Contenuto sponsorizzato

Verdi del Trentino eleggono due portavoce e guardano alle Provinciali. Fernandez: “Solo l’emergenza climatica mi preoccupa più del Fugatti bis”

Il Consiglio federale provinciale e l’esecutivo con il 50% di donne e il 50% di uomini. La consigliera provinciale Lucia Coppola e il consigliere comunale Andreas Fernandez sono stati eletti co-portavoce provinciali. "Prima dei tatticismi dei manifesti, delle firme, delle dichiarazioni dei saggi e dei giovani, dovremmo interessarci di più a capire come creare la giusta coesione tra le forze politiche in grado di ri-definire un ampio perimetro della coalizione di centro sinistra autonomista ed ecologista"

Di Giuseppe Fin - 21 novembre 2021 - 14:21

TRENTO. Responsabilità, competenze in ambito politico, sociale, culturale e soprattutto ambientale. Sono questi alcuni dei concetti chiave che hanno guidato l’Assemblea congressuale provinciale di Europa Verde-Verdi del Trentino che si è tenuta nelle scorse ore. Un momento importante non solo per la situazione storica che stiamo vivendo ma anche per puntare uno sguardo verso il futuro, non solo in vista delle elezioni provinciali del 2023 ma anche oltre.

 

Un momento importante anche perché in Trentino, per primi a livello nazionale, si è arrivati a ufficializzare la nascita di "Europa Verde" un progetto politico aperto e democratico, il cui obiettivo è collocato all'interno della famiglia del Partito Verde Europeo. Il  progetto era già stato lanciato il 10 luglio 2021 dall'unione fra la Federazione dei Verdi ed esponenti della società civile e dell'associazionismo ambientalista.

 

Nel corso dell'assemblea il passo importante che ha visto anche il rinnovo del Consiglio federale provinciale e l’esecutivo con il 50% di donne e il 50% di uomini. La consigliera provinciale Lucia Coppola e il consigliere comunale Andreas Fernandez sono stati eletti co-portavoce provinciali. Fernandez, inoltre, votato all'unanimità, è stato eletto anche componente di nomina locale del Consiglio Federale Nazionale.

“L’idea di lavorare insieme – hanno spiegato Coppola e Fernandez - è per noi motivo di soddisfazione. Abbiamo in comune ideali e valori. Veniamo da mondi e da professioni che hanno fatto e fanno della condivisione un grande punto di forza. Crediamo che lavorare in team, pur con la propria autonomia di pensiero e di azione, sia una necessità e un piacere. Del resto la buona politica non può che essere il luogo dove la condivisione e il confronto sono condizioni indispensabili per scelte oculate”.

 

L'obiettivo è quello di portare avanti un dialogo intergenerazionale e di genere per mettere a frutto tutte le competenze esistenti che vanno dal tema delle fonti energetiche, della mobilità sostenibile, di un turismo a misura di persona e di ambiente, quello dello smaltimento dei rifiuti legato al riciclo, al riuso, al riutilizzo e al consumo consapevole. C'è poi l'impegno per l'agricoltura biologica e la sfida contro lo spreco alimentare. Immancabili e importanti la salute pubblica e la scuola, pesantemente segnate dalla pandemia.

 

Non poteva poi mancare uno sguardo alle elezioni provinciale che si terranno nel 2023 e che vedono in questo momento i partiti iniziare a prepararsi.

 

Andreas Fernandez, lei oggi è portavoce assieme a Lucia Coppola di Europa Verde in Trentino. In vista delle provinciali del 2023 come si sta muovendo il partito?

Abbiamo un importante obiettivo: rilanciare l’ecologia politica e costruire alle prossime elezioni provinciali un’alleanza per l’ambiente, il clima e per le future generazioni, condivisa da forze democratiche, autonomiste, progressiste e civiche. Tra gli aforismi di tutti i tempi, resta insuperabile e immortale “Conosci te stesso”. Prima di tutto dovremmo rivolgerlo a quel che resta del centro-sinistra autonomista a livello provinciale, per ripercorrere gli errori che hanno portato alla brutta sconfitta del 2018. Rispetto a tre anni fa abbiamo il piccolo vantaggio, che allo stesso tempo è una sventura, di conoscere un po’ di più chi c’è dall’altra parte.

 

Tre anni fa ad andare al governo è stata la Lega.

L’attuale governo provinciale a trazione leghista è quanto di peggio potesse capitare all’Autonomia di questa terra meravigliosa. Ma chi conosce la legge di Murphy sa che proprio quando pensi che le cose non possano andare peggio, lo faranno. Nel 2023 non ci sarà la grande spinta della Bestia di Salvini e con la crescita di Fratelli d’Italia mi auguro che il Patt, sui territori, riaffermi con vigore la propria diretta discendenza dal movimento dell’Asar.

 

Nelle ultime settimane si è parlato molto di centro, lei cosa ne pensa?

Io credo che prima dei tatticismi dei manifesti, delle firme, delle dichiarazioni dei saggi e dei giovani, dovremmo interessarci di più a capire come creare la giusta coesione tra le forze politiche in grado di ri-definire un ampio perimetro della coalizione di centro sinistra autonomista ed ecologista. Con un programma chiaro, innovativo e concreto di rilancio sostenibile del Trentino. Quando mi inventai il nome “SiAmo Trento” per la coalizione delle comunali, temevo che in città capitasse quello che stava succedendo in Provincia. Solo l’emergenza climatica mi preoccupa più del Fugatti bis. C’è bisogno di vincere.

 

Però il progetto lanciato con un manifesto da Lorenzo Dellai ha raccolto negli altri partiti della coalizione un ampio consenso. Non crede?
Provo a rispondere così. Uno dei miei primi lavori dopo l’Università fu alle politiche giovanili della Provincia. Con i funzionari mi recavo nei piani giovani di zona del territorio, da poco istituiti, e mi appuntavo quello che filava e quello che non filava, per fornire materiale all’amministrazione utile a correggere il funzionamento dei piani. Iniziai qualche mese dopo la vittoria di Dellai del novembre 2008, mi ricordo come fosse ieri che decise di tenersi deleghe e competenze sui giovani e con una notevole lungimiranza diede vita a una serie di progetti importanti, formativi, anche in giro per l’Europa e il mondo, di cui io stesso ho usufruito. In città e nelle valli ci sono un sacco di persone tra i 30 e 45 anni che con quei progetti hanno avuto a che fare e spero che una parte di queste persone si attivi per il bene del Trentino, perché ne hanno sicuramente le capacità. Io sono per la fusione intergenerazionale, l’importante è che ci siano idee buone, praticabili. Perché non far partire la conversione ecologica qui, in Trentino, con concretezza. Nell’ultimo periodo non siamo stati propriamente un modello da seguire, come eravamo abituati ad esserlo con umile orgoglio; l’eufemismo dice che la nostra Autonomia abbia un po’ segnato il passo. Diamole nuovo smalto e rialziamoci con un’utopia concreta.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 6 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 19:58
Trovati 73 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 79 guarigioni. Sono 73 i pazienti in ospedale. Sono 892.851 le dosi di [...]
Società
06 dicembre - 19:02
La città di Belluno dedica una piazza in memoria di Angelina Zampieri, vittima di femminicidio nel 1913. La ragazza, che si era trasferita a Povo [...]
Cronaca
06 dicembre - 20:45
Nell'aggiornamento delle autorità sanitarie risultano effettuate 36.514 vaccinazioni con prenotazione, oltre a 7.531 somministrazioni a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato