Contenuto sponsorizzato
Bolzano
15 maggio | 18:39

Suicidio assistito: “Manca una legge e la Regione ignora il suo ruolo politico (e demanda a Trento e Bolzano). Non si riesce a fare chiarezza, incomprensibile”

L'intervento di Franz Ploner, del Team K, dopo la (scarna) risposta arrivata dal presidente della Regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher, a un'interrogazione presentata per chiedere se, tra le due Province autonome, si stia lavorando a una serie di iniziative legate al tema del suicidio medicalmente assistito

BOLZANO. “Se la volontà è quella di svuotare la Regione di ogni significato politico, si abbia almeno il coraggio di dirlo esplicitamente. Altrimenti si cominci finalmente a esercitare quel ruolo di indirizzo e coordinamento che la dichiarazione di inizio legislatura solennemente prometteva”. A parlare è Franz Ploner, consigliere regionale del Team K, dopo la (scarna) risposta arrivata dal presidente della Regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher, a un'interrogazione presentata dallo stesso Team K sul tema del suicidio medicalmente assistito. Alle richieste del gruppo regionale infatti (nell'interrogazione, risalente all'aprile scorso, si parlava di promozione della raccolta e sistematizzazione dei dati relativi alle richieste di suicidio assistito arrivate dalle due Province ma anche di maggior coordinamento tra i due enti e della possibilità, per la Regione, di farsi promotrice di un tavolo di lavoro interprovinciale sul tema) la risposta è stata, per usare un eufemismo, telegrafica: “E' in atto – sono le parole di Kompatscher – una proficua collaborazione a livello sanitario tra le due Province autonome discendente dal ruolo, svolto dalla Regione, di facilitatore del dialogo tra i due enti. Per quanto concerne i contenuti, si evidenzia che la materia sanitaria è rimessa alla competenza delle due Province”.

 

Il problema è che l'interrogazione era rivolta alla Regione proprio per chiedere un maggior ruolo di coordinamento tra Trento e Bolzano su un tema rispetto al quale, a livello nazionale, una legge ancora manca. Il tutto sulla base, tra l'altro, di quanto riportato nella Dichiarazione di governo per la legislatura 2023-2028 della stessa Regione autonoma. Nel documento infatti, si legge nell'interrogazione presentata ad aprile in Consiglio: “Si sottolinea la volontà di rafforzare la collaborazione tra le Province autonome di Trento e Bolzano, anche attraverso la riforma degli strumenti regionali esistenti, in particolare in ambito sanitario”. “La medesima dichiarazione – si legge ancora nel documento – evidenzia come l'autonomia debba essere intesa non solo come strumento di tutela ma anche come leva di sviluppo culturale e sociale, ribadendo l'eccellenza dei servizi erogati nei nostri territori e la loro centralità per il benessere della popolazione. Il Documento di economia e finanza regionale 2024-2026 conferma l'importanza di consolidare le sinergie interprovinciali attraverso intese e coordinamenti specifici, come già avvenuto in materia di ciclo dei rifiuti e assistenza sanitaria”. Un contesto di collaborazione che, almeno a parole, dovrebbe quindi essere efficace anche nella gestione di un tema, come quello del suicidio assistito, in merito al quale altre Regioni si sono già attivate.

 

“Con la sentenza n.242/2019 – continua infatti il Team K – la Corte costituzionale ha stabilito che, a determinate condizioni, il suicidio medicalmente assistito non è punibile in Italia, delineando i requisiti e le modalità attuative attraverso strutture sanitarie pubbliche e il coinvolgimento dei comitati etici territoriali. La sentenza è stata confermata e precisata dalla Corte costituzionale nel 2024, estendendo la definizione di 'trattamenti di sostegno vitale' e ampliando le fattispecie rientranti nella non punibilità. Ad oggi il Parlamento italiano non ha ancora approvato una legge nazionale di attuazione, lasciando alle Regioni e Province autonome l'onere di garantire un accesso uniforme a tale diritto, nel rispetto delle sentenze della Corte. La Regione Toscana ha già approvato una legge in materia e altre Regioni (come Emilia-Romagna e Puglia) sono intervenute amministrativamente per dare attuazione al dettato costituzionale. L'Associazione Luca Coscioni, attraverso una campagna di accesso agli atti avviata nel 2025, ha evidenziato la frammentazione e l'opacità nella gestione delle richieste di suicidio assistito da parte delle strutture sanitarie italiane, denunciando come la Provincia autonoma di Bolzano non abbia risposto alla richiesta e la Provincia autonoma di Trento abbia respinto l'istanza”.

