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| 29 nov 2022 | 11:31

Chiudere le scuole per la settimana bianca, la proposta di Failoni piace a Bort e Ebner: ''Turismo invernale opportunità ancora non pienamente valorizzata''

Le Camere di Commercio di Trento e Bolzano appoggiano la proposta dell'assessore al turismo che a molti era parsa quasi una boutade in un mondo che cambia e un turismo invernale che deve giocoforza rivoluzionarsi: ''La proposta va valutata attentamente anche per gli altri importanti benefici che comporta come, ad esempio, una maggiore diffusione degli sport invernali fra i giovani con effetti positivi sulla salute e sulle relazioni sociali''

Chiudere le scuole per la settimana bianca, la proposta di Failoni piace a Bort e Ebner

TRENTO. A molti era sembrata quasi una boutade: in un mondo che sta cambiando dal punto di vista climatico dove la neve è diventata merce rarissima, il freddo lo è altrettanto, l'energia costa sempre di più e quindi puntare sull'innevamento artificiale è sempre più dispendioso e difficile, oltre che profondamente impopolare (l'attenzione all'ambiente è infatti un focus imprescindibile per il futuro), chiudere le scuole per spingere bambini e famiglie a fare una settimana bianca (tra l'altro con i costi che comporta) pareva una boutade da anni '80. E invece la proposta dell'assessore al turismo della Provincia di Trento, Roberto Failoni, piace soprattutto ai due presidenti delle camere di commercio di Trento e Bolzano, Giovanni Bort e Michl Ebner.

 

Le due camere di commercio, infatti, hanno prodotto un testo di sostegno a Failoni dove spiegano che ''hanno  accolto con grande attenzione la proposta dell’Assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento, Roberto Failoni, che, in occasione dell’inaugurazione dell’ultima edizione della BITM al Muse, ha avanzato l’ipotesi di integrare la tradizionale pausa scolastica natalizia con un ulteriore periodo di vacanza nel corso dell’inverno - analogamente a quanto succede anche in altri Paesi europei - per consentire a famiglie e studenti di programmare con maggiore flessibilità un soggiorno sulla neve''.

 

Nell’arco alpino italiano, spiegano le due camere di commercio, in fase prepandemica, l’economia che ruotava intorno alla stagione invernale aveva un peso economico stimato tra i 10 e i 12 miliardi di euro e dava lavoro a circa 120mila persone. Se guardiamo alla realtà locale, il Trentino-Alto Adige è una delle regioni italiane in cui la stagione invernale dà un contributo maggiore in termini di reddito all’economia del territorio perché attiva una filiera che va dal settore dell’ospitalità a quello dello sport, dall’enogastronomia alla cultura.

 

Per questo per Bort e Ebner la settimana bianca per spingere gli italiani a venire a sciare sarebbe una buona idea. ''Nel nostro Paese il turismo invernale è un’opportunità economica ancora non pienamente valorizzata - spiegano - soprattutto per il vincolo rigido costituito dal calendario scolastico nazionale. La possibilità di prevedere un’ulteriore interruzione scolastica nel corso dell’inverno, in modo differenziato fra i vari territori, consentirebbe non solo di decongestionare le principali mete del turismo invernale, ma darebbe anche alle famiglie la possibilità di fruire di periodi più convenienti dal punto di vista dell’offerta economica''. Questo ovviamente se l'offerta economica resterà la stessa anche sapendo che la stagione si destagionalizza, cosa piuttosto difficile nelle logiche del mercato.

 

''Nella nostra regione iniziative di questo tipo non sono mancate. Nel 2019 in Provincia di Bolzano, nell’ambito di una collaborazione fra scuole, alberghi e impianti di risalita sono stati proposti, a prezzi convenzionati, quattro giorni sulle nevi per gli studenti e studentesse delle scuole medie con l’obiettivo di rinsaldare il rapporto fra giovani e sport invernali - continuano le due camere di commercio -. L’offerta comprendeva il viaggio di andata e ritorno, vitto e alloggio, lezioni degli insegnanti di sci e anche i biglietti giornalieri per gli impianti di risalita''.

 

Giovanni Bort e Michl Ebner concludono: “Avere una maggiore flessibilità nella programmazione delle vacanze è un tema centrale per la valorizzazione della stagione turistica invernale non solo per i nostri territori, ma per tutta la montagna italiana, con effetti importanti per l’economia nazionale. Accogliamo quindi con favore l’iniziativa della Provincia di Trento volta a favorire la fruizione dei soggiorni invernali su un periodo più ampio rispetto a quello della tradizionale pausa natalizia. Oltre che sul piano economico, la proposta va valutata attentamente anche per gli altri importanti benefici che comporta come, ad esempio, una maggiore diffusione degli sport invernali fra i giovani con effetti positivi sulla salute e sulle relazioni sociali”.

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