Contenuto sponsorizzato

“Morte post vaccinazione paragonabile al suicidio, l’assicurazione non paga”, l'imbarazzante intervento in Aula del consigliere Unterholzner

Ieri in Consiglio provinciale a Bolzano, riguardo agli sviluppi della pandemia da Covid 19, è intervenuto fra i diversi consiglieri anche Josef Unterholzner, già noto per le sue posizioni no vax, con delle dichiarazioni che hanno fatto discutere. La replica di Kompatscher: “Preferisco non prendere posizione”

Di Francesca Cristoforetti - 19 January 2022 - 19:15

BOLZANO. Ha fatto discutere l’intervento del consigliere altoatesino Josef Unterholzner del gruppo Enzian, che ieri (18 gennaio) si è rivolto in particolare all’assessore della Südtiroler Volkspartei (Svp) Thomas Widmann in Consiglio provinciale a Bolzano, quando è stato fatto nuovamente il punto della situazione sugli sviluppi della pandemia da Covid 19.

 

Secondo Unterholzner, già noto per le sue posizioni no vax, “in caso di morte post vaccinazione – ha dichiarato – l’assicurazione non paga”, ritenendo che il vaccino sia volontario e che venga paragonato quindi al suicidio. Il consigliere ha proseguito rivolgendosi all’assessore: “Ma cosa è volontario – ha chiesto – e cosa è un obbligo indiretto? Nel foglietto illustrativo c’è scritto che il vaccino va prescritto come un antibiotico, ma i medici sono contrari alla prescrizione: cosa dice in merito l’assessore?”.

 

Questo suo intervento, riportato dal Consiglio provinciale, è iniziato chiedendo da quando si è considerati vaccinati o non vaccinati, per poi proseguire con un riferimento a una circolare emanata a metà novembre, in base alla quale, secondo il consigliere, “la situazione nella sanità era drammatica – ha dichiarato – con 141 persone in ospedale e 8 in terapia intensiva, mentre a metà gennaio con 164 pazienti ospedalizzati e 18 in terapia intensiva la situazione era definita tranquilla dal dottor Franzoni. Due giorni dopo l’assessore Widmann parlava di situazione tesa: qual era la verità?”.

 

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, al momento della replica riguardo al decesso da vaccino considerato come suicidio ha risposto chiaramente “preferisco non prendere posizione”. Agli interventi e alle domande dei consiglieri altoatesini hanno infatti risposto sia il presidente che l’assessore Widmann.

 

Kompatscher ha aggiornato il Consiglio sugli sviluppi della pandemia, sostenendo che l’Italia, come altri Stati europei, ha cercato di adattare le regole alla nuova situazione, considerando che “l'arrivo dei vaccini ha comportato nuove regole perché permettono di comportarsi diversamente”. Il fatto che una gran parte della popolazione sia vaccinata, ha sostenuto, permette di cambiare le regole, “ci sono nuove varianti del virus ma anche i mezzi per combatterle sono cambiate”.

 

Quindi, a fronte di un’incidenza più elevata, in quanto non sono stati chiusi impianti di risalita e locali, né si è rimasti a casa a Natale, sommati a un elevato tasso di contagiosità di Omicron, “il tasso di ospedalizzazione è poco elevato”, ha dichiarato. Si considerano quindi tempi minori per uscire dalla quarantena e come trattare le persone asintomatiche: di questo si è discusso, parallelamente alla valutazione del rischio, per cui all’opportunità di superare la classificazione a colori, “questo grazie al tasso di vaccinazione e alla sempre minore presenza di persone non vaccinate”. Ci sarà sempre bisogno di criteri, come la mascherina in alcune situazioni o la chiusura di alcune attività, finché ci sarà la pandemia, ma la discussione attuale è in merito alla relativa adeguatezza, ha sostenuto Kompatscher.

 

“Molto spesso – ha proseguito – il governo ha deciso velocemente e domani è prevista una Conferenza delle Regioni, con successiva Conferenza Stato-regioni, e il Covid è sempre un punto fisso all’ordine del giorno, anche se non ci si aspetta grandi novità”. Il presidente inoltre ha chiarito che in quanto alla quarantena si semplificherà la situazione di chi ha il booster, così come la situazione relativa alle scuole dell’infanzia: i responsabili statali “non possono dire sì a tutte le proposte”, ma ci sono molti studi, “e domani ne parleremo”.

 

In quanto alle rette delle scuole dell’infanzia, ha proseguito, ci sono state situazioni di restituzione nel caso di servizio non fornito: questo non avviene se si tratta di due giorni, ma solo per periodi prolungati. Si trasmetterà la questione ai Comuni, che hanno la competenza in merito.  Kompatscher ha dato quindi ragione al consigliere Sven Knoll della Süd-Tiroler Freiheit, sostenendo che “la trasparenza è il modo migliore per combattere le paure delle persone”. Nella maggior parte dei casi, le segnalazioni di effetti gravi si erano rivelate delle fake news: sul caso citato ieri non era in grado di rispondere. Nella Conferenza delle Regioni si sarebbe discusso anche sulla durata differente del Green pass.

 

L'obiettivo rispetto ad altri Paesi sarebbe unificare le regole, ha sostenuto, perché “è difficile giustificare trattamenti diversi, come un alleggerimento dei controlli”. Relativamente alla prospettiva citata dal consigliere del Gruppo verde Riccardo Dello Sbarba, si ritiene necessario essere molto cauti, “senza creare aspettative – ha risposto Kompatscher – ed evitando una cacofonia di voci diverse anche dagli organi ufficiali”. Il presidente ha però confermato che ci sono esperti che stanno segnalando l’uscita da una certa fase. Secondo gli studiosi però, ha proseguito, la durata dei una pandemia è tra i 3 e i 5 anni. Di fatto, ha detto, il vaccino aiuta, e questo è dimostrato, perché “a fronte di una maggiore contagiosità ci sono meno persone in ospedale”. Il presidente ha aggiunto che il rinvio dell’obbligo di Green pass rafforzato relativo ai trasporti fino a fine anno è impossibile, perché lo Stato lo esclude e anche i dodicenni possono vaccinarsi, dalla scorsa estate.

 

È intervenuto anche l’assessore Thomas Widmann, confermando che dalla seduta di dicembre la dinamica della pandemia è completamente mutata, Omicron è molto contagiosa ma ha decorso minore, tuttavia ieri ha riportato il nuovo record di contagi.

 

Le situazioni negli ospedali, ha rimarcato, sono sempre molto tese, “negli ultimi mesi i pazienti sono stati sempre più di 27, anche per via delle operazioni”. Si tratta di “un doppio carico per gli ospedali, che hanno anche personale ridotto, nonostante si sia assunto nuovo personale, la maggior parte di lingua italiana perché anche gli ospedali austriaci e tedeschi sono sovraccarichi”. Ora “ci sono oltre 25.000 positivi – ha dichiarato – il 3 gennaio erano 5.000: il turnover però è diventato molto più breve”. Nella prima e seconda ondata c’erano soprattutto anziani in terapia intensiva, ha proseguito Widmann, e restavano 6-8 settimane in ospedale, mentre “ora c’è una forte pressione sul pronto soccorso – così l’assessore – ma la maggior parte delle persone possono tornare a casa, mentre nella terza ondata finivano in terapia intensiva”.

