioni diverse dallo Stato, allora si disattendono le norme che rispetta tutto il resto del Paese, chiedendo alle forze dell’ordine di fare altrettanto. Se la deroga dal governo non arriva, ci sarà un perché. Ed è proprio perché sarebbe un passo indietro nella lotta al contagio. E allora in Trentino non possiamo immaginarci un diritto diverso e anticiparlo, se poi il diritto non c’è.
Non cerchi scorciatoie, Presidente, per voler accontentare tutti, VAX e NO VAX, perché ne va della serietà delle istituzioni e del benessere di tutti.














