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Cia: ''Chi si è vaccinato ha fatto la sua parte, basta bollettino giornaliero: riscattiamoci dalla paura e torniamo a vivere la normalità perché anche il Covid ne fa parte''

Claudio Cia, consigliere provinciale di Fratelli d'Italia: "E' nell’ordine delle cose che il vaccino e il tampone non siano una garanzia, il passaporto per l’immortalità. La cura ora non può dipendere dall'esito di un test. Dopo 700 giorni di bollettino quotidiano, è arrivata l'ora di dire basta"

Di L.A. - 12 gennaio 2022 - 20:40

TRENTO. "Stop al bollettino giornaliero dei contagiati". Questa la richiesta di Claudio Cia, consigliere provinciale in quota Fratelli d'Italia. "Oggi la conta dei positivi appare anacronistica, tanto più se si tratta di persone vaccinate e con una campagna che vede l'86,5% delle persone con più di 12 anni aver completato il ciclo e il 61,% che ha effettuato anche la dose booster".

 

Nelle ultime settimane il contagio è esploso tanto in Italia quanto in Trentino. "Appena manifestiamo mal di gola, raffreddore, bronchiti riniti - aggiunge Cia - spesso ci sentiamo dire, anche dai medici di medicina generale, di fare il tampone per escludere che si tratti di Covid. Ma questo atteggiamento diventa ridicolo se si considera che qualunque cura si intraprenda, questa non dipende dall’esito del tampone, ma è condizionata dai sintomi che una persona manifesta". 

 

Gli ultimi dati diffusi dalla Provincia riporta di 1.033.198 dosi somministrate sul territorio provinciale di cui 397.979 sono seconde dosi e 196.552 sono terze dosi. "Chi si è vaccinato - spiega - ha fatto la sua parte nella lotta al Covid, più di così non può fare. Se poi, per un motivo o per l’altro, viene a contatto con il virus o con le sue varianti, non è sposto a rischi degni di nota perché nel frattempo ha acquisito anticorpi specifici che lo proteggono dalla malattia, a meno che non si tratti di soggetto immunodepresso. In questo caso, ogni tipo di virus o batterio potrebbe essere molto pericoloso, compreso il classico virus che provoca il raffreddore. Ma per questo abbiamo mai chiuso il mondo in casa?".

 

La curva epidemiologica è molto alta, l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti è elevatissima. Il sistema sanitario è sotto pressione con la soglia critica delle terapie intensive che è stata abbondantemente superata e presenta i dati peggiori d'Italia; regge, per il momento, il tasso di ospedalizzazione nell'area non critica (Qui articolo). 

 

"Tutti gli anni l’Istituto superiore di sanità riporta numeri esorbitanti di persone di ogni età che si ammalano a seguito di infezioni stagionali come, per esempio, l’influenza. Chi non è particolarmente smemorato ricorderà che ogni anno anche per l’influenza sono molti i pazienti che finiscono a letto, altri che vanno a riempire i reparti ospedalieri per le complicanze correlate, neppure le rianimazioni sono risparmiate. E spesso si tratta di pazienti che comunque si erano sottoposti ad una preventiva vaccinazione contro l’influenza. Questo per dire che è nell’ordine delle cose che il vaccino e il tampone non siano una garanzia, il passaporto per l’immortalità".

 

Insomma, per il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia è arrivato il momento di archiviare la stagione del report quotidiano. "Dopo 700 giorni di bollettino quotidiano sull’andamento dell'epidemia, è arrivata l'ora di dire basta. Non se ne può più della conta dei positivi. Riscattiamoci dalla paura e torniamo a vivere la normalità perché ormai anche il Covid ne fa parte", conclude Cia.

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