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Maratona vaccinale, Segnana si appella alle sindache e al loro "istinto protettivo componente naturale femminile". Ferrari: "Stereotipi sessisti", Zanella: "Via le deleghe"

L’assessora Stefania Segnana invia una lettera alle sindache per promuovere una maggiore adesione alla maratona vaccinale, appellandosi al loro “istinto protettivo come componente naturale del genere che rappresentiamo”. Demagri: "È inaccettabile, un atto maldestro"

Di Francesca Cristoforetti - 07 dicembre 2021 - 21:01

TRENTO. “Ci permettiamo di rivolgerci in particolare alle donne, chiedendo la testimonianza di alcune fra quante rivestono a vario titolo ruoli di rappresentanza nella nostra comunità, nella consapevolezza che questo istinto protettivo sia una componente naturale del genere che rappresentiamo”. È questo l’appello dell’assessora alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana che si rivolge anche alle sindache per promuovere una maggiore adesione alla maratona vaccinale, soprattutto per la somministrazione di prime dosi.

 

L’assessora decide quindi di utilizzare uno stereotipo di genere, appellandosi alle donne e al loro “istinto protettivo” come “componente naturale del genere femminile”, per poter portare avanti la campagna. Uno dei paradossi è che la lettera inizi con “gentile sindaco”, senza nemmeno declinare al femminile la carica istituzionale, per rivolgersi alle donne a cui sarebbe indirizzata la lettera.

 

Sara Ferrari, capogruppo del Partito Democratico commenta: “È un appello sessista e poco efficace. Lascia senza parole l’utilizzo di stereotipi di genere che dovrebbero essere ormai superati nel 2021 e che invece vengono riproposti da un’assessora alle pari opportunità, che considera naturali delle caratteristiche stereotipate. Esiste un sessismo occulto che si manifesta anche nella terminologia al maschile, rivolgendosi a loro con ‘sindaco’”.

 

Il doppio paradosso è anche che, per coinvolgere un maggior numero di persone alla maratona vaccinale, Segnana “sta facendo un appello al 18 % dei sindaci e delle sindache – prosegue – dando per scontato che i colleghi uomini non abbiano la stessa sensibilità. All’altro 82 % non attribuisce questa caratteristica, è una doppia scorrettezza”.

 

Anche Paola Demagri, capogruppo in consiglio provinciale del Patt, esprime la sua disapprovazione: “È inaccettabile che un’assessora faccia un appello simile, attraverso un’ideologia che non le appartiene e a cui lei non crede. Le è venuto male, è stato un atto maldestro”.

 

Si aggiunge ai commenti anche Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura: "Può un'assessora alle pari opportunità alimentare stereotipi così? Ci si appella alle sindache perché in quanto donne avrebbero 'un istinto protettivo come componente naturale del genere che rappresentano'. A dir poco allucinante. Il determinismo di genere: nasci donna e sei madre, accudente, accogliente, protettiva. Vi prego toglietele le deleghe".

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