 

Omicron colpisce anche i vaccinati, ha riportato, ma quasi mai con gravi sintomi, e per lo più con dimissioni veloci, “tutti coloro che non sono vaccinati – ha rimarcato – lasciano l’ospedale quasi sempre dopo il 17esimo giorno”. Dal canto suo quindi, oggi si effettuano meno test, perché la dinamica è mutata: la maggior parte dei tamponi riguardano persone che pensano di essere contagiate. In quanto ai ricoveri, molti sono in reparti normali, e pochi arrivano in terapia intensiva. Lo Stato sta cercando di modificare le disposizioni relative alla quarantena, l’Azienda sanitaria locale è riuscita a imporsi sulla facilitazione delle dimissioni, grazie a richiamo e ciclo vaccinale completato da meno di 4 mesi, il che permette di liberarsi con il test presso il medico di base o la farmacia, ha sostenuto. L’azienda paga il test al 7o o 14o giorno, ha proseguito Widmann, gli altri test sono a pagamento. In questo caso, ha dichiarato, Roma con Draghi è stata più veloce di altri Stati europei, tenendo conto dell'obiettivo di vivere con normalità per coloro che si sono vaccinati. Anche l’Alto Adige in quest’ambito è stato un modello. Tuttavia, non si sa se la situazione resterà così, ha concluso, perché “i contagi sono aumentati, e se aumentassero i ricoveri in terapia intensiva la situazione potrebbe cambiare: quindi facciamo i vaccini, facciamo il terzo vaccino”.

 

L’assessore ha inoltre chiarito che si viene considerati vaccinati dal momento in cui ci si vaccina, quello che cambia è poi il rilascio del Green pass, che per gli over 50 avviene dopo 15 giorni, e la relativa durata, perché l’immunizzazione si indebolisce col tempo. Il ciclo vaccinale, ha sostenuto, è terminato se si è vaccinati 2 volte, ma il personale medico deve avere anche il booster. La task force è consapevole del problema relativo alle scuole dell’infanzia, e ha l’obiettivo di fare chiarezza, perché “attualmente c’è effettivamente una certa confusione”. Si è consapevoli anche del problema del numero verde, ha proseguito Widmann, dove lavora anche personale non medico, “tuttavia sul portale dell’Azienda sanitaria ci sono già una serie di domande e risposte disponibili”.

 

Relativamente alle scuole, ha continuato l’assessore, si sta cercando di sollecitare lo Stato a protocolli semplici, evitando la quarantena a studenti vaccinati o guariti: “Domani o dopodomani – così Widmann – si conoscerà effettivamente la situazione”. A prescindere dai singoli casi, “i decorsi gravi post vaccino in Alto Adige sono davvero molto molto pochi”.  Opportune sarebbero “regole uguali – ha ribadito – a livello internazionale in merito alla validità del Green pass”. In quanto al valore Rt, si tratta di dati ufficiali dello Stato, “questa settimana – ha riportato l’assessore – si era a 1,07: forse ci sono diversi metodi di calcolo”. Per quanto riguarda la responsabilità, si comprende la problematica, ma “l’anamnesi richiede una firma, e ognuno risponde per ”, ha concluso.

 

Diversi sono stati gli interventi di consiglieri e consigliere. Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha riferito che in alcune scuole dell’infanzia, per esempio a Bressanone, un gruppo è stato messo per tre volte in quarantena, con tutto ciò che ne risulta in difficoltà per i genitori. Ha chiesto se, in caso di mancato sviluppo dei sintomi, non si potrebbe far terminare la quarantena ai bambini dopo 3-4 giorni. Ha chiesto inoltre di intervenire sulle rette, che vanno pagate interamente nonostante la quarantena. Ha infine domandato informazioni chiare sul momento a partire dal quale è possibile farsi autonomamente testare per uscire dalla quarantena, e cosa intende fare la Giunta in modo che sia possibile raggiungere il numero verde, cosa che sembra impossibile.
 

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che il numero verde spesso non ha persone competenti e dà informazioni poco dettagliate, e chiesto informazioni sui vincoli relativi all’obbligo di vaccinazione over 50. Ha riferito poi che si trova in ospedale una giovane con problemi di cuore avuti dopo un vaccino, e chiesto di informare meglio sulle conseguenze da vaccino, senza nasconderle sotto il tappeto, altrimenti si favoriscono le contrarietà.