 

È da questo contesto che i consiglieri regionali del Team K si sono mossi chiedendo alla Giunta regionale se “non ritenga opportuno promuovere a livello regionale la raccolta e sistematizzazione dei dati relativi alle richieste di suicidio assistito giunte alle aziende sanitarie delle Province autonome di Trento e Bolzano dal 2020 a oggi” e se la Giunta stessa “sia a conoscenza di eventuali forme di coordinamento tra l'Apss di Trento e l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige in merito alla gestione delle richieste di suicidio assistito e alla valutazione delle stesse da parte dei comitati etici territoriali”. Terza questione sottoposta alle autorità regionali la possibilità di farsi promotori “di un tavolo di lavoro interprovinciale per definire procedure comuni, trasparenti e tempestive sul territorio regionale” per garantire “un accesso uniforme e non arbitrario al diritto alla morte volontaria medicalmente assistita”.

 

La risposta arrivata è però “vuota e priva di coraggio politico”, dicono i consiglieri regionali: “Si limita a una generica affermazione secondo cui esisterebbe una 'proficua collaborazione' tra le Province autonome di Trento e Bolzano in materia sanitaria, e a ricordare che la competenza è provinciale. Nessun dettaglio, nessuna informazione concreta, nessun cenno all'interrogativo specifico sollevato: il deficit di trasparenza denunciato dall'Associazione Luca Coscioni sulle richieste di suicidio assistito anche nel nostro territorio. Sul merito della questione, se vi siano quindi state richieste, come sono state trattate, se esista un coordinamento tra Apss e Azienda sanitaria dell'Alto Adige, la Giunta regionale non dice nulla”.

 

“Ancora una volta – sono le parole di Ploner – la presidenza regionale si rifugia dietro la consueta giustificazione dell’'incompetenza', ignorando il ruolo politico che la Regione dovrebbe svolgere nel promuovere una sintesi condivisa tra le due Province su temi etici e sociali di rilevanza nazionale. In un contesto in cui il legislatore statale non è ancora intervenuto per colmare il vuoto normativo, è quanto mai urgente un’iniziativa interistituzionale che permetta alle autonomie speciali di contribuire alla costruzione di buone pratiche e soluzioni legislative. È incomprensibile che su un tema così delicato (che tocca i diritti fondamentali delle persone, la dignità nelle fasi terminali della vita e la responsabilità della sanità pubblica) non si riesca a fare chiarezza sullo stato delle cose, e ancor meno si voglia avviare un confronto politico regionale capace di generare proposte da indirizzare al Parlamento e agli organi costituzionali dello Stato”.

 

“La Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, per sua natura – conclude il consigliere del Team K – dovrebbe essere laboratorio di sintesi e coordinamento, non notaio silenzioso delle competenze altrui. Invece, anche di fronte a un’esigenza di trasparenza e di giustizia come quella evidenziata dalla campagna dell’Associazione Luca Coscioni, la risposta della presidenza regionale è deludente, burocratica e priva di coraggio politico”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 maggio | 10:13
Zoe, femmina di meticcio di pastore tedesco, era scappata da casa sua e sparita per giorni. Poi le segnalazioni dei residenti e il [...]
Cronaca
| 17 maggio | 20:54
La libreria apre i battenti il 19 maggio in Piazza Santa Maria Maggiore e sarà la seconda “BookBubble” d'Italia dopo Milano
Società
| 18 maggio | 06:00
I medici di medicina generale stremati. "A fronte di 63 incarichi vacanti, si sono presentati soltanto 12 candidati e, di questi, sono stati [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato