Covid, il virologo Bassetti a Il Dolomiti: ''Dobbiamo imparare a convivere con il virus''. Sui no-vax: ''Ignoranti dal punto di vista scientifico e sul funzionamento del sistema decisionale''
"La vaccinazione in questo momento ci sta dando una protezione molto importante. Noi dobbiamo abituarci alla convivenza con il virus e questo vuol dire che da vaccinati non dobbiamo temere di avere un'ondata" spiega il virologo Matteo Bassetti che se la prende anche contro "gli uomini dei numeri" da lui definiti "catacovid"

TRENTO. “Stiamo uscendo da questa pandemia, siamo in una fase endemica, dobbiamo imparare a convivere con il virus. Questo processo di normalizzazione che si sta avendo grazie solo ai vaccini non può essere bloccato”. Il virologo Matteo Bassetti ne è certo: i numeri che oggi registriamo negli ospedali non sono più da emergenza sanitaria e “il calo dei ricoveri è stato repentino” spiega a ilDolomiti facendo un quadro dell'attuale situazione epidemiologica nel nostro paese.
Dottor Bassetti, è innegabile che la situazione negli ospedali in Italia stia migliorando. Possiamo davvero dire che abbiamo imboccato la strada d'uscita da questa pandemia?
La situazione che ormai va avanti da parecchie settimane è che le ospedalizzazioni stanno calando in maniera molto repentina. Ormai nelle ultime tre settimane abbiamo avuto un calo del 40% dei ricoveri in terapia intensiva e chiuderemo la settimana sotto circa i mille ricoverati in Italia in terapia intensiva e non mi pare un numero problematico.
Non è una situazione da emergenza sanitaria. Ci troviamo in un Paese multi-vaccinato, un paese che ha oggi oltre il 90% popolazione vaccinata che sta affrontando una fase di iper-circolazione del virus. Significa che un cittadino ogni 10 in Italia potenzialmente potrebbe in qualche modo avere il Covid. E' evidente che avendo questi dati mi pare chiaro che la vaccinazione ci sta dando una protezione molto importante. Se noi avessimo avuto questi numeri di contagi un anno fa, senza vaccini, avremmo gli ospedali strapieni e un numero di decessi alto. Credo che stiamo veleggiando molto rapidamente fuori dalla fase dell'emergenza e dovremmo rapidamente entrare, io per quello l'ho già fatto, nella fase di convivenza e nella fase della endemizzazione di questo virus.
Lei ha detto che oggi gli “uomini dei numeri” devono tacere. Cosa significa e perchè?
Gli uomini dei numeri sono stati utili in un certo momento di questa pandemia ma, soprattutto i "catacovid", come li chiamo io i cosiddetti catastrofisti del Covid, si dovrebbero fare un esame di coscienza per le analisi sbagliate fatte. Dobbiamo stare molto attenti a chi terrorizza le persone. Io spero che queste persone oggi tacciano e spero che non intervengano in questa fase per interrompere un processo di normalizzazione avviato grazie ai vaccini e non grazie a loro.
Visto che ci stiamo avviando verso l'uscita dalla pandemia. Lei crede che serva ancora il green pass?
Il green pass l'ho sempre sostenuto come uno strumento per spingere le persone a vaccinarsi. Se l'obiettivo del green pass era quello di far vaccinare gli italiani mi pare abbia ampiamente raggiunto il suo obiettivo. Oggi abbiamo oltre il 90% della popolazione over 12 vaccinata. Adesso che obiettivo c'è di mantenere il green pass oltre la fine dello stato d'emergenza? Quello di far vaccinare altre persone? Siamo sicuri che ci riusciremo?
Io credo che a questo punto chi non si è vaccinato, difficilmente lo farà anche mantenendo il green pass. Il gioco non vale la candela. Chiedere a tutti di esibire il green pass finisce per essere penalizzante per tutti quelli vaccinati. Io credo che si potrà interrompere il green pass, magari poi si potrà attivarlo più avanti.
Lei crede che dopo Omicron possa esserci una nuova variante o il rischio di una nuova ondata?
Noi dobbiamo abituarci alla convivenza con il virus. Vuol dire che da vaccinati non dobbiamo temere di avere un'ondata. Abbiamo avuto la quarta ondata perché gran parte della popolazione non aveva fatto la terza dose e una parte consistente non era vaccinata. Tra dicembre e gennaio una parte di queste persone è entrata nei nostri ospedali in particolare i non vaccinati. Verso fine anno potremo vedere altri casi, ma parlerei più di 'un'ondina' eventualmente. Difficilmente vedremo dati alti.
Servirà la quarta dose?
Vedremo, lo dirà la scienza. Magari non per tutti, magari per i più fragili, gli over 80. Ma non credo a breve.
Nell'ultimo anno oltre a combattere il Covid avete avuto anche un'altra 'battaglia', quella con i no vax. Lei è stato duramente attaccato più volte. Crede che questa frattura sociale che si è creata nel nostro Paese possa ricomporsi?
I no vax, prima di tutto, hanno sbagliato a non vaccinarsi e hanno sbagliato anche gli interlocutori con cui prendersela. Quando se la prendono con Bassetti dimostrano di essere oltre che ignoranti dal punto di vista scientifico, anche ignoranti dal punto di vista del funzionamento della macchina. Io non ho mai deciso nulla in ordine di green pass o di obbligo vaccinale. Ho sempre solo fatto il medico e un medico che sa fare il suo lavoro non può non consigliare la vaccinazione. I messaggi sono due: i no vax è inutile che se la prendano con me e i medici che consigliano di non vaccinarsi forse dovrebbero cambiare mestiere.


