 

Franz Ploner (Team K) ha chiesto informazioni sulla gestione di bambini e giovani provenienti da Paesi dove situazione dove non c’è il terzo richiamo, ritenendo che questo potrebbe impedire alle relative famiglie di venire in Alto Adige. Ha poi evidenziato la necessità di dare alle persone in quarantena almeno la possibilità di recarsi in farmacia e criticato che venissero loro rimandati appuntamenti. Ha poi fatto riferimento al dato Rt di 1,17, sottolineando che non esiste, e che in Germania esso è di 3, a parità di dati. Ha invitato poi a interrogarsi sulla necessità di testare ulteriormente gli asintomatici
 

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), sostenendo di ricevere così tante domande dai cittadini da poter rispondere al numero verde e chiesto perché il periodo della quarantena non viene calcolato dal primo test positivo. Ha poi riferito che alle persone che partecipano alle campagne vaccinali non vengano chiesti i documenti d'identità, e questo potrebbe portare a scambi di persona. Ha chiesto quindi quando decade, statisticamente, lo stato di vaccinato: a fronte della validità di 9 mesi del Green pass, ora 6, per la quarantena lo Stato calcola 121 giorni. Ha concluso invitando a valutare dati relativi alle diverse fasce d’età.

 

Franz Locher (Svp) ha fatto riferimento al problema dei giovani che presentano problemi di aritmia cardiaca, dicendosi da sempre contrario ai vaccini ai bambini e ragazzi. Nelle scuole, è necessario proseguire con i test, per evitare focolai; inoltre, vanno installati tanti centri per i test accessibili dai cittadini.

 

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha fatto una domanda in prospettiva, domandando se a livello provinciale e/o a livello nazionale si potrà cominciare a guardare al futuro, visto che la variante Omicron sta diventando endemica e se ci sono valutazioni in merito a una progressiva normalizzazione. Una grande casa farmaceutica ha già annunciato un vaccino congiunto influenza/Covid, che in futuro, se la situazione si assesta con variante molto infettiva e poco pericolosa, potrebbe essere solo consigliato, e non obbligatorio per tutti. Ha quindi chiesto a che punto la valutazione sulle prospettive future.

 

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha fatto riferimento alle scuole dell’infanzia e al fatto che tutti i bambini debbano andare in quarantena anche con un solo caso positivo del personale che porta Ffp2. Ci vuole poi lungo tempo per fare un test, per avere risposta dall’Azienda sanitaria, perciò lei ha chiesto maggiore flessibilità.

 

Helmut Tauber (Svp) ha chiarito che la pandemia, che dura da più di due anni, causa a tutti una situazione difficile, limitando tutte le libertà, compresa quella di movimento. Ciò causa grandi problemi soprattutto nel turismo, anche per i cambiamenti delle regole. Questo punto andrebbe affrontato nella Conferenza Stato-regioni, sottolineando la crisi in cui versano molte famiglie imprenditoriali, che avranno bisogno di aiuti e contributi. Un problema è anche il personale in malattia, così come il rincaro della corrente: bisogna intervenire a Roma per sostenere le imprese e le persone.

 

Peter Faistnauer (Perspektiven Für Südtirol) ha chiesto informazioni sul Green pass rafforzato nei mezzi pubblici, chiedendo se fosse possibile un ulteriore rimando alla fine della scuola, considerando anche che in Germania basta a questo scopo il Green pass semplice, con mascherina Ffp2: servono regole uguali in tutta Europa. Inoltre si è chiesto, cosa si stia facendo a Roma per il rinvio del Green Pass rafforzato.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 18 maggio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 maggio - 19:13
A Trento per Vasco sono arrivati in tanti: genitori con figli adolescenti, coppie di fidanzati e gruppi di amici. L'attesa sotto il sole non [...]
Cronaca
19 maggio - 18:21
I cuccioli sono stati salvati da una donna che stava correndo nei boschi quando ha sentito i guaiti. Ora sono stati presi in custodia dai volontari [...]
Cronaca
19 maggio - 18:43
Visto il grande afflusso di auto sulla zona di Trento Sud il traffico dell'autostrada viene deviato su Trento Nord. Ecco il piano della viabilità [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato