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Trento
16 dicembre | 13:47

"La politica fuori dalla scuola pubblica? Incomprensibile". Lettera di una docente a Katia Rossato sul caso ''senzatetto'': ''FdI come ha arginato questo dramma sociale?"

Continua il botta e risposta tra il Liceo Prati e la consigliera di Fratelli d'Italia che aveva denunciato una "situazione disastrosa" nel cantiere della palestra in ristrutturazione. La lettera della professoressa: "Il compito di un consigliere è quello di verificare le testimonianze dirette dei cittadini. Noi docenti non parliamo di ideologie politiche, non condividiamo il nostro sentire, ma affrontiamo costantemente tematiche politiche"

La politica fuori dalla scuola pubblica?
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. La palestra in ristrutturazione del Liceo classico Prati continua a far discutere. Dopo le denunce della consigliera di Fratelli d'Italia Katia Rossato, che aveva riportato una "situazione disastrosa" a causa dei senzatetto che si riparavano nel cantiere (nonostante in questi giorni da Trento a Bolzano la priorità è quella di cercare posti letto vista l'emergenza freddo), era intervenuta la dirigente del liceo con una comunicazione per tranquillizzare alunni e famiglie.

 

La discussione è però proseguita, visto che la consigliera avrebbe risposto nuovamente accusando che "il compito di chi dirige un Istituto scolastico è quello di vigilare affinché certe situazioni non si verifichino all'interno della struttura, non quello di chiedersi come mai dei senzatetto abbiano trovato riparo lì e non altrove" e che "certe considerazioni vengano lasciate alla politica e rimangano fuori dal contesto scolastico pubblico" (Qui l'articolo).

 

Questa volta a rispondere alla consigliera è una docente del liceo, Raffaella Improta. "Non amo alimentare inutili polemiche e di solito scelgo un basso profilo, ma la lettera della consigliera Rossato ha provocato in me inizialmente un grande imbarazzo, poi dello sconcerto e infine un moto di stizza per il tentativo di manipolare suggestivamente fatti di cronaca, che hanno visto come protagonista negli ultimi giorni il Liceo Prati".

 

"Il compito di un consigliere - prosegue -, che ha scelto di fare della politica il suo mestiere, è quello innanzitutto di verificare le testimonianze dirette dei cittadini e non di riportarle in modo ambiguo per fare immaginare al lettore chissà quali scenari. La metafora della passata di pomodoro è oscena. Compito di chi ha scelto di fare della politica il suo mestiere è quello di partire dalla 'realtà effettuale', come ricorda il buon Machiavelli, per fare un lavoro di analisi della situazione e provare ad individuare la soluzione dei problemi".

 

Se quindi Rossato precisa quale dovrebbe essere il compito di una dirigente, la professoressa ricorda che il compito di chi fa politica "è quello di verificare innanzitutto l’attendibilità delle sue fonti e delle sue citazioni. Le argomentazioni devono essere sostenute dalle auctoritates, ma le testimonianze dei cittadini con cui ci siamo confrontati citate dalla consigliera Rossato sono testimonianze anonime e quindi di per sé inattendibili. E questo un politico di mestiere dovrebbe saperlo".

 

Il riferimento va alle segnalazioni dei cittadini riportate da FdI: "Mi chiedo - aggiunge la docente - poi perché non si siano rivolti alle autorità competenti, nel momento in cui sono venuti a sapere che si stava compiendo un reato in alcuni locali nelle pertinenze del Liceo Prati, che, preciso, sono comunque lontani dalle aule in cui si svolgono le attività didattiche quotidiane. Ci tengo a precisare che il reato a cui la Consigliera allude senza mai citarlo direttamente, come fa il buon Manzoni, non è mai stato accertato dalle forze dell’ordine che sono intervenute più volte. Per quale motivo, dunque, i solerti testimoni hanno scelto di rivolgersi al Consigliere di un partito invece di recarsi in Questura?".

 

Terza considerazione. "Il Compito di un dirigente - dice Improta - è quello di tutelare la sicurezza degli studenti e di tutti i lavoratori, non di procurare inutili allarmismi nei ragazzi e nelle loro famiglie, soprattutto nel momento in cui si compiono scrupolosamente tutti i passi necessari per risolvere un problema, che è innanzitutto un dramma sociale. Che cos’altro avrebbe dovuto fare la dirigente, dopo aver avvisato la Provincia e aver richiesto più volte l’intervento delle forze dell’Ordine?".

 

"Certe considerazioni vengano lasciate alla politica e rimangano fuori dal contesto scolastico pubblico", scrive la consigliera Rossato e "questo mi indigna. È inevitabile che a scuola si parli di politica, perché bisogna aiutare i giovani a sviluppare un pensiero critico, ma anche a riflettere sulle tematiche contemporanee, che a loro interessano. Noi docenti non parliamo di ideologie politiche, non condividiamo con gli studenti il nostro sentire, le nostre convinzioni e non esprimiamo le nostre valutazioni sulla classe politica che ci governa, ma affrontiamo costantemente tematiche politiche". 

 

Una riflessione quella della docente ben più ampia che parte dalla domanda, cosa vuol dire che la politica deve essere tenuta furi dalle scuole? "Davvero, non riesco a comprenderlo . conclude la sua lettera -. In ultimo, da cittadina, da lavoratrice e da contribuente ho il diritto di chiedere a Rossato come Lei e il suo partito si siano spesi in questi anni per arginare il problema dei senzatetto, che è innanzitutto un dramma sociale. Possibile che la classe politica di una città, che si fa forte della sua autonomia, sempre ai primi posti per vivibilità, non riesca a risolvere questo problema? La città di Trento è stata individuata come capitale del volontariato per il 2024 e questo per le centinaia di uomini e donne che, come la sottoscritta, si danno da fare per gli altri, non certo per l’agire della sua classe politica".

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